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SUPER LEAGUE
20.11.2019 - 19:320
Aggiornamento : 23:34

«Stéphane Henchoz è un falso...»

Il portiere del Sion - Kevin Fickentscher - non ha per niente apprezzato le ultime dichiarazioni del suo ex allenatore: «È impossibile per me lavorare con personaggi del genere, mi ha deluso»

RIDDES - L'estremo difensore del Sion - Kevin Fickentscher - ha risposto duramente all'ex coach Stéphane Henchoz. Quest'ultimo - sulla panchina vallesana per poco più di quattro mesi (il rapporto è terminato un paio di settimane fa) - aveva rilasciato alcune dichiarazioni piccanti a "Nouvelliste" e a "L'illustré", dove denigrava la squadra... («Non sono evidentemente dei grandi calciatori, anche se pensano di esserlo. Che cosa hanno realizzato finora nella loro carriera i giocatori del Sion? Ce n'è uno che ha giocato a Londra o meglio, crede di aver giocato a Londra. Fortune in realtà ci ha solo abitato(...)»).

Su questo proposito Fickentscher, nove stagioni al Tourbillon, ha spiegato a "20minutes": «Il nostro ex allenatore ha attaccato tutto lo spogliatoio e non posso lasciargliela passare», ha analizzato il portiere. «Non sono sorpreso, sono profondamente deluso per ciò che ha sostenuto. Mi sento tirato in ballo poiché ha messo tutti i giocatori sullo stesso piano e ha citato solo un nome, quello di Yassine Fortune. Un giovane che non ha pretese particolari, il più gentile del gruppo, che ha giocato quattro anni nell'Arsenal. E bisogna rimproverarglielo? Si è dimostrato molto piccolo attaccando un ragazzo(...). Perché invece di parlare tramite la stampa non ha detto certe cose quando era con noi? Questo riflette la personalità dell'allenatore, si nasconde e non ha coraggio, ma è un'altra la parola che inizia con la lettera "C" che mi viene in mente(...)».

Il portiere si è poi espresso a proposito del rapporto avuto con il coach nel periodo in cui si è seduto sulla panchina del Sion... «Personalmente non ho mai parlato con lui in quasi cinque mesi in cui è stato il nostro allenatore. Una volta mi ha inviato un "sms" - quando mi sono aperto la testa nel successo di Lugano - ed era contento perché ero rimasto in campo e avevo stretto i denti (il coach aveva già esaurito i cambi, così l'estremo difensore aveva giocato l'ultima mezz'ora con una vistosa fasciatura dopo la ginocchiata fortuita di Filip Holender, ndr). Altrimenti nessuna discussione, né tattica, né tecnica, né mentale e la stessa cosa vale per i miei compagni(...). Francamente mi ha deluso e mi sono reso conto che è un falso(...), è impossibile per me lavorare con personaggi del genere».


 

 

 

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