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SVIZZERA
11.03.2021 - 12:410
Aggiornamento : 13:28

L'UFSP sulla situazione svizzera: «Leggero aumento dei casi»

7'588 nuove infezioni dal 1. al 7 marzo (la settimana precedente erano 7'243) ma ricoveri stabili e meno in cure intense

L'età mediana delle persone ricoverate in ospedale è nuovamente scesa sotto i 70 anni per la prima volta dalla settimana 35 dello scorso anno. Giù i decessi (44).

BERNA - Le infezioni da coronavirus sono aumentate del 4,8% nella settimana dal 1. al 7 marzo. Nella nona settimana del 2021, l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha registrato 7'588 casi confermati in laboratorio, contro i 7'243 della settimana precedente.

Nel rapporto settimanale pubblicato oggi (ma che si riferisce a ieri alle 8.00 per la Svizzera e il Liechtenstein), l'UFSP qualifica l'evoluzione come "leggero aumento". E ricorda anche che le cifre delle ultime settimane non sono ancora complete.

Ceppo "inglese" molto diffuso
Sull'insieme delle infezioni registrate, per 3'290 campioni è stata verificata la natura del SARS-CoV-2: nel 72,2% dei casi si trattava di una cosiddetta variante rilevante del virus (VOC), scrive l'UFSP. Il ceppo B.1.1.7 ("variante inglese") è di gran lunga il più frequente. Finora in Svizzera sono state identificate due altre VOC: B.1.351 ("variante sudafricana") e P.1 (descritta per la prima volta in Giappone e Brasile).

Sensibili differenze regionali
Tra il 1. e il 7 marzo sono state censite 87,8 infezioni ogni 100'000 abitanti, contro una frequenza di 83,8 nei sette giorni precedenti. Il dato varia molto da cantone a cantone, con un minimo in Appenzello Interno (43) e un massimo a Ginevra (137). In Ticino erano 100 e nei Grigioni 72.

L'età mediana di tutti i casi di malattia si è attestata a 40 anni. Rispetto alla settimana precedente, nelle fasce d'età 0-9, 20-29 e 50-59 anni i casi sono aumentati di più del 10%. Per contro i casi di persone di oltre 80 anni sono diminuiti del 26%, nonostante il numero di test eseguiti sia rimasto pressoché costante. Poiché i dati sono incompleti, al momento non è ancora possibile confermare che questa diminuzione sia già dovuta all'effetto delle vaccinazioni, precisa però l'UFSP.

Stabili i ricoveri ospedalieri
Per la prima settimana di marzo sono stati dichiarati 226 ricoveri per Covid-19, contro 210 tra il 22 e il 28 febbraio. Per l'UFSP si tratta di «una stagnazione del numero di ricoveri, sebbene siano ancora attese dichiarazioni tardive». Il numero medio di pazienti ricoverati in un reparto di cure intense (176) è diminuito rispetto alla settimana precedente. L'occupazione di tali reparti si è attestata al 69% delle capacità.

L'età mediana (il 50% era più giovane, l'altro 50% più anziano) delle persone ricoverate in ospedale era di 67 anni. Il dato finora più elevato si è registrato nella settimana 42 del 2020 con 77 anni. L'età mediana è nuovamente scesa sotto i 70 anni per la prima volta dalla settimana 35 dello scorso anno.

Nella prima settimana di marzo il 78% delle persone ricoverate aveva 50 anni o più. Le persone di età compresa tra i 70 e i 79 anni sono state quelle ricoverate più frequentemente in ospedale (25% dei ricoveri). Nella fascia d'età dagli 80 anni in su l'UFSP continua a registrare un calo notevole dei ricoveri ospedalieri, dal 32% dei ricoveri complessivi nell'ultima settimana di febbraio al 21% nella in quella in esame. Anche in questo caso l'ufficio non fa un legame con la campagna vaccinale. Vengono ricoverati più uomini che donne.

Lieve calo dei decessi
Per la settimana in esame, l'UFSP ha registrato 44 decessi in relazione al coronavirus (48 negli ultimi sete giorni di febbraio). Nonostante le dichiarazioni tardive ancora attese, questo dato è probabilmente diminuito ed è quindi in costante calo dal picco massimo nella penultima settimana del 2020. Tra il primo e il 7 marzo il tasso di decessi nei cantoni e nel Liechtenstein ha oscillato tra 0 e 2,6 ogni 100'000 abitanti.

Positività dei test: stabilità
Nel periodo considerato sono stati eseguiti 174'845 test (74,2% dei quali erano PCR e il 25,8% antigenici rapidi), un numero in progressione del 3,8% rispetto alla settimana precedente. La percentuale di test PCR positivi (4,6%) nella nona settimana del 2021 è leggermente diminuita rispetto alla settimana precedente (4,8%), quella dei test antigenici rapidi è leggermente aumentata dal 4,7% al 5,0%.

Secondo le dichiarazioni di 23 Cantoni e del Principato, il 9 marzo vi erano complessivamente 10'384 persone in isolamento e 18'218 in quarantena. Inoltre, erano in quarantena 4653 persone giunte in Svizzera da un Paese con un elevato rischio di contagio. Queste cifre sono nuovamente superiori a quelle della settimana precedente, con una variazione però soltanto modesta del numero di persone in isolamento.

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