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SVIZZERA

Boom (pericoloso) delle iniezioni di peptidi sui social: Swissmedic lancia l'allarme

La maggior parte di questi prodotti non è autorizzata in Svizzera: cresce l'importazione legale
Deposit Photos
Fonte 20minutes
Boom (pericoloso) delle iniezioni di peptidi sui social: Swissmedic lancia l'allarme
La maggior parte di questi prodotti non è autorizzata in Svizzera: cresce l'importazione legale

BERNA - Più definiti, più abbronzati, con lineamenti più scolpiti: è questa la promessa delle nuove frontiere del fitness e della cosiddetta “biohacking culture”. Una trasformazione fisica estrema che non passa dalla chirurgia estetica, ma da iniezioni sottocutanee di peptidi. Una tendenza presentata come soluzione miracolosa e che, neanche a dirlo, sta spopolando sui social. Come racconta 20 Minutes, il fenomeno non riguarda solo singoli influencer: sempre più creator, spesso autodefinitisi biohacker, condividono le proprie esperienze online, promettendo recuperi più rapidi, maggiore crescita muscolare e una pelle più sana.

Tuttavia, la maggior parte di questi prodotti non è autorizzata in Svizzera e, secondo Swissmedic, chi li utilizza si comporta di fatto come una «cavia». E il problema è tutt’altro che teorico: Swiss Sport Integrity segnala un forte aumento dei sequestri di peptidi potenzialmente pericolosi, mentre Swissmedic evidenzia che nel 2025 le importazioni illegali di medicinali sono cresciute del 17%.

Ma che cosa sono, esattamente, i peptidi? - Si tratta di brevi catene di amminoacidi che il nostro organismo produce naturalmente e che regolano funzioni fondamentali come crescita, metabolismo e rigenerazione. Alcuni di questi, come gli ormoni della crescita, diminuiscono con l’età: è proprio su questo meccanismo che fanno leva i peptidi oggi di moda, progettati per imitare o potenziare i segnali biologici del corpo, pur non essendo sempre identici alle sostanze naturali. Anche il GLP-1, utilizzato in farmaci come l’Ozempic per regolare glicemia e appetito, è un esempio di peptide naturale.

Da influencer a cavie - Il nodo principale è che questi prodotti non sono disponibili in farmacia, proprio perché non sono stati adeguatamente studiati né approvati. Vengono invece venduti online con diciture come «solo per ricerca» o «non destinato al consumo umano», facilmente aggirate da chi li acquista. Swissmedic avverte che si tratta di indicazioni fuorvianti, pensate per eludere i controlli doganali e limitare le responsabilità in caso di effetti collaterali. Ed è qui che emergono i rischi più seri: in molti casi queste sostanze non sono state testate sull’uomo e spesso non è nemmeno chiaro cosa contengano realmente le fiale. I prodotti provengono da fornitori non controllati e, anche quando esistono versioni autorizzate di alcuni peptidi, quelle vendute illegalmente non garantiscono gli stessi standard di qualità. Sono già stati rilevati casi di contaminazione, con possibili reazioni immunitarie. Per questo Swissmedic raccomanda di acquistare medicinali solo tramite canali legali e di consultare sempre un medico.

Situazione complessa sul piano normativo - Anche sul piano normativo la situazione è complessa: la legge svizzera consente, in determinate condizioni, l’importazione per uso personale di piccole quantità di medicinali non autorizzati, una norma pensata per chi viaggia con farmaci acquistati all’estero. Tuttavia, superati certi limiti, l’importazione diventa illegale e le spedizioni vengono sequestrate. La tolleranza scompare del tutto quando si tratta di sostanze dopanti: molti dei peptidi utilizzati in ambito sportivo rientrano infatti in questa categoria, per la quale vige una politica di tolleranza zero.

Ragionamenti fuorvianti - Nonostante i rischi e gli avvertimenti, una parte della comunità online continua a minimizzare. Alcuni influencer arrivano persino a paragonare i peptidi ai vaccini contro il Covid, sostenendo che entrambi non sarebbero sufficientemente studiati. Un confronto fuorviante: i vaccini sono stati sottoposti a rigorosi test e approvati dalle autorità sanitarie, mentre chi utilizza peptidi si espone a sostanze poco studiate, dai dosaggi incerti e, in molti casi, vietate come doping.

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