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SVIZZERA

Guerra in Iran quanto ci costi? Quest'anno circa 1'700 franchi

La prima stima del rincaro che finirà per toccare il nostro portafoglio. Fra benzina, riscaldamento e non solo.
20min/Fabian Pöschl
Fonte Tages-Anzeiger
Guerra in Iran quanto ci costi? Quest'anno circa 1'700 franchi
La prima stima del rincaro che finirà per toccare il nostro portafoglio. Fra benzina, riscaldamento e non solo.

ZURIGO - Stretto di Hormuz bloccato, pozzi petroliferi in fiamme, e una grande instabilità nella borsa. Le ripercussioni economiche dell'attuale conflitto in Medio Oriente forse non si stanno facendo ancora sentire, almeno a livello pragmatico, ma ci aspetta un 2026 sicuramente più salato.

A confermarlo è una ricerca del Politecnico di Zurigo, pubblicata sulle pagine del Tages-Anzeiger che stima anche quanto la guerra in Iran potrà effettivamente incidere sul bilancio delle famiglie svizzere.

Dall’inizio dei raid nel Golfo Persico, circa tre settimane fa, il prezzo del greggio è salito di circa il 60%. Benzina, diesel e cherosene hanno registrato aumenti simili, con il diesel che in alcuni casi è addirittura raddoppiato.

L’impatto per la Svizzera potrebbe raggiungere i 4-5 miliardi di franchi su base annua, stima il ricercatore del Politecnico di Zurigo Cyril Brunner, considerando l’aumento dei prezzi e i consumi attuali.

Il peso maggiore riguarda il cherosene, particolarmente costoso perché prodotto in quantità limitate dal petrolio. Seguono il riscaldamento a olio combustibile (nafta), utilizzato in circa un terzo degli edifici, e il gas, il cui prezzo è quasi raddoppiato. Anche i carburanti per automobili contribuiscono con oltre un miliardo di franchi di costi aggiuntivi.

Si tratta di una stima indicativa, poiché i prezzi restano altamente volatili e legati all’evoluzione del conflitto. Tuttavia, l’ordine di grandezza è simile a quello registrato dopo l’invasione russa dell’Ucraina, quando la spesa complessiva per energia fossile in Svizzera salì da 16 a 20 miliardi di franchi.

La situazione evidenzia la vulnerabilità legata alla dipendenza dai combustibili fossili: una maggiore diffusione delle energie rinnovabili ridurrebbe l’esposizione a crisi geopolitiche. Non solo: l’aumento dei prezzi energetici rischia di rallentare anche l’economia.

Secondo BAK Economics, con un petrolio stabile a 100 dollari al barile, il PIL potrebbe ridursi dello 0,3%, pari a circa 2,5 miliardi di franchi.

In media, l’impatto per le famiglie svizzere è stimato in circa 1'700 franchi annui, con forti differenze: chi vola meno o utilizza energie rinnovabili risente meno degli aumenti. A differenza della crisi ucraina (e almeno per ora) i prezzi dell’elettricità finora sono rimasti relativamente stabili.

Per contenere i costi, il consiglio è quello di ridurre temporaneamente gli acquisti di olio da riscaldamento o rinviare la prenotazione dei voli, anche se l’andamento dei prezzi resta incerto e il peggio potrebbe non essere ancora arrivato.

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