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ANALISI HCAP

All-in vincente di Tapola e quei due assi da confermare

L'azzardo di allontanare DiDomenico e affrontare i playout con soli cinque stranieri è stato vincente. L'Ambrì ha chiuso bene una stagione disastrosa. Ora bisognerà ricostruire...
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All-in vincente di Tapola e quei due assi da confermare
L'azzardo di allontanare DiDomenico e affrontare i playout con soli cinque stranieri è stato vincente. L'Ambrì ha chiuso bene una stagione disastrosa. Ora bisognerà ricostruire...
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AMBRÌ - L'allontanamento di DiDomenico (senza sostituirlo) ha fatto storcere più di un naso. Privarsi del proprio miglior marcatore a un soffio dai Playout è infatti stato da molti considerato un azzardo. Un autentico All-in che però ha pagato.

Sotto Jussi Tapola, infatti, l'Ambrì si è ricompattato. È tornato a essere squadra con la "S" maiuscola. E ha trasformato lo spauracchio playout in una (semplice) formalità. L'Ajoie, che l'anno scorso aveva fatto penare le pene dell'inferno al Lugano, è infatti stato spazzato via in sole quattro partite. Un risultato sul quale alla vigilia della serie, affrontata con soli cinque stranieri, neppure il più ottimista dei tifosi biancoblù avrebbe probabilmente scommesso.

Ma Tapola ha puntato forte sul gruppo. Ha compattato i ranghi. E la squadra ha risposto presente. D'altronde l'allenatore finlandese non ha mai nascosto il fatto che nel suo credo hockeystico la squadra sia sempre messa al primo posto. Insomma, per Tapola non conta né il nome, né la nazionalità, né il pedigree di un giocatore. Conta solo che tutti si mettano a disposizione del gruppo e tutti sposino i valori e la filosofia del club. Insomma citando un aforisma attribuito ad Herb Brooks - l'iconico allenatore del "Miracle on Ice" alle Olimpiadi di Lake Placid - «servono giocatori per i quali il nome sul davanti della maglia sia più importante di quello sul retro». E il messaggio sembra sia passato. Tanto che neppure l'infortunio di Jesse Virtanen in gara-2 che ha obbligato i leventinesi a giostrare con soli quattro stranieri ha rimescolato le carte della serie.

E se parliamo di carte, la serie contro l'Ajoie è stata decisa - oltre che dalla compattezza di squadra - anche dalle giocate di alcuni assi. In primis quelle della coppia canadese formata da Michael Joly e Alex Formenton (entrambi autori di 3 reti e 2 assist) che ha letteralmente trascinato il gruppo al successo nella serie. Sotto Tapola sono pure rifioriti Tommaso De Luca (quattro gol contro l'Ajoie) e André Heim, che con il sistema voluto dal finlandese sembra finalmente essersi ritrovato dopo il lungo periodo buio che ha fatto seguito al suo ritorno dal Nord America.

Chiusa (bene) una stagione assolutamente disastrosa in tutti gli ambiti, l'Ambrì - passato da Filippo Lombardi a Davide Mottis, in un altro storico avvicendamento andato in scena in questa pazza stagione - è ora chiamato a ricostruire. Trovato il condottiero per il prossimo triennio, il nuovo DS Lars Weibel dovrà ora assemblare una rosa che possa seguire il Tapola-pensiero. Il primo tassello, il centro ceco Petr Kodytek, è già stato trovato. Altri, come il canadese Nate Narr e il giovane svizzero Andro Kaderli, potrebbero presto andare al proprio posto. Un mosaico - quello dell'HCAP 2026/27 - che però, a nostra opinione, non può fare a meno di Joly e Formenton. Due giocatori che si sono trovati molto bene con la filosofia di gioco del finlandese. E che sono imprescindibili per questo Ambrì. Resteranno? Il futuro darà la risposta.

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