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FILIPPO BEROGGI90 anni fa l’esercito svizzero uccise 13 persone a Ginevra

09.11.22 - 12:01
Filippo Beroggi, co-coordinatore Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA)
Filippo Beroggi,
90 anni fa l’esercito svizzero uccise 13 persone a Ginevra
Filippo Beroggi, co-coordinatore Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA)

Il 9 novembre del 1932 L’Unione Nazionale organizzò a Ginevra un finto processo (come i nazisti facevano inizialmente in Germania) a Leon Nicole e Jacques Dickers, che erano due dei maggiori esponenti della sinistra locale.

Nei giorni precedenti all’evento le forze progressiste avevano chiesto a gran voce al governo ginevrino di impedire il raduno fascista, ma l’esecutivo rifiutò tale richiesta con la scusa della libertà d’espressione.

La sinistra rispose dalle pagine del giornale “Le Travail”, di cui Leon Nicole era caporedattore Venne chiesto a tutti gli antifascisti di partecipare alla riunione pubblica e controbattere alle accuse dell’Unione Nazionale. Il giorno della manifestazione l’esecutivo cittadino chiese a Berna dei rinforzi da affiancare alla polizia cantonale. Il Consiglio Federale decise di inviare una compagnia di militi, che stavano svolgendo la scuola reclute solo da sei settimane.

Frédéric Martin, capo del dipartimento di polizia, alle ore 21.00 ordinò all’esercito di intervenire: 120 reclute di leva della compagnia ai comandi del primo tenente Raymond Burnat giunsero sul posto. La folla era inferocita e premeva sui cordoni, alcune reclute vennero disarmate dai lavoratori antifascisti, che ruppero i fucili e gettarono a terra gli elmetti. Raymond Burnat, i cui orientamenti anti-socialisti e anti-comunisti erano chiari, dette disposizione ai suoi uomini di inserire il colpo in canna.

Poi arrivò l’ordine *Un coup, tirez bas, feu!”. Il tragico bilancio fu di 13 morti e 65 feriti. Nei giorni successivi la repressione si fece sentire verso gli organizzatori della contromanifestazione, che furono condannati a delle pene detentive, mentre i dipendenti pubblici partecipanti alla manifestazione furono licenziati a inizio 1933 ed esclusi dai pubblici uffici. Si tratta del “Berufverbot”, che in Svizzera durerà per decenni, ai danni dei lavoratori appartenenti alla sinistra extra-governativa.

Il Partito liberal- radicale scrisse sul suo giornale: “la pulizia basilare è finalmente iniziata!”. I dissidenti più coerenti e combattivi del sistema capitalista svizzero vennero così repressi nel nome della democrazia. Ginevra non dimenticherà mai tale evento e nel novembre del 1989 fu l’unico cantone, assieme al Giura, in cui vinse il SÌ all’iniziativa per una Svizzera senza esercito.

Neppure il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) dimentica questo avvenimento storico. Nel pieno della nostra tradizione pacifista e antimilitarista offriamo uno sportello a cui si possono rivolger gli obiettori di coscienza che non vogliono collaborare con un esercito sempre meno neutrale e che desiderano intraprendere il percorso come civilisti, garantito dalla nostra Costituzione federale. Per maggiori informazioni: sisa-info.ch.

COMMENTI
 
Mattiatr 2 sett fa su tio
Mi spiace che venga usato un tragico evento come questo per scopi politici personali. Durante la scuola reclute siamo andati a Ginevra e ci hanno richiesto di prestare la massima attenzione. In quel cantone proprio per questo fatto nutrono un forte disprezzo delle forze armate, talvolta pure con manifestazioni violente nei confronti dei militi che banalmente sono obbligati a esser lì (in pochi farebbero il militare se non fosse obbligatorio). A noi non successe nulla, un paio di corsi prima una serie d'eventi poco simpatici (piccole aggressioni, due o tre simpatici che vengono a insultarti, ...). Per carità sono cose che succedono e da non strumentalizzare.¶ Mi chiedo perché riportare in auge un fatto tragico di un secolo fa per ribadire delle posizioni politiche e ideologiche di un sindacato che al posto di curare gli eventuali interessi degli studenti, si presta a far propaganda politica. Tra l'altro usandolo come argomento giustificante, cari miei l'esercito è cambiato dagli anni '30.
Nonna Sintetica 2 sett fa su tio
Questa è la dimostrazione che le piattaforme digitali non portano al dialogo: vedi articolo (che potrebbe essere un interessante spunto di dialogo) e i commenti sotto.
Princi 2 sett fa su tio
e sai magari anche il nome di queste 13 persone ?
Princi 2 sett fa su tio
e chi è questo? patrizi da corip
giàgggià 2 sett fa su tio
Purtroppo a questi “bimbiminchia” raccontano tutto, e il contrario di tutto! Loro, candidamente, se lo bevono, e, bello, vanno anche in giro acdirlo! Dai che siam tutti con te: la pace nel mondo, una ssssssocietttá veeeeeeramente transgender, ecc ecc…. Cia zio… ocio, nei cessi pubblici, ai travoni ! 🙈🙈🙈🙈🙏🏻🙏🏻🙏🏻🎪🎪🎪🎪🎪
Mat78 2 sett fa su tio
Pulisciti i baffi di latte dalla faccia moccioso, fai la recluta e poi ne riparliamo. L'esercito non ha fatto proprio un bel nulla, altro che sempre meno neutrale. Se vuoi criticare qualcuno critica il CF, Cassis e i socialisti, i meno neutrali della Svizzera. Infarcito di ideologia da fare schifo! Parlare di fatti successi nel 1932...quando l'Europa rischiava di cadere tutta in mano ai comunisti...(quelli amici dell'URSS, che ancora oggi è da considerarsi responsabile dei disastri che capitano in Ucraina). Pacifista acritico e ottuso, che non sa nemmeno ammettere la realtà di quello che purtroppo succede OGGI in Europa. Vai a studiare e lavorare un po' bamboccio, prima di fare la morale agli altri.
Braun30 3 sett fa su tio
Pacifismo, la parola usata per indicare un mancato desiderio di libertà. Mai visti i pacifisti protestare di fronte all’Ambasciata Russa in questi giorni ma a chiedere il disarmo dell’Ucraina sì. Con le libertà degli altri, tutti bravi a fare i pacifisti, tanto sono gli altri a finire cancellati nella loro cultura e esistenza.
Mat78 2 sett fa su tio
Sarebbe interessante sapere come reagirebbero questi campioni della pace, se fossero loro a dover subire quello che subiscono gli ucraini.
Mat78 2 sett fa su tio
Comunque non è che gli ucraini siano dei santi, non giustifico i russi, anzi, ma di porcate prima della guerra ne hanno fatte anche gli ucraini (guarda caso sono popoli imparentati) contro le minoranze russe in Ucraina. Che i politici che hanno guidato l'Ucraina prima di Zelensky siano ultranazionalisti, se non filonazisti, purtroppo è vero e che siano andati al poterete con un colpo di stato spalleggiato dagli USA, purtroppo è altrettanto vero.
Pauljesus 2 sett fa su tio
russi e ucraini sono fatti della stessa pasta
occhiodiairolo 3 sett fa su tio
c'è sempre da da imparare dagli errori fatti... spero che anche a sinistra tirino le somme!
Galium 3 sett fa su tio
Da leggere e rileggere.....anche se a molti può dar fastidio
Azteco 3 sett fa su tio
Caro Filippo .... la tua faccia, la tua espressione parla da sola !!
TiaTi 3 sett fa su tio
In che senso??
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