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L'OSPITE - ARNO ROSSINI
19.05.2021 - 08:000
Aggiornamento : 14:42

«Con il sangue agli occhi»

Arno Rossini spinge il Chiasso: «Spacciato? Per nulla»

«Lo Xamax? In dieci dietro la linea della palla».

CHIASSO - Fosse servita solo una vittoria, fosse bastata solo una preghiera per garantirsi il paradiso, il Chiasso avrebbe potuto affrontare con estrema serenità la cerimonia di giovedì sera. Costretti a vincere con tre reti di scarto sullo Xamax, ai rossoblù non basterà invece un veloce passaggio in chiesa: dovranno interpellare tutti i loro Santi e sperare che questi operino un qualche prodigioso miracolo.

«Io, a dire il vero, non la vedo così brutta - è intervenuto Arno Rossini - Certo, non si può dire che sarà facile, che sarà una passeggiata; credo però che davvero il Chiasso abbia la possibilità di salvarsi. Non è per nulla spacciato, insomma».

Derubrichiamo da miracolo a impresa?
«Anche in questo caso: sembra serva qualcosa di eccezionale. Io penso invece che ai rossoblù “basterà” fare una grande partita. Dovranno fare bene, benissimo, il loro lavoro». 

Da dove arriva tanto ottimismo?
«Durante l’anno ho seguito il Chiasso con attenzione. Nella prima metà di stagione ha fatto fatica ma poi ha tenuto un buon ritmo. Questo è sicuramente merito di Baldo Raineri che, recuperati gli infortunati e dato spazio anche a ragazzi di Seconda lega, ha trovato la quadra. Serviva tempo, ma il mister ha fatto un ottimo lavoro. E i numeri, tenuto conto del materiale con il quale ha lavorato, sono dalla sua parte. A Natale la penultima era lontana nove punti: arrivare all’ultima giornata a giocarsi la salvezza può quasi essere considerato un successo». 

I numeri però dicono che i momò hanno segnato poco. E nella partita che vale una stagione devono invece trovare una goleada.
«Il Chiasso è propositivo, gioca un bel calcio. Ha però un problema: non ha un bomber, uno che, lì davanti, faccia gol. E a causa di questa mancanza ha lasciato per strada tanti punti. È in ogni caso inutile rammaricarsi adesso per quel che non è stato durante la stagione; meglio che si concentrino su quel che c’è da fare contro lo Xamax». 

Che attenderà e ripartirà?
«Mister Andrea Binotto ha la sua idea di gioco e questa non è certo ultra-offensiva». 

Metterà dieci uomini dietro la linea della palla?
«Qualcosa del genere. Staranno coperti, chiusi, e proveranno a ripartire. E forse è anche logico sia così. Meglio per il Chiasso, che avrà così la possibilità di comandare il gioco e di provare a sfruttare le debolezze avversarie. I neocastellani dietro non sono velocissimi e precisissimi, se messi - bene - sotto pressione potrebbero cedere».

A livello mentale e tattico, una sfida tanto particolare come si prepara?
«I rossoblù sono in ritiro, dove possono lavorare tranquilli controllando la pressione e non dando troppo peso alle voci dall’esterno. Arriveranno alla partita nelle condizioni migliori. A quel punto, però, dovranno essere perfetti, cominciando fin dal fischio iniziale».

Subito a tutta?
«Con il sangue agli occhi. Io credo che fondamentali, se non decisivi, saranno i primi 20’ dell’incontro. Riuscire a segnare immediatamente potrebbe dare una grossa spinta ai momò e contemporaneamente minare le certezze dello Xamax. Se invece, come già capitato durante l’anno, i rossoblù dovessero creare e sbagliare - o addirittura incassare - allora la situazione si farebbe per loro durissima».

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