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SVIZZERA

Gli affitti? Sempre più spesso sono un buco nero

La denuncia dell'Associazione Svizzera Inquilini: molti, per timore delle conseguenze, rinunciano a far valere i propri diritti
Depositphotos (AntonioGuillemF)
Fonte ASI
Gli affitti? Sempre più spesso sono un buco nero
La denuncia dell'Associazione Svizzera Inquilini: molti, per timore delle conseguenze, rinunciano a far valere i propri diritti

BERNA - Gli affitti pesano sempre di più sui bilanci delle famiglie svizzere. E, di fronte alle difficoltà, molti inquilini scelgono di non far valere i propri diritti per timore delle conseguenze. È quanto emerge da un sondaggio condotto dall’Associazione Svizzera Inquilini (ASI) in collaborazione con l’istituto di ricerca Sotomo su 34.441 persone, presentato oggi in conferenza stampa.

I dati mostrano una pressione economica diffusa. Quasi il 40% degli intervistati destina oltre il 30% del proprio reddito all’affitto, superando la soglia raccomandata da Caritas ed entra in una zona considerata a rischio di precarietà. Circa una persona su venti arriva a spendere più della metà del reddito familiare per l’alloggio. Una situazione che riguarda l’intero Paese, senza differenze significative tra aree urbane e rurali o tra regioni linguistiche.

Il sondaggio evidenzia anche un rapporto spesso problematico tra inquilini e locatori. Circa il 70% degli intervistati riferisce di aver avuto difficoltà con il proprietario, ma nella maggior parte dei casi si rinuncia ad agire. Quasi la metà, ad esempio, non ha richiesto una riduzione dell’affitto nonostante il calo del tasso di riferimento. Allo stesso modo, solo il 5% ha contestato il canone iniziale, anche se questa procedura si conclude con esito positivo, totale o parziale, nel 75% dei casi.

Alla base di questa rinuncia c’è soprattutto il timore di ritorsioni. Circa il 23% degli intervistati teme di perdere la propria abitazione nei prossimi due anni, in particolare a causa di lavori di ristrutturazione. Una preoccupazione che si inserisce in un contesto in cui alcune disdette sono legate a strategie speculative volte ad aumentare i canoni di locazione.

I risultati mettono inoltre in luce uno squilibrio strutturale nel rapporto di locazione. Gli inquilini devono far valere i propri diritti individualmente, pur trovandosi in una posizione di dipendenza rispetto ai proprietari. Non sorprende quindi che quasi il 60% degli intervistati ritenga che l’attuale diritto della locazione favorisca i locatori.

Dal sondaggio emergono infine indicazioni chiare anche sul piano politico: l’88% degli intervistati chiede che le riduzioni degli affitti siano applicate automaticamente, l’86% si esprime a favore di un controllo più efficace dei canoni e l’85% auspica un aumento dell’offerta di alloggi a prezzi accessibili.

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