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SVIZZERA
24.03.2020 - 11:560

Pressing per i dati di 10'000 clienti, ballano 6.6 miliardi di euro

Le autorità fiscali della vicina Penisola hanno chiesto informazioni su molti contribuenti.

Al vaglio un periodo di quasi tre anni: da inizio 2015 a fine 2017. Pronta una richiesta pure per UBS e BSI.

Fonte ATS
elaborata da Redazione

BERNA - Italia in pressing su Credit Suisse per ottenere i dati di numerosi clienti. La richiesta di informazioni vale per il periodo dal 23 febbraio 2015 al 31 dicembre 2017, si legge nel Foglio federale. La domanda di assistenza amministrativa è stata pubblicata dall'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC).

La Svizzera deve fornire informazioni su contribuenti che si ritiene abbiano un conto aperto presso la grande banca elvetica. Questi sono sospettati di non aver adempiuto agli obblighi previsti dalla legge italiana. La richiesta del fisco della vicina Penisola risale al luglio 2017. Secondo un comunicato della Guardia di Finanza (GdF) di allora, a essere coinvolti sono i titolari di 9'953 conti, per un ammontare complessivo di oltre 6,6 miliardi di euro.

Gli interessati, sia quelli domiciliati nella Confederazione sia quelli in Italia, hanno 20 giorni di tempo per annunciarsi spontaneamente all'AFC. In seguito i loro dati saranno trasmessi alle autorità di Roma. La GdF ha già richiesto assistenza a Berna anche per clienti di UBS e BSI. Nel 2016 Credit Suisse ha trovato un accordo per risolvere una vertenza fiscale con le autorità italiane per le sue attività bancarie transfrontaliere, impegnandosi a pagare 109,5 milioni di euro. La procura di Milano aveva avviato un'indagine penale nel 2014, accusando l'istituto di aver aiutato cittadini italiani a evadere le tasse per un totale di 14 miliardi di euro, trasferendo le somme all'estero.

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