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SVIZZERA

Un esercito svizzero più sostenibile entro il 2050

Attualmente produce oltre 200'000 tonnellate di CO2 all'anno
Un esercito svizzero più sostenibile entro il 2050
Tamedia
Fonte ATS
Un esercito svizzero più sostenibile entro il 2050
Attualmente produce oltre 200'000 tonnellate di CO2 all'anno
BERNA - La consigliera federale Viola Amherd vuole rafforzare l'impegno del suo Dipartimento della Difesa per la tutela ambientale. In particolare mira a ridurre del 40% le emissioni di CO2, con più energie rinnovabili e carburanti sostenibili...

BERNA - La consigliera federale Viola Amherd vuole rafforzare l'impegno del suo Dipartimento della Difesa per la tutela ambientale. In particolare mira a ridurre del 40% le emissioni di CO2, con più energie rinnovabili e carburanti sostenibili, e raggiungere un bilancio di CO2 equilibrato entro il 2050.

Le nuove linee direttive ambientali del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS), che sostituiscono quelle del 2004, sono state presentate oggi da Amherd nella piazza d'armi di Chamblon (VD), alla periferia di Yverdon-les-Bains. Prevedono singoli piani d'azione soprattutto per proteggere la natura, risparmiare risorse e ridurre le emissioni. Il prossimo anno saranno disponibili anche in altri settori come ad esempio l'inquinamento fonico, del suolo o delle acque. Per attuare tutte le misure del "Piano d'azione Energia e Clima DDPS", il dipartimento prevede di spendere circa 650 milioni di franchi fino al 2030.

Il DDPS ricorda in un comunicato odierno che - con oltre 11'000 posti di lavoro a tempo pieno, 24'000 ettari di terreno, 7000 edifici e impianti - ha un fabbisogno energetico annuo di circa 3700 tetrajoule (TJ = 10'000 miliardi di Joule), ossia circa quanto le città di Sciaffusa o Neuchâtel, e produce oltre 200'000 tonnellate all'anno di emissioni di CO2.

Il primo "Piano d'azione Energia e Clima DDPS" mira, al più tardi entro il 2050, a ottenere un bilancio di CO2 equilibrato e coprire il fabbisogno energetico prevalentemente con fonti rinnovabili di propria produzione, nella quantità più ampia possibile. E le misure da attuare - una sessantina da applicare entro il 2030 - richiedono soprattutto l'impegno dell'esercito, che sprigiona il 98% delle emissioni di anidride carbonica di tutto il Dipartimento.

Le maggiori fonti di emissioni sono i trasporti e gli immobili. Per i veicoli a motore si vuole ridurre il consumo di carburanti fossili sostituendoli dove possibile con alternative elettriche. Il DDPS esamina poi l'impiego di carburanti sostenibili sia per i veicoli a motore che per i vari velivoli. Riguardo agli edifici, entro il 2030 tutti i riscaldamenti a nafta saranno sostituiti da sistemi di riscaldamento alternativi. Per produrre corrente in proprio, su tutte le superfici adatte dei tetti e delle facciate saranno installati impianti fotovoltaici.

Il nuovo piano d'azione sostituisce quello già in vigore dal 2004, che prevedeva fra l'altro entro il 2020 di aumentare del 50% rispetto al 2001 la quota delle energie rinnovabili utilizzate e di ridurre del 20% le emissioni di CO2. Gli obiettivi - sottolinea il DDPS - sono stati raggiunti e in parte anche superati.

Da 20 anni anche il programma "Natura-Paesaggio-Esercito" (NPEs) ha dato i suoi frutti: nelle aree militari ora si osserva una concentrazione superiore alla media di specie di uccelli e piante inserite nella lista rossa di quelle minacciate. Inoltre si incontrano più spesso la maggior parte delle specie di uccelli tipiche delle zone agricole rispetto alle zone rurali adiacenti.

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