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ZURIGO
28.01.2022 - 06:000

La violenza contro il personale ospedaliero è in costante aumento

Gli ospedali di tutta la Svizzera segnalano aggressioni da parte dei pazienti

I numeri erano già alti nel 2020. Sono aumentati di nuovo l'anno scorso.

Fonte 20 Minuten/Luca Orellano
elaborata da Davide Milo
Giornalista

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Questi sondaggi non hanno, ovviamente, un valore statistico. Si tratta di rilevazioni aperte a tutti, non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno quindi l'unico scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione sui temi di attualità.

ZURIGO - Negli ospedali si sta perdendo la testa. Accadono episodi come quello vissuto da AM* e la sua collega, trovate a doversi chiudere a chiave in una stanza del reparto a causa del marito "impazzito" di una paziente.

L'uomo - riporta 20 Minuten - ha perso completamente la calma, le ha insultate nel peggiore dei modi e le ha persino minacciate di morte. Quando dalle parole ha mostrato l'intenzione di voler passare alle mani, le due donne sono scappate allertando la sicurezza che ha così potuto buttare fuori dall'ospedale l'iroso personaggio.

Il motivo di tanta furia? «Abbiamo dovuto isolare la moglie in una stanza fino all'arrivo del risultato del test», racconta AM. Questo è stato sufficiente a far perdere la testa al marito, nonostante gli fosse stato permesso di far visita alla donna in isolamento. Anche una volta a casa, l'uomo non ha ritrovato un equilibrio: «Ci ha chiamati più volte continuando a insultare noi e il resto dello staff».

Episodi simili ovunque - Episodi di ordinaria follia. Che non sono isolati. L'aggressività nei confronti del personale ospedaliero è infatti in aumento negli ultimi anni.

Sono diverse le storie come quella di AM. Diverse voci si aggiungono alla sua, dipingendo tutte lo stesso quadro. «Sono stata schiaffeggiata, afferrata per i polsi, sgridata e pizzicata innumerevoli volte», racconta un'infermiera. Un altro dipendente d'ospedale le fa eco: «L'aggressività verbale è all'ordine del giorno. Vengono deliberatamente lanciati oggetti contro di noi, gli ospiti non seguono le regole».

Numerosi ospedali, in diversi cantoni, confermano la tendenza a un incremento della violenza contro i dipendenti della sanità. «Possiamo confermare che nel 2021, all'ospedale universitario di Berna, gli episodi contro i dipendenti sono nuovamente aumentati», afferma il portavoce dell'Inselspital, Didier Plaschy. Lo stesso sottolinea come vengano registrati sistematicamente solo i casi gravi, cioè quelli in cui è necessario l'intervento del servizio di sicurezza.

Da 600 a 1600 casi all'anno - Secondo Plaschy, nel 2021 si contano oltre 1.600 casi. Si tratta di 40 casi in più rispetto al 2020, anno che aveva già segnato un numero molto elevato di violenze contro i dipendenti della sanità. Per un confronto, nel 2016 di episodi simili se ne erano contati 600.

Per Yvonne Ribi, dell'Associazione svizzera infermiere e infermieri (ASI), la pandemia ha intensificato una tendenza già esistente: «La crescente violenza contro le infermiere è un problema da anni, ma con il Coronavirus questo si è ingigantito».

Secondo Pierre-André Wagner, responsabile del servizio legale dell'ASI, la soglia di tolleranza alla frustrazione è calata enormemente: «Vi sono aspettative irrealisticamente alte, soprattutto durante la pandemia, quando il personale stesso è sovraccaricato. Ovviamente gli infermieri sono quelli che trascorrono più tempo in corsia, quindi vivono sulla loro pelle questa frustrazione».

Anche nel canton Friburgo le strutture ospedaliere sono colpite da crescenti episodi di violenza. Secondo la portavoce Catherine Favre Kruit, nel 2021 c'è stato un aumento di circa il 25% dei casi di aggressione verbale e fisica. «Questi attacchi possono provenire da pazienti, ma anche da persone che li accompagnano», sottolinea.

Lo stesso nella Svizzera orientale: «Accade da anni anche all'ospedale cantonale di San Gallo che i pazienti - o i loro accompagnatori - a volte si comportino in modo aggressivo nei confronti dei nostri dipendenti», afferma il portavoce Daniel Steimer. «Non è un fenomeno nuovo, ma è in aumento». Anche presso gli ospedali universitari di Losanna e Ginevra, tra il 2020 e il 2021, si registra un aumento in questo senso.

*nome noto alla redazione. 

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