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ZURIGO

Sparò a una raffigurazione di Maria e Gesù: Sanija Ameti a processo

L'accusa: perturbamento della libertà di credenza e di culto. La sentenza è attesa in giornata
Instagram/sanija.ameti
Fonte Ats
Sparò a una raffigurazione di Maria e Gesù: Sanija Ameti a processo
L'accusa: perturbamento della libertà di credenza e di culto. La sentenza è attesa in giornata

ZURIGO - Sparò una ventina di proiettili a una raffigurazione della Madonna col Bambino e pubblicò due foto, una dell'immagine sacra bucherellata e una di se stessa in posizione di tiro, su una rete sociale. Oggi la consigliera comunale zurighese Sanija Ameti (senza partito, già PVL) deve rispondere davanti al Tribunale distrettuale di Zurigo di perturbamento della libertà di credenza e di culto.

Ameti ha rifiutato di rilasciare qualsiasi dichiarazione davanti alla corte. Il giudice ha dunque deciso di rinunciare a porle domande. La sentenza dovrebbe essere pronunciata oggi.

Il 6 settembre 2024, l'oggi 34enne, che allora sedeva nel legislativo cittadino quale rappresentante dei Verdi liberali (PVL) e che oggi è senza partito, aveva condiviso le foto su Instagram. Sotto quella che la ritrae con la pistola ad aria compressa puntata figura la scritta "abschalten", che in italiano può essere reso con "disinnestare, fermare". L'immagine sacra con i fori dei proiettili sul viso di Maria e di Gesù bambino era stata strappata da un catalogo di una casa di aste.

Ameti ha rapidamente cancellato il post da Instagram e si è scusata, ma le foto avevano già alimentato i social network e i media.

Secondo l'atto d'accusa, la messa in scena pubblica del tiro a questo bersaglio è ingiustificatamente sprezzante e offensiva nei confronti dei cristiani, ridicolizzando la loro fede. Ameti, scrive il ministero pubblico zurighese, ha pure potenzialmente messo a repentaglio la pace religiosa. La procura chiede una pena pecuniaria, sospesa condizionalmente, di 100 aliquote giornaliere da 100 franchi e una multa di oltre 2500 franchi.

La consigliera comunale, allora copresidente di Operation Libero, movimento di tendenza liberale e progressista creato dopo l'accettazione dell'iniziativa "Contro l'immigrazione di massa" dell'UDC nel 2014, è stata denunciata dai Giovani UDC e dal movimento Mass-Voll (letteralmente la misura è colma, nato durante la pandemia di Covid-19 in particolare per lottare contro la discriminazione di chi si opponeva alla vaccinazione).

In aula oggi tra il pubblico - oltre venti persone - ci sono il presidente di Mass-Voll Nicolas Rimoldi e il presidente dei Giovani UDC e granconsigliere bernese Nils Fiechter.

Per Ameti, quanto fatto nell'autunno di due anni fa non ha avuto solo conseguenze a livello giuridico. La donna ha anche perso il lavoro presso un'agenzia di pubbliche relazioni e il presidente del PVL e consigliere nazionale Jürg Grossen (BE) ha chiesto la sua espulsione dal partito. Nel gennaio di un anno fa Ameti ha poi lasciato i Verdi liberali di propria iniziativa.

Da allora siede nel parlamento cittadino di Zurigo come senza partito, ma è isolata e interviene raramente. Lo scorso novembre ha inoltre annunciato che avrebbe lasciato la copresidenza di Operation Libero. Non si ricandiderà nemmeno alle elezioni comunali di marzo.

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