Tubercolosi nei cervi, ancora casi. Si continua a monitorare

Come già nel 2024, anche nel 2025 in Vorarlberg, non lontano dal confine grigionese, in diversi cervi è stata accertata la tubercolosi. Di conseguenza, il rischio di contagio per l'effettivo di selvaggina in Prettigovia rimane elevato.
COIRA - Nel 2025 è stata accertata la tubercolosi in quattro cervi abbattuti nelle zone di Löruns e Vandans (alpe Tschöppa). In particolare l'alpe Tschöppa si trova molto vicino al confine grigionese e presenta intensi scambi di selvaggina con la Prettigovia. La situazione non si è calmata nemmeno nel resto del Vorarlberg, dove si sono verificati ripetutamente casi di contagio di effettivi di animali da reddito.
La zona di osservazione viene mantenuta
In accordo con l'Ufficio per la caccia e la pesca (UCP) nonché con l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV), l'Ufficio per la sicurezza delle derrate alimentari e la salute degli animali (USDA) ha prorogato fino alla fine del 2027 il monitoraggio nella zona di osservazione attuale. I cervi nobili abbattuti e quelli trovati morti in questa zona devono essere analizzati per determinare la presenza della tubercolosi.
La zona di osservazione corrisponde a quella del 2024 e comprende i territori dei Comuni di Seewis, Grüsch, Schiers, Luzein, Küblis e la frazione di Saas del Comune di Klosters, che si trovano a nord-est della Landquart. Durante la caccia alta e la caccia speciale, in questo perimetro si analizzano a campione i cervi abbattuti per determinare il contagio da tubercolosi.
Nessun caso di tubercolosi nei Grigioni
Nel quadro delle misure di monitoraggio, nel 2024 50 dei 58 animali abbattuti durante la caccia speciale sono stati analizzati riguardo alla presenza della tubercolosi. Nel 2025, durante tutta la caccia in questa zona sono stati abbattuti complessivamente 255 cervi, di cui 94 sono stati analizzati. L'obiettivo di sottoporre ad analisi circa il 30 per cento di tutti i capi abbattuti è quindi stato raggiunto. In nessuno dei capi analizzati negli anni 2024 e 2025 è stata rilevata la presenza della tubercolosi.
L'esperienza ha dimostrato che queste misure impegnative sono realizzabili solo grazie alla stretta collaborazione con l'Associazione dei cacciatori grigioni con licenza (ACGL), con le cacciatrici e i cacciatori nonché con l'Ufficio per la caccia e la pesca (UCP). L'obiettivo comune consiste nell'individuare precocemente un eventuale contagio da tubercolosi, in modo da impedirne sia la diffusione all'interno della popolazione di selvaggina sia la trasmissione agli effettivi bovini.
Rimane in vigore anche il divieto di foraggiamento
Oltre ai casi registrati vicino alla frontiera nel Montafon, altre zone del Vorarlberg e del Tirolo sono colpite dalla tubercolosi. Per questo motivo, dal 2016 le zone di confine con queste regioni rientrano nell'area di monitoraggio della tubercolosi, nella quale vige il divieto di foraggiamento degli ungulati (cervo, capriolo, camoscio, stambecco) da parte dei privati.



