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L'OSPITE
02.12.2019 - 12:300

Orientiamo l'economia alla protezione ambientale

Giovani Verdi

di Redazione

Come Giovani Verdi sosteniamo con convinzione i referendum lanciati dalla sinistra ticinese contro il credito cantonale sulla ricapitalizzazione dell’aeroporto di Agno e contro la nuova riforma fiscale. Si tratta di spese che intaccano considerevolmente le finanze pubbliche, ma che giudichiamo di dubbia utilità rispetto al bene comune, se non addirittura in completo contrasto.

Partecipare al processo di ricapitalizzazione dell’aeroporto di Agno significa sostenere con i soldi pubblici un’attività economica altamente dannosa per l’ambiente. Crediamo che sia non solo totalmente inopportuno e irresponsabile, a maggior ragione in un contesto di grave crisi del clima come quello che stiamo vivendo, ma anche irrispettoso di quella parte significativa della popolazione, soprattutto giovane, che a gran voce e da diverso tempo chiede alla politica delle azioni concrete per contrastare il problema climatico. Inoltre, siccome l’aeroporto di Agno ha dimostrato di non poter dare un futuro all’aviazione di linea, si tratta di finanziare con soldi pubblici l’attività di aviazione generale, che comprende soprattutto l’offerta di voli “taxi”, accessibile solo ai pochi che se la possono permettere, e l’utilizzo dell’aeroporto per voli privati. Quale quindi l’utilità pubblica del sostegno all’aeroporto di Agno? Il denaro pubblico si sarebbe potuto e dovuto impiegare per elaborare un piano di ricollocamento per le lavoratrici e i lavoratori la cui attività lavorativa è già oggi “a regime ridotto”, per le quali e i quali le prospettive professionali legate al campo dell’aviazione sono destinate a limitarsi sempre di più.

Anche la riforma fiscale così come proposta dal Governo è secondo noi inaccettabile. Per adeguarsi al contesto di concorrenza fiscale intercantonale venutosi a creare in seguito all’abolizione a livello federale dei privilegi fiscali concessi alle aziende “a statuto speciale”, il Governo propone diverse misure, tra cui un abbassamento significativo e lineare dell’aliquota cantonale sull’imposta sull’utile per le aziende e la possibilità per i comuni di disgiungere il moltiplicatore delle persone giuridiche da quelle fisiche. La prima misura, oltre a rappresentare un costo ingente per le casse cantonali, concede sgravi fiscali indistintamente a tutti i tipi di azienda, anche quelle che riempiono il Ticino di capannoni e traffico, che offrono condizioni di lavoro precarie e che non hanno nessun interesse a creare un valore aggiunto per territorio e società. La seconda misura scarica la concorrenza fiscale (prima di dominio cantonale) ai comuni, mettendo in seria difficoltà soprattutto quelli piccoli e di periferia che, non potendosi permettere di abbassare i moltiplicatori, diventeranno sempre meno attrattivi sia per abitare che per svolgere un’attività lavorativa. È ora di prendere coraggio e proporre soluzioni fiscali che disincentivino la competitività penalizzante per le minoranze e per il territorio, e che premino invece le attività economiche che rispettano le lavoratrici e i lavoratori, l’ambiente e il territorio.

È dunque fondamentale che sia la popolazione tutta a pronunciarsi su questi due temi, in modo da contrastare una politica che non prende minimamente in considerazione il benessere dell’ambiente e della società. Firma anche tu i due referendum, e fa firmare quanta più gente possibile!

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