Dilemma vacanze, con la guerra dove andranno gli svizzeri?

I tour operator stanno registrando un calo per destinazioni come la Turchia e «uno spostamento della domanda verso ovest»
ZURIGO - La guerra in Medio Oriente suscita incertezza tra i viaggiatori svizzeri, i quali stanno spingendo la domanda sempre più verso destinazioni occidentali. I Paesi geograficamente vicini al conflitto, fortemente dipendenti dal turismo, rischiano di subire pesanti conseguenze.
Sebbene sia ancora possibile volare senza particolari restrizioni verso Turchia, Egitto o Cipro, i viaggiatori mostrano una certa prudenza. «I tour operator che organizzano viaggi in Turchia stanno registrando attualmente un calo delle prenotazioni tra il 20% e il 25% per l'estate e l'autunno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno», spiega all'agenzia finanziaria AWP un portavoce della Federazione Svizzera di Viaggi (FSV). «Quando vengono effettuate nuove prenotazioni, i clienti optano spesso per tariffe flessibili, che consentono loro di annullare o modificare il soggiorno», aggiunge.
«Stiamo osservando uno spostamento della domanda verso ovest», sottolinea il portavoce della FSV. L'area occidentale del Mediterraneo - Italia, Spagna, Portogallo - così come le Canarie, i Caraibi e la Repubblica Dominicana sono ora destinazioni particolarmente gettonate.
«Al momento non possiamo però ancora parlare di un'ondata di cancellazioni», precisa. Secondo le agenzie di viaggio che offrono pacchetti turistici in Turchia, «circa il 2–3% delle prenotazioni viene annullato. Un quadro simile si osserva anche per Cipro ed Egitto», puntualizza il portavoce.
Traffico aereo perturbato
Anche la situazione legata al traffico aereo genera ulteriore incertezza tra i viaggiatori che desidererebbero recarsi nei Paesi colpiti dal conflitto. «Abbiamo temporaneamente sospeso i voli verso Cipro per tre giorni a seguito degli eventi che hanno coinvolto la base aerea britannica di Akrotiri (bersagliata a inizio marzo da un drone Shahed). I voli sono ora ripresi e operiamo nuovamente in modo regolare», ha dichiarato all'AWP un portavoce della compagnia EasyJet.
«Nel corso di precedenti conflitti abbiamo osservato un rallentamento dell'attività, con i clienti che sospendono le prenotazioni per alcune settimane a causa dell'incertezza, prima di una ripresa. Potremmo assistere allo stesso fenomeno anche questa volta, ma è ancora presto per dirlo», aggiunge.
La guerra in Medio Oriente ha inoltre fortemente perturbato il traffico aereo nella regione: molti passeggeri non possono più effettuare gli scali previsti nelle città del Golfo, snodi fondamentali per i collegamenti verso l'Asia. Attualmente, Swiss ha sospeso i voli verso Dubai e Tel Aviv fino a fine maggio, mentre la frequenza dei collegamenti verso la capitale indiana di Nuova Delhi è stata raddoppiata tra oggi 1° aprile e il 31 maggio, proprio per consentire ai viaggiatori voli diretti tra Europa e Asia.
«Numerosi passeggeri di altre compagnie aeree non possono attualmente imbarcarsi sui voli originariamente prenotati con scalo nella regione del Golfo», aveva dichiarato Swiss in nota diramata la scorsa settimana. «Per questo motivo, molti di loro stanno optando per voli diretti da e verso l'Asiax.
Più viaggi in treno e auto?
A incidere sulla scelta della destinazione di vacanza di molti viaggiatori, è anche l'aumento dei prezzi del carburante, che si riflette a sua volta sui biglietti aerei, generando anche una maggiore volatilità. Le compagnie del gruppo Lufthansa, tra cui Swiss ed Edelweiss, hanno annunciato un incremento dei supplementi carburante per i loro voli, a causa del forte rialzo del prezzo del cherosene.
Le destinazioni turistiche in Svizzera e nei Paesi limitrofi potrebbero beneficiare di un aumento della domanda. «Questa situazione potrebbe contribuire a valorizzare, oltre ai viaggi aerei, anche i mezzi di trasporto terrestri come il treno o l'auto», spiega all'AWP Eva Egger, responsabile del mercato svizzero per l'Ente nazionale austriaco per il turismo (Österreich Werbung).
«La domanda mostra una chiara inversione di tendenza: le destinazioni del Medio Oriente perdono terreno, mentre Europa e regioni mediterranee ne traggono beneficio. Nel complesso, la domanda verso il Vecchio Continente resta solida e si stabilizza rapidamente dopo il primo shock», prosegue Egger.
«Per l'Austria si tratta di un'opportunità, poiché ci posizioniamo presso i turisti svizzeri come una destinazione sicura, stabile e facilmente accessibile. In periodi di maggiore incertezza, affidabilità, prevedibilità e facilità di accesso diventano fattori determinanti», conclude.



