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21.01.2020 - 16:160

Ma l’uomo è il miglior amico del cane?

Barbara Bacchi, Bellinzona, Candidata Municipio e Consiglio Comunale

Si dice sempre che il cane è il miglior amico dell’uomo, in quanto incondizionatamente fedele al suo padrone. Il cane ci sceglie, il cane sceglie il suo padrone all’interno della famiglia che lo adotta…ebbene sì. Vuole bene a tutto il branco, ma il padrone è uno, e non per forza colui o colei che svolge il ruolo di capofamiglia.

E in cambio del suo amore, richiede un impegno serio: dobbiamo essere disposti a prendercene cura come ci occuperemmo di un bimbo di tre anni, ma per tutta la durata della sua vita. Infatti, sebbene abbia un’evoluzione che va dal cucciolo al quale bisogna insegnare tutto, al cane adulto e poi anziano, non sarà mai veramente autonomo, e dipenderà da noi per cibo e passeggiate, durante le quali espleta i suoi bisogni e fa il suo movimento quotidiano. Erroneamente si pensa che il cane piccolo abbia meno bisogni di quello grande. È una questione di carattere dello stesso, e non di taglia. Quindi al momento di adottarne uno, pensiamo bene al tipo di impegno e di temperamento al quale siamo disposti ad impegnarci per circa 15 anni.

Nella nostra società, affinché vi sia una pacifica convivenza tra bipedi e quadrupedi, sono state istituite delle norme ben regolamentate, laddove il buon senso e la decenza non bastassero. E le norme costano: una tassa annuale dai 50 ai 100 franchi, di cui 25 a favore del Cantone.

Il guinzaglio e la museruola, laddove richiesta, sono d’obbligo. Fortunatamente in vari comuni del territorio sono state adibite delle “aree cani liberi”, dove i nostri amici sono liberi di correre, annusare e giocare senza costrizioni. I cani ben socializzati difficilmente si azzuffano in regime di “libertà”, piuttosto si guardano, si annusano e se ne vanno; mentre al guinzaglio, forse per la mancanza di libertà di fuga, spesso si abbaiano insistentemente. Le numerose società cinofile aiutano i detentori a conoscere e gestire al meglio i loro cani, con corsi base e differenziati.

Un altro obbligo da non sottovalutare è quello di raccogliere gli escrementi del proprio animale. A tal proposito si invitano sempre i padroni ad essere provvisti degli appositi sacchetti, da smaltire poi nei cestini per i rifiuti. E le sanzioni se non viene rispettato tale obbligo sono giustamente salate. Però c’è un però…

Laddove si pone un obbligo, bisogna mettere l’utenza nella condizione di rispettarlo, e non è sempre così. Spesso e volentieri sulla pubblica via mancano non solo i dispenser per i sacchetti, ma addirittura i contenitori per i rifiuti. Basta passeggiare nei centri o nelle vie dei nostri comuni con un occhio attento per rendersene conto. Capita di dover camminare per diversi minuti (ma tanti davvero) con in mano il sacchetto con il rifiuto del cane, cosa non proprio simpatica e profumata; cosi come capita di uscire con due sacchetti che non bastano, e di trovarsene sprovvisti, magari in orari con i negozi chiusi. E allora che fare? Rischiare una multa di CHF 250 perché non si raccoglie, se invece vi fossero i dispenser basterebbero pochi minuti per andare a prendere un sacchetto e tornare a rimediare…

Ma allora…a cosa serve la tassa? Me lo sono chiesta spesso. Lasciamo perdere i 25 franchi cantonali che coprono un vasto numero di controlli e di servizi; ma quelli comunali, che vanno dai 25 ai 75 franchi annui, a cosa servono, se poi un servizio base come i sacchetti per la pacifica ed igienica convivenza, ed i cestini per buttarli, mancano? Mi è stato risposto – in un comune precedente a onore del vero – che servono a finanziare almeno in parte il lavoro oneroso della squadra comunale che deve provvedere allo svuotamento dei cestini pubblici, che per dover di cronaca contengono i rifiuti di tutta la cittadinanza e non solo quelli dei detentori di cani.

Quindi con questa breve riflessione, andrebbe chiesto a tutti i nostri comuni di voler posare un numero maggiore di cestini, e che in corrispondenza degli stessi (o almeno uno sì e uno no) vi sia il dispenser per i sacchetti…facendo due conti, un comune con 100 cani (e nelle città sono molti di più), intasca annualmente dai 2500 ai 7500 franchi, e se ne comprano di sacchetti… Per intenderci, Bellinzona con i suoi circa 3400 cani e la tassa comunale pari a 45 franchi, incassa annualmente 153'000 franchi…come vengono impiegati?

Altro aspetto che va più sul sociale: gli anziani. Per quanti dei nostri anziani il cane è diventato il compagno di vita, e magari l’unica loro compagnia? Allora non sarebbe il caso di prevedere una tassa annua differenziata per coloro che vivono della sola pensione ed ai quali – si sa – la stessa basta a malapena per le spese correnti? Certo il cane non è obbligatorio, ma nella nostra società di individualisti spesso è l’unica compagnia e l’unico affetto rimasto.

Non resta che da chiedersi: Ma l’uomo è il miglior amico del cane?

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