L'Ufficio cantonale antincendio «era a conoscenza della mancanza di controlli»

Lo ha dichiarato il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, nel corso dell'interrogatorio-fiume di lunedì scorso
CRANS-MONTANA - Il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, ha duramente criticato l’Ufficio cantonale antincendio (OCF) durante l’interrogatorio-fiume del 13 aprile sulla tragedia del Le Constellation. Secondo quanto riportato dalla RTS, pur sostenendo che il Comune ha agito correttamente, nelle dodici ore passate di fronte agli inquirenti Féraud ha denunciato la mancanza di vigilanza dell’OCF sui controlli di sicurezza negli edifici pubblici.
La legge vallesana prevede verifiche annuali, ma il bar Le Constellation non è stato controllato dal 2019. «L’Ufficio cantonale antincendio era l’organo di controllo superiore, quindi immagino che dovesse assicurarsi che quanto richiesto ai comuni fosse fatto», ha dichiarato il sindaco, sostenendo che l’ufficio fosse a conoscenza delle carenze, visto l’elevato numero di esercizi pubblici e il basso numero di rapporti ricevuti. «Erano certamente a conoscenza della mancanza di controlli in generale nel cantone, poiché ci sono almeno 3’500 esercizi pubblici e l’OCF non doveva ricevere nemmeno un terzo dei rapporti dei controlli annuali di questi esercizi».
Féraud ha inoltre descritto rapporti «non proprio buoni» con l’OCF, accusato di scarso coinvolgimento: i documenti inviati dal Comune non avrebbero mai ricevuto riscontri. Ha citato anche un caso recente in cui, per chiudere un hotel, è stato necessario l’intervento di un avvocato per ottenere l’azione dell’ufficio. Nonostante le critiche, il sindaco ritiene che maggiori controlli non avrebbero evitato la tragedia, poiché non includevano la verifica di materiali come la schiuma incendiata. Tali controlli sono stati introdotti solo dopo il 1° gennaio.
Al termine dell’audizione, Féraud ha chiesto perdono alle famiglie delle vittime e dei feriti, dichiarando di assumersi una responsabilità morale - pur con un importante distinguo. «Non credo di aver commesso alcun errore, sinceramente non ero a conoscenza di queste mancanze». Ha inoltre riferito di aver ricevuto minacce di morte, coinvolgendo anche la sua famiglia. «Sono 103 giorni che viviamo nell’oscurità e barricati in casa».
Infine, Féraud ha difeso l’operato del Servizio di sicurezza comunale, sostenendo che il Municipio ha sempre soddisfatto le richieste di personale e che i controlli erano ritenuti garantiti fino al 2026. «Eravamo orgogliosi del nostro Servizio di sicurezza, che veniva citato dagli altri comuni».



