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BASILEA CITTÀA Basilea (e dintorni) sono comparsi novemila “cubi” arancioni

26.01.22 - 10:22
Si tratta di geofoni per la localizzazione di fonti di acqua termale per la realizzazione di un impianto geotermico
20min/Lukas Hausendorf
A Basilea (e dintorni) sono comparsi novemila “cubi” arancioni
Si tratta di geofoni per la localizzazione di fonti di acqua termale per la realizzazione di un impianto geotermico

BASILEA - Sono comparsi su tutto il territorio basilese. Stiamo parlando di “misteriosi” cubi arancioni, nella maggior parte dei casi legati a dei pali. Una presenza che - come riferisce oggi 20 Minuten - non manca di sollevare interrogativi. «Qualcuno sa dirmi a cosa servano?» chiede qualcuno su Reddit. E anche il granconsigliere UDC Joël Thüring è in cerca di risposte su Twitter.

Ebbene: si tratta di geofoni. «Sono apparecchi che misurano vibrazioni che potrebbero indicare la presenza di fonti di acqua termale» spiega Reto Müller, portavoce delle aziende industriali basilesi (IWB). È in corso un'indagine su larga scala a Basilea e Riehen, e nei comuni limitrofi di Basilea Campagna e in Germania. Sono circa novemila i geofoni installati sul territorio. L'obiettivo è di trovare una fonte per un secondo impianto geotermico per il teleriscaldamento.

Tra i basilesi si risveglia così il ricordo del progetto “Deep Heat Mining”, interrotto nel 2010. Un progetto geotermico che aveva innescato diverse scosse sismiche. «Con la nostra tecnologia, la probabilità che si verifichino che terremoti è molto bassa» assicura Müller, Il progetto “Deep Heat Mining” prevedeva infatti il pompaggio di acqua nel terreno, con l'obiettivo di scaldarla. Mentre l'impianto che a Riehen è attivo già da 27 anni sfrutta l'acqua termale già presente a 1'000-1'500 metri di profondità.

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