"Ambrì derubato o perseguitato? Gli episodi fanno riflettere. La situazione è anomala"

Pelletier si è detto seccato per l'ennesimo episodio sfavorevole: "Devo rivedere le immagini ma non ci sarà alcun protesto. Gli arbitri? È sempre la solita minestra"
AMBRÌ – Al tocco di Reichert, a una manciata di minuti dalla fine dei tempi regolamentari della gara di ieri, il disco ha nervosamente danzato sulla linea di porta. Dentro? Fuori? Gli arbitri hanno deciso che il gol non era da convalidare e così l'Ambrì è scivolato, passando attraverso l’overtime, fino agli sfortunati rigori. E al posto di un ricco bottino, è tornato da Ginevra con un solo punto.
Non è tanto l’episodio a far discutere, quanto il fatto che, ultimamente, ai biancoblù ne siano capitate di cotte e di crude. A Kloten, giusto per citarne un’altra, sempre Massy aveva annullato una rete a Park. “Per la contesa di ieri sera devo ancora rivedere le immagini da varie angolazioni. Due gare consecutive con episodi del genere sono in ogni caso un fatto raro – è intervenuto Serge Pelletier – ci mettono di fronte a una situazione anomala”.
Il club si sente derubato o perseguitato?
“Quel che sta accadendo deve, quantomeno, far riflettere”.
Non è forse il caso di alzare la voce in Lega?
“Attenzione, un protesto si può presentare solo su un errore tecnico. Non su un’interpretazione. E nel caso della rete non assegnata a Reichert non c’è stato alcuno sbaglio. Semplicemente gli arbitri hanno stabilito che il disco non aveva superato la linea di porta”.
Senza adire vie legali si potrebbe in qualche modo provare a farsi rispettare maggiormente…
“Per quanto ne so si potrebbe tentare di reclamare con il supervisore degli arbitri. Ma noi, in qualche modo, l’abbiamo già fatto: ieri era a Ginevra e dopo la gara l’abbiamo raggiunto. Gli abbiamo chiesto spiegazioni. Lui però, ovviamente, ha difeso la categoria. “Il comportamento di chi ha diretto l’incontro è stato giusto”, ci ha detto. È sempre la solita minestra”.
Episodi sfavorevoli significa anche punti persi per strada. E le sconfitte possono anche influire sulla testa dei giocatori.
“Non sono d’accordo. Mentalmente siamo solidi e forti, non ci facciamo di certo condizionare da certe cose…”.



