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BERNA / GINEVRAAl voto su due modelli di congedo parentale agli antipodi

11.06.23 - 08:38
L'esito potrebbe dare indicazioni utili anche a livello nazionale
Depositphotos (VitalikRadko)
Fonte Ats
Al voto su due modelli di congedo parentale agli antipodi
L'esito potrebbe dare indicazioni utili anche a livello nazionale

BERNA / GINEVRA - Nei cantoni di Berna e Ginevra, il popolo è chiamato a esprimersi domenica prossima sull'introduzione di un congedo parentale. I due progetti sono molto diversi e scombussolano il classico confronto tra destra e sinistra. Dalle urne potrebbero uscire segnali su cosa sia realizzabile a livello nazionale.

Gli elettori bernesi votano su un'iniziativa popolare cantonale lanciata dal PS che chiede l'introduzione di 24 settimane di congedo parentale retribuito, in aggiunta ai congedi di maternità e paternità federali, per un totale quindi di 40 settimane. In concreto, ogni genitore avrebbe a disposizione sei settimane di congedo parentale. Le restanti dodici settimane potrebbero essere suddivise liberamente. Il progetto è combattuto dai partiti borghesi.

I ginevrini si pronunciano su un'iniziativa popolare promossa dai Verdi liberali (PVL), che prevede complessivamente 24 settimane per i due genitori: l'obiettivo è completare le 16 settimane di congedo di maternità cantonale (quattordici del congedo concesso a livello nazionale più due settimane cantonali) con otto settimane per l'altro genitore, comprese le due settimane di congedo di paternità federale in vigore dal 2021. Questo progetto di centro destra è combattuto dalla sinistra.

Il costo del congedo parentale bernese, essenzialmente a carico del Cantone, è stimato in 200 milioni di franchi, che hanno indotto la destra a combatterlo. Il Gran Consiglio ha nettamente respinto l'iniziativa, con 95 voti contro 52, pure ritenendo i costi eccessivi, ma anche giudicando che una soluzione uniforme a livello nazionale sarebbe più appropriata.

A Ginevra l'assicurazione parentale sarebbe finanziata in modo uguale da datori di lavoro e lavoratori con una deduzione salariale dell'ordine dello 0,15%-0,2%. Il progetto è combattuto da PS, Verdi, collettivo dello sciopero femminista e, all'altro polo politico, dall'UDC. Sostenuto dal centro destra e dagli ambienti padronali, ha maggiori chance di successo alle urne del progetto bernese, secondo vari esperti. Il Gran Consiglio ha votato a favore dell'iniziativa con 53 sì, 34 no e un'astensione.

Delle otto settimane supplementari, sei sarebbero obbligatorie per il genitore che non beneficia dell'assicurazione maternità e due settimane sarebbero assegnate a piacimento dei genitori a uno o all'altro. La sinistra vede come fumo negli occhi queste due settimane ballerine, per cui delle madri potrebbero beneficiare solo di quattordici settimane, contro le 16 acquisite a fatica. L'UDC ginevrina è divisa, ma hanno prevalso le preoccupazioni per il potere d'acquisto, che verrebbe ulteriormente eroso dal nuovo prelievo salariale.

Nei due cantoni, per i promotori delle modifiche costituzionali, si tratta di conciliare meglio la vita familiare e professionale e promuovere la parità tra donne e uomini.

Nel canton Zurigo, un'iniziativa per l'introduzione di un congedo parentale retribuito di 36 settimane è fallita alle urne nel maggio 2022 con il 64,8% di contrari.

L'esempio ticinese - In Svizzera il Ticino è stato pioniere. A parte alcuni settori e singole aziende che offrono un congedo parentale su base volontaria, solo nel cantone italofono è stata adottata questa assicurazione, in forma modesta, - due settimane in aggiunta ai congedi federali di maternità e di paternità - con un voto del Gran Consiglio all'inizio del 2021. La competenza di decidere come implementare l'assicurazione, anche dal punto di vista finanziario, è del Consiglio di Stato.

Poiché vi è incertezza giuridica sulla conformità col diritto federale, per fare chiarezza, alla fine dello stesso anno, è stato istituito un gruppo di lavoro dei Dipartimenti della sanità e della socialità (DSS) e delle finanze e dell'economia (DFE) nonché della Delegata per le pari opportunità.

Il PVL ginevrino ha risolto la questione formulando l'iniziativa in modo che il congedo non sia vincolante per le imprese. Nella loro analisi, infatti, i Verdi liberali giungono alla conclusione che solo il diritto federale può imporlo alle aziende. Va notato che anche le due settimane ginevrine di congedo maternità non sono vincolanti, ma le imprese le hanno fatte proprie.

Alle Camere federali sul tema non c'è alcun progetto pendente. La Commissione federale per le questioni familiari (COFF) dal 2010 punta su un congedo parentale di 38 settimane. Visto il voto del maggio 2022 a Zurigo, l'idea appare utopica.

Le consultazioni di Berna e Ginevra daranno forse indicazioni ai politici federali. Una Svizzera in cui dovessero convivere 26 modelli cantonali non pare ragionevole: "Che fare se una madre o un padre abita in un cantone, lavora in un secondo cantone per un'azienda con sede in un terzo?", chiedeva provocatoriamente in una recente intervista la presidente della COFF Monika Maire-Hefti.

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