LUCERNAIl tatuatore svizzero dal quale transitano i milioni russi

12.04.22 - 09:24
Per anni, tutta una serie di prestanome lucernesi ha aiutato a muovere i miliardi dell'oligarca Suleiman Kerimov
Imago
Il tatuatore svizzero dal quale transitano i milioni russi
Per anni, tutta una serie di prestanome lucernesi ha aiutato a muovere i miliardi dell'oligarca Suleiman Kerimov
Il magnate dell'oro è stato sanzionato. Ma risalire a tutti i suoi beni può essere più complicato del previsto

LUCERNA - Il caso di Suleiman Kerimov mostra quanto sia difficile, e anche bizzarra, la ricerca dei miliardi degli oligarchi russi.

Kerimov è un magnate dell'oro che ha fatto fortuna acquistando asset energetici e importanti partecipazioni in banche russe dopo la caduta dell'Unione Sovietica. È anche un membro della Camera Alta del parlamento russo ed è stato uno tra i selezionatissimi oligarchi convocati da Putin a Mosca il giorno in cui la Russia ha invaso l'Ucraina. È stato sanzionato per la prima volta, dagli Stati Uniti, nel 2018. Il Regno Unito, l'Unione Europea e la Svizzera hanno seguito l'esempio quest'anno. Si ritiene che l'oligarca abbia legami con una rete finanziaria segreta che gestirebbe la vera ricchezza di Putin. Una rete che affonda le radici anche in Svizzera.

I milioni del tatuatore lucernese - Ad oggi non è chiaro dove Kerimov detenga i suoi miliardi, ma - come riporta il TagesAnzeiger - tracce dei suoi precedenti affari da milioni di dollari portano (qui i contorni della vicenda si fanno curiosi), allo studio di un tatuatore di Lucerna.

Secondo alcuni documenti, infatti, nel 2013 e nel 2014 l'artista (con la sua piccola impresa) ha trasferito circa 200 milioni di dollari in società di proprietà di Kerimov o dei suoi familiari stretti. Ha utilizzato una società di comodo nelle Isole Vergini britanniche con un conto in dollari a Riga, in Lettonia.

La cifra è quantomeno sospetta visto che, anche se lavorasse ininterrottamente per 10 ore al giorno, dovrebbe iniettare inchiostro per qualche migliaio di anni prima di racimolare una cifra simile.

Il quotidiano del gruppo Tamedia ha mostrato a degli esperti i documenti che identificano il lucernese quale proprietario della società di comodo. Il tatuatore compare non solo quale azionista ma anche come «il vero e unico beneficiario» della società. Così stando a Martin Kenney, avvocato ed esperto finanziario delle Isole Vergini, dove è costituita la società. 

La fortuna di Kerimov - Con una fortuna stimata in oltre 10 miliardi di dollari, Kerimov è uno dei russi più ricchi. Non è ancora noto se, in seguito alle sanzioni, i suoi beni siano stati confiscati. Le informazioni più recenti relative ai flussi finanziari dell'oligarca risalgono al 2018, ma documenti segreti rivelano i metodi utilizzati per spostare i soldi.

Il fiduciario del tatuatore è il ricco lucernese Alexander Studhalter, amico dell'oligarca. Studhalter ha confermato che la società di copertura del tatuatore apparteneva a lui in passato. Ha investito in progetti con l'amico russo fino al 2013.

I prestanome - Come il tatuatore ce ne sono tanti altri. In definitiva, si tratta del denominatore comune di molti accordi russi: non è chiaro chi possieda effettivamente cosa. E questo non vale solo per i 200 milioni dell'artista lucernese. Come lui, infatti, ci sono dipendenti di Studhalter, i clienti del suo ufficio fiduciario, amici e persino i familiari. Molti non sono nemmeno qualificati per guidare un'azienda internazionale. Sulla carta, però, vengono coinvolti in accordi per oltre 4 miliardi di dollari.

L'uso di queste figure non è proibito, ma va a complicare le indagini delle Autorità alla ricerca dei patrimoni nascosti. In generale, questi prestanome che gestiscono società di comodo corrono comunque rischi considerevoli. Se venissero riscontrate violazioni, infatti, sarebbero loro stessi i responsabili.

Studhalter assicura che tutte queste società sono soggette alla legge svizzera sul riciclaggio di denaro e sono state controllate. Nel frattempo, tutte le società offshore sono state liquidate e il fiduciario afferma di non avere mai aiutato Kerimov a nascondere o camuffare beni.

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