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04.12.2020 - 20:030
Aggiornamento : 05.12.2020 - 09:11

Stazioni sciistiche e shopping natalizio: ecco le risposte ai molti interrogativi

In viste delle Festività, il Consiglio federale ha rafforzato i provvedimenti contro il coronavirus.

Perché servono misure specifiche? Cosa prevedono i piani di protezione nei comprensori sciistici? La risposta a queste (e altre) domande

BERNA - «La situazione epidemiologica in Svizzera resta critica, preoccupante». Alain Berset ha ribadito ancora una volta questo pomeriggio come le prossime settimane saranno decisive per il futuro andamento dell’evoluzione epidemiologica. Per questo motivo, per tentare di ridurre il numero di casi - se possibile prima delle Feste - il Consiglio federale ha deciso nuovi provvedimenti. In particolare, le regole per i negozi più grandi saranno inasprite a partire da mercoledì 9 dicembre. Per quanto riguarda le stazioni sciistiche, sarà possibile andare a sciare, ma la capienza sui mezzi di trasporto chiusi quali impianti di risalita, impianti a fune e cabinovie sarà limitata. 

Le misure introdotte sollevano numerosi interrogativi, ecco le risposte del Consiglio federale.

Perché servono misure specifiche per le feste?
Nel periodo prenatalizio le strade commerciali e i negozi si riempiono. Le persone escono, anche utilizzando i mezzi di trasporto pubblici. È spesso difficile mantenere la distanza. Questo vale anche negli incontri privati durante il periodo natalizio e Capodanno, in cui le varie fasce d’età spesso si mescolano tra loro e le persone appartenenti a economie domestiche diverse si riuniscono.

Nei comprensori sciistici l’inizio di questo periodo coincide con quello della stagione invernale. A essere problematica non è la pratica dello sport in sé, ma gli assembramenti di persone sui mezzi pubblici, nelle cabinovie/negli impianti a fune, in fila davanti alle sciovie e nei punti di ristoro.

A questo si aggiunge il fatto che durante le feste e le vacanze invernali molti studi medici e farmacie sono chiusi. Questo può implicare che vi siano minori capacità disponibili per eseguire i test COVID19. Inoltre gli ospedali già sovraccarichi possono trovarsi ulteriormente sotto pressione a causa degli infortuni sportivi e sugli sci.

Per evitare un aumento dei contagi durante Natale e Capodanno, sono necessarie ulteriori misure di protezione. Diversamente, si teme che il numero di casi risalga in questo periodo, causando a gennaio un incremento dei ricoveri ospedalieri.

Quali sono le regole per i comprensori sciistici?
In Svizzera le località di sport invernali potranno rimanere aperte anche durante le feste, a condizione però che vengano imposti in modo costante rigorosi piani di protezione e limitazioni della capienza uniformi a livello nazionale sui mezzi di trasporto chiusi. Lo scopo è impedire la trasmissione del virus nelle zone turistiche.

I comprensori sciistici necessitano ora di un’autorizzazione di esercizio da parte del Cantone, che può rilasciarla soltanto se consentito dalla situazione epidemiologica del Cantone e se sono disponibili le capacità necessarie per il tracciamento dei contatti, negli ospedali e per i test.

Cosa prevedono questi piani di protezione?
Nei comprensori sciistici si rinuncia a una limitazione generalizzata della capienza. Su tutti i mezzi di trasporto chiusi, quindi treni, cabinovie e impianti a fune, possono essere occupati solo i due terzi dei posti. Questo vale sia per i posti a sedere sia per quelli in piedi.

È inoltre importante che possa essere sempre rispettata la distanza necessaria tra le persone. Chi è in fila deve portare la mascherina e rispettare la distanza di sicurezza. L’obbligo della mascherina vale anche su tutti gli impianti di risalita, nonché su sciovie e seggiovie.

L’obiettivo di queste misure è riuscire a ridurre gli assembramenti di persone e quindi il rischio di contagio.

I ristoranti e i punti di ristoro nel comprensorio sciistico restano aperti?
I ristoranti all’interno del comprensorio sciistico possono restare aperti, ma i clienti possono accedervi solo se ci sono tavoli disponibili.

