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23.12.2020 - 07:000

Le ferite sociali devono essere curate attraverso politiche incisive

di Carlo Zoppi, Capogruppo PS/PS in Consiglio Comunale a Lugano

LUGANO - Quando si parla del 2020 non si può fare a meno di parlare di Covid. Virus che ci ha profondamente segnato e continuerà probabilmente a farlo anche nei prossimi anni. La crisi subita dal nostro fragile sistema a causa della pandemia ci ricorda quanto i grandiosi progetti dell’essere umano debbano costantemente fare i conti con il pianeta che ci ospita e le sue regole fondamentali che abbiamo dimenticato per fare spazio alla cieca fede nella tecnologia e alla bulimia del consumo. È chiaro che in questo contesto fare delle previsioni ed allestire dei preventivi non è un compito facile, ma alla luce delle difficoltà odierne questo esercizio strategico diventa indispensabile.

Anche di fronte all’inevitabile contrazione del gettito, è comunque di primaria importanza che la città continui a fare la propria parte nel sostenere tramite i suoi servizi la popolazione in difficoltà e che non rinunci ad investire nei settori strategici che possono fare la differenza nella ripresa come: l’edilizia volta al risanamento energetico piuttosto che la costruzione ex novo, la formazione superiore, la sanità e le nuove tecnologie.

L’apertura della galleria di base del Ceneri deve essere assolutamente colta come un’opportunità per attrarre persone ed attività economiche a Lugano. Abbiamo un enorme patrimonio boschivo, le valli e un lago invidiato da tutti. L’interesse per il locale, la prossimità e gli spazi verdi sono una buona occasione per valorizzare una serie di realtà di quartiere che possono rispondere a queste esigenze offrendo buone condizioni di vita alla popolazione. Non abbiamo bisogno di miracolosi salvatori, ma della fiducia in noi stessi e nelle nostre potenzialità.

L’analisi contabile emersa da parte della commissione della gestione è stata fatta con perizia e sono stati portati alla luce criticità condivisibili. Ma sbaglia chi considera tale testo come un semplice atto contabile, in quanto racchiude in sé le azioni e le intenzioni politiche del Municipio che non ci vede a sufficienza partecipi nell’elaborazione delle sue scelte. Per questo motivo non possiamo escludere un’analisi politica di tale documento in attesa di poterci finalmente assumere maggiori responsabilità con una presenza raddoppiata nei prossimi esecutivi.

Il preventivo racchiude in sé le cifre di un anno. Cifre che bisogna mettere in contesto con la realtà che ci circonda analizzando le tendenze che si mostrano nel corso di più anni. Il costante calo demografico, l’invecchiamento della popolazione in netto contrasto con le altre realtà urbane svizzere, la crisi del centro e l’aumento dello sfitto indicano chiaramente una preoccupante perdita di velocità del nostro Comune. Locomotiva economica del cantone che sta diminuendo la sua velocità schiacciata dai settori economici tradizionali in calo e la mancanza di un’azione politica decisa nel portare avanti quei progetti indispensabili per la crescita delle città. Come giustamente ha sottolineato la commissione della gestione “La pandemia ha funto da catalizzatore portando al pettine nodi che in buona parte già esistevano”. Perché un virus colpisce con maggiore forza quando un corpo è fragile. Le ferite sociali ci metteranno tempo a guarire se non verranno portate avanti politiche incisive per la giustizia sociale ed economica in linea con i principi dello sviluppo sostenibile che permetteranno anche alle future generazioni di poter vivere dignitosamente sul pianeta che noi occupiamo oggi.

La Commissione ha inserito nel suo rapporto un auspicio che non ci vede d’accordo: se la situazione difficile dovesse perdurare, il Municipio sia in grado di valutare e proporre eventuali contromisure in modo tale da evitare che il deficit diventi strutturale. Una frase che letta attraverso il politichese non lascia sereni chi negli anni ha visto la città limare le sue prestazioni a sostegno della popolazione bisognosa e che per alcuni colleghi presenti in aula questo messaggio deve essere interpretato tramite tagli alla spesa.

Di fronte a questa evenienza, il nostro gruppo ha voluto tenere alta l’attenzione della politica di fronte alle difficoltà sociali ed economiche che sono emerse proponendo 3 emendamenti in 3 settori nevralgici. Gli emendamenti, hanno come obiettivo quello di sostenere tre componenti del tessuto sociale della Città in difficoltà, difficoltà emerse in maniera ancora più marcata durante la pandemia Covid: il settore della cultura, il tessuto sociale cittadino attraverso le sue associazioni e il personale delle ARP insufficiente per svolgere i compiti preposti.

Emendamenti che avevano un impatto finanziario limitato sulle finanze cittadine ma che potevano essere significativi per sostenere un numero importante di persone e che purtroppo non sono stati accettati dal legislativo comunale.

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