ZURIGO
18.12.2015 - 17:120
Aggiornamento : 19:29

Casette Ikea per rifugiati: pericolose in caso di incendio

Le strutture non soddisfano le norme di protezione antincendio

ZURIGO - Le casette temporanee per i rifugiati dell'Ikea non soddisfano le norme di protezione antincendio, stando a test condotti dall'assicurazione cantonale zurighese degli immobili. La città di Zurigo e il Canton Argovia dovranno quindi trovare un'altra soluzione per ospitare alcune centinaia di persone.

I risultati dei test sono stati resi noti a poche ore da una conferenza stampa in cui le autorità cittadine hanno illustrato i dettagli del progetto che prenderà il via il 4 gennaio in un padiglione della Fiera di Zurigo, a fianco dell'Hallenstadion.

Il nuovo centro provvisorio ospiterà 250 persone, in gran parte uomini soli e minorenni non accompagnati. La città ha affittato la struttura per 30'780 franchi al mese e intendeva installare al suo interno 62 casette temporanee - i cosiddetti "shelters for refugees" - sviluppate dalla Fondazione Ikea.

"Sulla base delle conoscenze attuali queste casette non garantiscono la sicurezza dei suoi abitanti", ha fatto però sapere l'assicurazione cantonale degli immobili. Le autorità cittadine e l'Asyl-Organisation Zürich (AOZ), l'associazione che gestirà il centro, non intendono abbandonare il progetto. In una nota congiunta ammettono che molto probabilmente si dovrà trovare una soluzione alternativa.

Ogni casetta prefabbricata, compreso il mobilio, costa circa 1500 franchi e può ospitare fino a cinque persone su una superficie di 17,5 metri quadrati. Anche il canton Argovia ha annunciato oggi di voler rinunciare a queste casette. Nei mesi scorsi ne aveva acquistate 200, da utilizzare dalla prossima primavera all'interno di due grandi padiglioni a Frick (AG), per ospitare 300 richiedenti l'asilo.

I "ripari per rifugiati", dotati di corrente elettrica ma non riscaldati, sono stati sviluppati dal "ramo umanitario" del gigante svedese dell'arredamento in collaborazione con l'Organizzazione delle Nazioni Unite per i profughi (Unhcr), che lo scorso marzo ne ha acquistate 10'000 unità.


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