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L'angelo custode della IA ti evita i colpi di sonno al volante? Non sempre

Il sistema svizzero in fase di test che misura battito del polso e altri parametri vitali indicatori del senso di stanchezza alla guida, non è infallibile a quanto pare.
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Fonte Tages-Anzeiger
L'angelo custode della IA ti evita i colpi di sonno al volante? Non sempre
Il sistema svizzero in fase di test che misura battito del polso e altri parametri vitali indicatori del senso di stanchezza alla guida, non è infallibile a quanto pare.

Una telecamera puntata sul volto del guidatore in grado di rilevare anche la minima variazione di colore della pelle, la frequenza cardiaca e quella respiratoria; un'altra che segue i movimenti degli occhi per capire il grado di attenzione o di distrazione: sta davvero guardando la strada? Ha lo sguardo basso sullo smartphone? O si è voltato per calmare il bimbo che piange sul seggiolino dell'auto? Prendi tutte queste informazioni, le "frulli" nell'intelligenza artificiale e ti esce un "angelo custode" chiamato Driver-Check che ti ridesta da una pericolosa disattenzione o dal classico e temuto colpo di sonno al volante, attivando il pilota automatico.

L'anti-colpo di sonno preciso al 95%
Diavolerie dell'ingegno svizzero che si stanno sperimentando presso il centro svizzero di ricerca e sviluppo CSEM di Neuchâtel e cui il Tages-Anzeiger dedica un articolo. Ma attenzione: seppure questo ritrovato di sicurezza pare possa garantire una precisione superiore al 95%, non è esente da limiti tecnici. E in quel 5% che rimane di imprecisione, può celarsi la sua non infallibilità e quindi la possibilità immediata per il conducente di riprendere il controllo del veicolo. «Telecamere coperte o occhiali da sole mettono a rischio l’affidabilità dei sistemi» scrive il quotidiano zurighese. Il responsabile del progetto però, Nadim Maamar, ritiene che «con queste due informazioni – attenzione e stato fisico – possiamo determinare con elevata precisione se una persona è attualmente idonea alla guida. Nei test, il sistema ha misurato la frequenza cardiaca con un margine d’errore inferiore a tre battiti al minuto e ha rilevato la sonnolenza con una precisione superiore al 95 per cento».

Nel caso di una situazione di emergenza, come l'appisolamento del conducente, «il veicolo dovrà essere portato automaticamente in uno stato di sicurezza, per esempio fermandosi a bordo strada» sottolinea Raphael Murri, professore di dinamica e sicurezza dei veicoli presso la Berner Fachhochschule. Che condivide l'importanza di monitorare quasi alla perfezione lo stato psico-fisco del conducente, ma anche la preoccupazione che «finché le auto non saranno completamente autonome, l’autopilota deve comunque restituire il controllo all’essere umano in situazioni di guida troppo complesse, ad esempio in cantieri poco segnalati».

L'angelo custode co-pilota da perfezionare
Insomma, un "angelo custode" co-pilota ancora da perfezionare: la pensa così anche Markus Hackenfort, esperto svizzero in psicologia dei fattori umani e sicurezza stradale, attivo presso l'Università di scienze applicate di Zurigo. Secondo cui un sistema come il Driver-Check ha i suoi limiti: «Anche se il ritmo cardiaco resta costante e lo sguardo è rivolto in avanti, potremmo essere mentalmente lontani dalla situazione di guida», ha dichiarato al Tages-Anzeiger Hackenfort. «Non conosco nessun sistema di monitoraggio capace di rilevare in modo affidabile questa situazione di sogno ad occhi aperti». Lo studioso avanza dubbi anche su un'altro aspetto.

«Poco prima di cadere nel sonno breve, attraversiamo una fase in cui vogliamo resistere e siamo convinti di farcela», afferma Hackenfort. «Anche allora il sistema di allerta viene percepito come fastidioso e forse viene disattivato, sebbene abbia avvertito giustamente».

E rileva che un sistema di monitoraggio affidabile debba essere progettato anche per contrastare le manipolazioni. Chi loda il sistema in fase di sperimentazione è Thomas Sauter-Servaes, professore di mobility engineering presso la stessa università.

Segnali per dare la sveglia a chi si appisola
«Un’opportunità aggiuntiva dei sistemi di monitoraggio consiste nella possibilità di reagire attivamente ai primi segnali di stanchezza. Il sistema può, ad esempio, abbassare la temperatura interna, aumentare il volume della musica o modificare altri parametri», afferma. Insomma, la ricerca attorno all'angelo custode perfetto continua.

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