Anche nelle località di sport invernali vigono regole più severe?
Sì. Anche le località di sport invernali devono elaborare ora piani di protezione per ridurre al minimo i rischi legati a un grande afflusso di visitatori. I flussi di persone devono essere incanalati, gli orari di apertura dei negozi coordinati e i luoghi in cui possono essere effettuati i test COVID-19 devono essere indicati in maniera chiara. L’obbligo della mascherina vale anche nelle aree pedonali animate. I grandi assembramenti di persone davanti ad alcuni negozi, per esempio alla fine di una giornata di sci, come anche le attività dopo-sci nei paesini devono essere assolutamente evitati.

Al di fuori delle località invernali e dei comprensori sciistici

Quali sono le nuove prescrizioni per i ristoranti?
Nei ristoranti di tutta la Svizzera sarà obbligatoria la registrazione dei dati di contatto, allo scopo di semplificare il tracciamento. La raccolta di questi dati è un’ulteriore prescrizione e non esenta dall’obbligo di garantire la distanza tra i gruppi di ospiti o di prevedere separazioni. Come finora, si può consumare soltanto da seduti.

Attualmente i ristoranti devono chiudere al più tardi alle 23 e in alcuni Cantoni anche prima. Vale anche per Capodanno?
Nella notte di Capodanno l’ora di chiusura obbligatoria sarà prolungata dalle 23 all’1. È poco realistico pensare che i clienti di un ristorante rientrino a casa dopo la chiusura del locale alle 23. Per ridurre il rischio di incontri fuori controllo nella cerchia privata, è necessario quindi prolungare l’ora di chiusura obbligatoria. I Cantoni però possono emanare prescrizioni più severe.

Anche per gli incontri privati sono previste nuovamente prescrizioni più severe?
No. Sarà mantenuto il limite massimo di 10 persone, ma il Consiglio federale raccomanda di limitare gli incontri privati e nei ristoranti a due economie domestiche, in modo da ridurre al minimo il numero dei contatti. Occorre seguire i consigli per le feste1 dell’UFSP. Il Natale deve essere trascorso se possibile nella ristretta cerchia familiare e si dovrebbe rinunciare alle feste di Natale aziendali.

A Natale possiamo suonare e cantare insieme?
Nella cerchia familiare o durante la lezione di canto nella scuola obbligatoria è consentito cantare. Al di fuori di queste occasioni invece è vietato, sia all’aperto sia nei luoghi chiusi. Questo vale non solo per i cori, ma anche per il canto in comune durante le funzioni religiose e in alcune tradizioni di Capodanno. Sono ammesse eccezioni per i cori professionali e i cantanti.

Quali regole valgono nei negozi?
Viste le feste ormai imminenti e gli sconti nei negozi, molte persone sono attirate nel centro città. Per incrementare la sicurezza, i negozi più grandi devono limitare il numero di clienti per metro quadrato passando dagli attuali 4m2 a 10m2 a persona. Nei negozi piccoli con una superficie fino a 30m2 vale quindi la regola di 5m2 per ogni cliente.

Perché la Confederazione raccomanda di nuovo fortemente il telelavoro?
Lavorare da casa contribuisce a ridurre la mobilità e quindi i contatti – sia sul tragitto casa-lavoro sia sul posto di lavoro. Inoltre grazie al telelavoro, si riduce il rischio di dover mettere in quarantena un intero team a causa di un caso di COVID-19. L’UFSP raccomanda pertanto ai lavoratori, se ne hanno la possibilità, di lavorare da casa.

In questo modo si agevola anche l’auto-quarantena prima di Natale. Se le persone riescono a continuare a limitare i loro contatti privati e professionali prima di Natale, possono mantenere basso il rischio di contagio nel periodo prenatalizio. Ciò permette di attenuare i rischi legati a festeggiamenti e riunioni di famiglia. L’auto-quarantena è particolarmente indicata soprattutto se si prevede di incontrare persone appartenenti a un gruppo a rischio.

Posso pretendere il telelavoro dal mio datore di lavoro? O viceversa, posso esserne obbligato?
Resta compito del datore di lavoro decidere in quali casi è necessario ricorrere al telelavoro. Non esiste un diritto generale. In caso di controversia dovrebbe essere un tribunale a dirimere la questione.

Nella situazione attuale, il datore di lavoro può dichiarare l’obbligo del telelavoro in virtù del suo diritto di impartire istruzioni, ma solo nei casi in cui questa modalità sia accettabile per il lavoratore. Occorre quindi considerare la situazione individuale di ognuno.


admin.ch

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Ultimo aggiornamento: 2021-12-07 14:06:44 | 91.208.130.85