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L'OSPITEMendrisiotto: una siccità mai vista

07.03.22 - 17:55
Matteo Muschietti – sentinella dell'ambiente
Matteo Muschietti
Mendrisiotto: una siccità mai vista
Matteo Muschietti – sentinella dell'ambiente

In questi tempi funestati dalla guerra in Ucraina, che ci preoccupa per la sua violenza e per l'ottusità di un despota, non possiamo che sperare che si arrivi presto ad una pace duratura. Ci sono però anche altre preoccupazioni che ci toccano più direttamente come abitanti del Mendrisiotto. Tutto sembra bello quando ci si alza al mattino abbagliati da un sole lucente e dove la terra è un po' umida ecco le primule nel loro splendore. Non è però tutto oro ciò che luccica. Gli albicocchi in fiore subiscono le temperature rigide del mattino e i fiori vengono bruciati dalla brina. Il vento la fa da padrone alzando qua e la le turbinii di polvere che fastidiosamente ti entrano negli occhi.

Nelle mie passeggiate giornaliere mi fermo sovente a conversare con gli agricoltori e vignaioli. Sono molto preoccupati e puntano subito il dito al cuore del problema: una siccità eccezionale che se dovesse continuare penalizzerebbe fortemente la produzione di quest'anno. Sono pure scettici se in marzo si potranno mettere a dimora le patate primaticce, perché i campi sono secchi.

I fiumi del distretto sono tutti al minimo storico. Basta osservare il fiume Breggia per rendersi conto che la portata delle sue acque si è ridotta come a quella di un piccolo torrente. La stessa cosa per il Roncaglia e anche il Laveggio, fiume prosperoso nei periodi di siccità normali, è ridotto male. Gli acquedotti del Mendrisiotto soffrono in questo periodo perché le loro falde sono in continua diminuzione e si sono abbassate di molto. È un fenomeno che dura da diversi anni e se continuerà prima o poi scatterà l'emergenza idrica. Solo il comune di Stabio è risparmiato da questa situazione perché a una profondità di 70/80 metri, esiste un flusso d'acqua paragonabile alla portata del fiume Reno a Basilea. Ecco perché il comune di Stabio non ha problemi di mancanza d'acqua potabile e può distribuirla ai comuni del distretto. Con l'allacciamento in rete di tutti gli acquedotti, questa operazione potrà iniziare in settembre. Anche il comune di Coldrerio attende questa data, visto che la sorgente della Valle della Motta è contaminata dal clorotalonil, per miscelarla con altre fonti ed abbassare i valori di questa sostanza, fortunatamente proibita da 3 anni ma usata massivamente ad esempio nei vigneti (senza contare altri pesticidi).

Come Coldrerio ci sono altri comuni che aspettano l'acqua per fare la medesima operazione. L'acqua è un bene insostituibile e ce ne accorgiamo solo quando per vari motivi le aziende comunali la chiudono. Davanti a questi scenari c'è poco da stare allegri, specialmente se si aggiungono i problemi da inquinamento del traffico.

Non resta che sperare in abbondanti precipitazioni (per le falde e per abbassare il livello di polveri fini nell'aria) e nella realizzazione tempestiva dell'acquedotto al lago.

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