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L'OSPITE
13.01.2020 - 08:100

L’alternativa deve essere migliore

Matteo Lordelli, presidente dei Giovani Liberali Radicali del Mendrisiotto

Nel mese di settembre sono stato invitato a partecipare ad un dibattito a Balerna, che aveva come tema principale “Traffico e Ambiente”. Ho deciso di aprire il mio intervento con una citazione: „Le abitudini sono come una fune. Ne intrecciamo un refolo ogni giorno e ben presto non riusciamo più a spezzarla.“ ed in seguito ho posto una domanda al pubblico: “Quanti di voi, in questa serata dedicata al tema traffico e ambiente, hanno deciso di recarsi qui utilizzano una mobilità alternativa? Sia esso un mezzo pubblico, una bicicletta, condividendo l’auto o magari a piedi?” Circa metà della platea ha risposto positivo, un dato elevato o basso? Quello che è sicuro, é che non possiamo lamentarci di una problematica se poi siamo noi i primi a crearla.

Il cambiamento parte da noi! Ciò non significa che lo Stato è esonerato dall’agire, anzi il suo compito è quello di investire maggiormente per fornire ai cittadini un alternativa valida o addirittura migliore del trasporto privato, che incentivi il cambiamento delle abitudini. Bisogna cambiare l’agenda politica e ragionare nell’ottica del lungo periodo.

Infrastrutture e mezzi sharing

Sono in continuo aumento i “mezzi sharing” messi a disposizione, anche nel Mendrisiotto si stanno facendo passi in avanti, chiaramente si può fare e si deve fare di più, soprattutto ragionando con una condivisione distrettuale e non singola per ognuno degli undici comuni.

Si dovrebbe inoltre valutare la creazione di un fondo finanziato dal Cantone per la mobilità alternativa, in modo da permettere anche a quei comuni con poca forza finanziaria di investire.

Il problema principale infatti sono proprio le infrastrutture, mancano le piste ciclabili, mancano i percorsi ad hoc per queste mobilità alternative. Io non ho ancora figli, ma attualmente non porterei mai i miei nipotini in bicicletta per strada nella nostra regione, troppo traffico, troppi pericoli.

Servizio di trasporto pubblico

Il servizio di trasporto pubblico su ruota va potenziato e ottimizzato! Bisogna creare maggiori sinergie con le Ferrovie Federali Svizzere, eliminando le tratte servite in doppio e aumento le corse per le zone periferiche e per gli orari serali, soprattutto nei weekend; sperando che anche la politica federale risolva il disservizio offerto ultimamente dalla nostra ex regia federale.

Una possibile soluzione per le queste zone di periferia, che purtroppo contano una bassa utenza ma che detengono lo stesso diritto delle altre a ricevere un servizio, potrebbe essere l’introduzione del trasporto su prenotazione via smartphone o direttamente alla fermata, un sistema che è già in fase di test nella Svizzera Tedesca.

È ora del cambiamento culturale

Il cambiamento culturale, come scritto in precedenza, è incentivato solamente quando esistono alternative 

sufficientemente valide da spingerà a cambiare la nostra quotidianità. Bisogna sensibilizzare maggiormente i giovani utenti e soprattutto i generatori di traffico (es. aziende), per i primi si potrebbero creare delle giornate a tema nelle scuole, modificare gli orari scolastici per diluire meglio il traffico passeggeri sui mezzi pubblici, mentre per i più piccoli varrebbe la pena puntare sul pedibus.

Per i secondi invece i comuni devono discutere dei piani di mobilità aziendale con i datori di lavoro, facendo aumentare la quota degli abbonamenti arcobaleno aziendali che ad oggi contano purtroppo solo 151 aziende. Ricordandosi inoltre che siamo nell’era della digitalizzazione e che esiste anche la possibilità del telelavoro.

In conclusione, è arrivata l’ora che facciamo una scelta, puntando davvero nei mezzi alternativi, investendo in modo massiccio per offrire un offerta di qualità e capillare oppure di dichiarare apertamente che un tale traguardo non ci interessa preferendo un maggiore traffico privato compromettendo la qualità di vita di tutti noi. Continuare, in questo modo, con un offerta non davvero attraente non va a beneficio di nessuno.

Tutti gli attori coinvolti devono collaborare e agire, per primi noi cittadini, dobbiamo provare cambiare le nostre abitudini!

Come disse Gandhi: “Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”.

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