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29.05.2020 - 15:000

Il vero cuore della FUS è chi la vive ogni giorno

La Franklin University Switzerland da mezzo secolo è a Lugano un riferimento accademico per oltre 300 studenti che ogni anno scelgono di frequentare i corsi di Liberal Arts Education.

Il doppio accreditamento (svizzero e statunitense, ma l’università è stata anche approvata dal Ministero della Pubblica Istruzione cinese come università straniera accreditata in Cina) e partner d’eccezione come la University of Southern California, l’Emerson College, la Southern Methodist University e il College of Charleston fanno arrivare alla Franklin studenti da circa 60 Paesi del mondo, rendendola a tutti gli effetti un’università con una visione globale. Arte, comunicazione, storia, economia e finanza, relazioni internazionali, scienze politiche e psicologia sono soltanto alcune delle facoltà presenti alla terza università di Lugano, differente dalle altre per l’approccio multidisciplinare – tipico americano – definito Liberal Arts. Qui la propria specializzazione non si sceglie al primo anno, ma viene costruita durante il percorso, andando a testare sui libri le proprie attitudini, passioni e inclinazioni. È un ribaltamento di prospettiva rispetto ai canonici schemi. “Ciò non significa che studenti con le idee chiare debbano per forza cambiarle”, sottolinea Sara Steinert Borella, decana e vice presidente di Academic Affairs. Ma anche se fosse, l’approccio multidisciplinare prima di incanalarsi nella specializzazione, come fosse un sistema a piramide, permette di avere una visione più ampia del mondo e di ciò che ci circonda. “Se si considera inoltre che gli studenti vivono e si confrontano ogni giorno con loro coetanei provenienti da tutto il mondo e che i viaggi accademici, per noi importantissimi, sono parte integrante del processo di crescita, ecco che qui alla Franklin possiamo dire di costruire davvero qualcosa di unico”. Perché è talmente unica l’esperienza che si vive alla Franklin che ciascuno rimane studente della Franklin per sempre.
I programmi coprono diverse aree di approfondimento, dalle Arti visive al Business e Management, da Comunicazione ed Economia a Lingue e Letteratura sino alla Storia dell’arte. Tutti gli insegnamenti sono tenuti in lingua inglese offrendo a studenti di tutto il mondo l’opportunità di studiare in un ambiente di apprendimento di eccellenza e altamente internazionale. «Siamo cresciuti da un piccolo college con poche dozzine di studenti a una comunità di studenti provenienti da 60 paesi – afferma il Presidente della FUS, Gregory Warden. Attraverso lo studio integrativo, la ricerca e l’esposizione al mondo grazie ai viaggi accademici (parte integrante del percorso accademico FUS) gli studenti della Franklin hanno sviluppato nuovi orizzonti. Ad oggi la Franklin ha una rete di oltre 7.000 Alumni, professionisti e imprenditori attivi a livello globale, provenienti da 100 paesi. I professori (45, di cui 25 a tempo pieno, e provengono da diverse università di tutto il mondo quali: Princeton University, New York University, Yale, Sorbonne Université, University of London) effettuano ricerche indipendenti e pubblicano il loro lavoro su base regolare». I concetti e i principi che hanno ispirato i fondatori sono rimasti inalterati e sono oggi alla base del programma della Franklin, didattica personalizzata con interazioni sia durante le ore di apprendimento in classe che all’esterno, in un flusso continuo, la conoscenza di popolazioni e culture diverse dalla propria e un’educazione liberale e globale.

I programmi di Master, attivi dal 2010 riflettono a pieno i valori della Franklin:

  • Master of Science in International Management con enfasi in Responsible Management and Climate Action, organizzato con un partner d’eccezione, l’Istituto delle Nazioni Unite per la formazione e la ricerca (UNITAR) di Ginevra, dove gli studenti terranno uno stage formativo.
  • Master of Science in International Management con enfasi in Digital Trasformation, offrendo la possibilità di lavorare con giganti della tecnologia.
  • Master of Arts in Political Economy of Money and Development, al fine di “ripensare” l’economia all’indomani della crisi globale ed analizzare nuovi problemi in un mondo che cambia.
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