DECS: l’illusione è durata lo spazio di una notte?

Graziano Besana, sostenitore di Avanti con Ticino&Lavoro
La vicenda che ha coinvolto la Sezione dell’insegnamento medio superiore (SIMS) ha registrato un nuovo sviluppo lunedì 23 marzo, quando la consigliera di Stato Marina Carobbio è intervenuta in Gran Consiglio per rispondere a due interpellanze. A nome del Consiglio di Stato, ha espresso posizioni ampiamente condivisibili: approfondire quanto accaduto, migliorare procedure e prassi, rivedere i meccanismi di selezione interna al DECS e garantire nei bandi una chiara distinzione tra requisiti obbligatori e preferenziali.
Parole che lasciavano intravedere un cambio di approccio e un impegno concreto verso una maggiore trasparenza e coerenza nei processi di selezione, in linea con le aspettative di un sistema istituzionale fondato sulle competenze.
Tuttavia, già il giorno successivo, sul Foglio ufficiale è apparso il bando per una posizione di Direttore/trice presso la Divisione della formazione professionale a Breganzona, con grado d’occupazione dal 50% in job-sharing fino al 100%. Si tratta di una funzione di livello superiore rispetto a quella oggetto della controversia SIMS.
Secondo alcuni osservatori, i requisiti richiesti sarebbero stati ridotti rispetto al precedente concorso. In particolare, sarebbero stati eliminati proprio quegli elementi che il Tribunale amministrativo aveva ritenuto non soddisfatti dai candidati inizialmente selezionati nel caso SIMS. Inoltre, nel nuovo bando non sembrerebbe esservi una chiara distinzione tra requisiti obbligatori e preferenziali.
Anche altri aspetti possono suscitare interrogativi. La possibilità di ricoprire una funzione dirigenziale di vertice con un grado d’occupazione del 50%, in modalità job-sharing, appare infatti poco conciliabile con un ruolo che richiede continuità decisionale, presenza costante e una chiara assunzione di responsabilità.
Perplessità emergono anche sulle tempistiche: il concorso è stato pubblicato il 24 marzo con scadenza il 7 aprile, quindi con appena due settimane a disposizione e in concomitanza con le festività pasquali. Una finestra particolarmente breve per una funzione con una retribuzione fino a 210’000 franchi annui, soprattutto se confrontata con il mese concesso, nello stesso periodo, per candidarsi a un posto di custode scolastico da circa 81’000 franchi.
Una differenza difficilmente ignorabile, che rischia di alimentare il dubbio che il o i nominativi dei candidati ideali siano già stati individuati.
Resta ora da capire se si tratta soltanto di una scelta organizzativa discutibile oppure di un segnale che meriterebbe ulteriori chiarimenti.



