Tratta di esseri umani: 1024 arresti, 61 possibili vittime in Svizzera

59 i Paesi coinvolti nell'operazione dell'Interpol, 13 i corpi di polizia cantonali elvetici chiamati in azione
59 i Paesi coinvolti nell'operazione dell'Interpol, 13 i corpi di polizia cantonali elvetici chiamati in azione
LIONE - Maxi operazione internazionale contro la tratta di esseri umani: Interpol ha annunciato l’arresto di 1024 sospetti e l’identificazione di 2070 vittime in 59 Paesi, tra cui anche la Svizzera. L’azione, coordinata dalle autorità di Austria e Romania, ha preso di mira reti criminali coinvolte nello sfruttamento sessuale, nel lavoro forzato, nell’accattonaggio e in attività illegali.
L’operazione si è svolta tra l’8 e il 12 giugno e ha visto impegnate forze di polizia, autorità di frontiera e unità specializzate. Sono stati effettuati controlli ai valichi, negli aeroporti e in altri nodi di trasporto. Le vittime provenivano da 45 Paesi, in prevalenza Argentina, Colombia, Venezuela, Moldavia e Nepal, spesso ingannate o costrette a spostarsi a causa di condizioni di vulnerabilità.
In Svizzera hanno partecipato 13 corpi di polizia cantonali. Secondo quanto riferito dall’Ufficio federale di polizia (Fedpol), sono stati controllati 161 luoghi, 415 persone, 245 documenti e 13 veicoli. Le verifiche hanno portato all’identificazione di 61 possibili vittime e al fermo di 27 persone. I dettagli sui casi restano di competenza delle autorità cantonali.
Tra le tendenze emerse figurano il traffico di persone latinoamericane verso l’Europa per il lavoro forzato e il loro sfruttamento in attività criminali nel Sud-Est asiatico. Sono stati inoltre segnalati casi di reclutamento forzato legati a conflitti armati. Circa il dieci per cento delle vittime erano minorenni, in gran parte provenienti dal continente americano e sottoposti a sfruttamento sessuale.
In Belgio, ad esempio, le autorità hanno arrestato 17 sospetti dopo aver smantellato una rete che reclutava ragazze minorenni tramite i social media. Le vittime sarebbero state tenute prigioniere e costrette a prostituirsi tra Belgio e Francia.




