«Dolore estremo», ma Lindsey non si ferma

«Se non vuoi che faccia qualcosa, non devi dirmi che non posso farlo»
Ritiro? La statunitense sogna ancora di tornare a competere.
«Se non vuoi che faccia qualcosa, non devi dirmi che non posso farlo»
Ritiro? La statunitense sogna ancora di tornare a competere.
VAIL - Il calvario cominciato alle Olimpiadi (e forse anche prima, nella gara di Crans Montana di fine gennaio) non è ancora finito per Lindsey Vonn, che ha sì ritrovato un po’ di serenità ma ha davanti a sé tantissima strada da percorrere. Per ora lo fa con le stampelle, ricordo della drammatica caduta nella discesa libera a cinque cerchi e degli otto interventi chirurgici subiti per ritrovare un minimo di normalità.
Tanto dolore, tanta fatica, non hanno in ogni caso fiaccato la campionessa statunitense che, già ritiratasi una prima volta perché segnata nel fisico, nonostante i nuovi guai proprio non riesce a chiudere del tutto con lo sci professionistico.
Non lo ha fatto neppure nell’ultima intervista, concessa ad Associated Press, nella quale ha anche zittito la famiglia, il padre soprattutto, che aveva assicurato che non avrebbe più gareggiato.
«Non voglio trarre conclusioni affrettate né speculare su ciò che potrei fare - ha spiegato proprio Lindsey - e ora non sono emotivamente nella condizione di prendere una decisione definitiva riguardo al mio futuro. Potrei ritirarmi e non gareggiare più, certo, e andrebbe bene, ma potrei anche continuare. Questo è un infortunio molto diverso da quelli avuti in precedenza. Per quanto grave e anche e soprattutto per il fatto che davvero avrei potuto perdere la gamba. Ho una soglia del dolore alta, lo sopporto bene, ma stavolta è stato qualcosa di estremo. Quanto provato alle Olimpiadi non è lontanamente paragonabile al dolore con il quale mi sono dovuta confrontare in occasione degli altri infortuni subiti in carriera».
Un rientro nel circo bianco non è in ogni caso da escludere a priori. «No, ma realisticamente non accadrebbe comunque prima della stagione 2027-28, perché devo subire un altro intervento al crociato - ha aggiunto la 41enne atleta nordamericana - E da allora mi serviranno altri sei mesi prima di tornare ad allenarmi in palestra. La mia famiglia mi vuole bene e mi vuole proteggere ma ha dimenticato una regola fondamentale: se non vuoi che faccia qualcosa, non devi dirmi che non posso farlo. In quel caso ti dimostrerò il contrario, ti dimostrerò che sbagli. In questo momento sono in ogni caso ancora in modalità sopravvivenza. Quando starò meglio, allora deciderò cosa fare».








