DPD
SVIZZERA
15.04.2021 - 06:090
Aggiornamento : 08:01

I fattorini DPD «meritano rispetto»

Il sindacato Unia torna all'attacco con una lettera sottoscritta da quasi novanta rappresentanti della società civile

Tra questi si conta anche l'oncologo Franco Cavalli: «I dipendenti mi hanno raccontato in prima persona le condizioni in cui devono lavorare: si tratta di sfruttamento»

BERNA - «Le condizioni di lavoro in seno a DPD sono inaccettabili: si tratta di sfruttamento come uno se lo immagina nell'Ottocento». È quanto ci dice Franco Cavalli, oncologo ed ex consigliere nazionale socialista, che è uno dei quasi novanta firmatari di una lettera indirizzata a Tilmann Schultze, ceo di DPD.

Una lettera che sarà imbucata oggi e con la quale il sindacato Unia torna all'attacco a sostegno del personale impiegato nella consegna di pacchi. Come denunciato negli scorsi mesi, si parla in particolare di giornate lavorative lunghe dodici-quattordici ore, straordinari non retribuiti, stress e sorveglianza. «Di fronte a tali situazioni di sfruttamento, non si può restare insensibili: dobbiamo garantire un lavoro dignitoso» ci spiega Enrico Borelli del sindacato Unia.

Solidarietà da tutti gli ambiti - La missiva è firmata, come detto, da una novantina di persone provenienti da tutta la Svizzera. Si tratta di politici, artisti, economisti, professori, medici, per citarne alcuni. «Sono rappresentanti della società civile, che hanno deciso di sottoscrivere la lettera poiché indignati dalla situazione».

Una situazione che il dottor Cavalli ha potuto constatare in prima persona, partecipando alla manifestazione che all'inizio dello scorso marzo aveva avuto luogo al deposito DPD di Giubiasco. «Ho potuto parlare con alcuni dipendenti, che mi hanno descritto le loro condizioni di lavoro». Da qui la decisione di battersi per loro, affinché possano operare in condizioni dignitose. «Una vita come quella che fanno ora non fa bene nemmeno dal punto di vista della salute» sottolinea Cavalli.

I fattorini sono «figure essenziali» - «Quando avevamo cominciato a occuparci della questione, siamo rimasti colpiti dal livello di degrado presente in un'azienda che con la pandemia ha raggiunto profitti importanti» aggiunge ancora il sindacalista Borelli, ricordando che in particolare durante il lockdown i fattorini hanno svolto un ruolo essenziale: «Ci consegnavano tutta una serie di prodotti che non ci era possibile acquistare».

La lettera - “Volentieri utilizziamo i servizi DPD, ma vogliamo che i corrieri vengano retribuiti correttamente e trattati con rispetto” si legge nella lettera indirizzata al ceo dell'azienda. La principale richiesta è che ai fattorini venga pagata ogni singola ora di lavoro (e questo vale anche per gli straordinari del passato). Poi si invita il ceo a sedersi a un tavolo col personale e i rappresentanti sindacali dell'Unia. “È suo dovere porre fine alle pessime condizioni di lavoro nella sua azienda e fare sì che tutti i dipendenti vengano trattati equamente” si legge ancora nella lettera.

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