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L'OSPITE
09.09.2019 - 13:000

Europa e libera circolazione

Roberta Pantani, Consigliera nazionale

L’Accordo quadro istituzionale con l’Unione europea è fallito! Sarebbero queste le parole pronunciate – e poi ritrattate con un non meglio precisato ‘fraintendimento’ – dal consigliere federale Ueli Maurer durante l’annuale riunione del corpo diplomatico svizzero e rimbalzate sulla stampa domenicale d’oltralpe. Che le parole siano state effettivamente pronunciate o meno, poco importa. Quello che conta è il concetto di fondo: questo accordo è fallimentare fin dalla sua stesura. Conoscendo quelle che sono le dinamiche ormai fin troppo ben rodate (ovvero Bruxelles comanda e Berna esegue), verrebbe quasi da pensare che il dietrofront sia stato dettato dalla reazione stizzita arrivata da Bruxelles dopo le parole di Maurer... Si dice che a pensar male di fa peccato, ma quasi sempre ci si azzecca. Anche perché un altro esponente del Governo, ovvero Parmelin, ha dichiarato di non vedere alcuna possibilità di dialogare per un’adeguamento dell’intesa... Chi avrà ragione ce lo dirà solo la storia. Ma una cosa è certa e deve essere ben chiara a tutti coloro in fregola europeista: la Svizzera non è in vendita e l’Accordo quadro deve essere rispedito al mittente. Quelli che dovrebbero essere dei partner - ma che evidentemente non vedono l’ora di sottometterci e farci diventare una loro colonia pronta a eseguire gli ordini senza battere ciglio - non hanno nessuna intenzione di rimettersi al tavolo per rinegoziare un accordo che fa acqua da tutte le parti – e se se ne è accorto anche il Consiglio federale che è arrivato a chiedere chiarimenti a Bruxelles... è tutto dire! – e che porterebbe solo svantaggi al nostro Paese.

Di questo tema sentiremo sicuramente parlare anche durante la sessione autunnale delle Camere federali che inizia proprio domani. Le parole di Maurer, vere o farlocche che siano, hanno già scaldato parecchi animi tra chi non vede l’ora di svendere il nostro Paese e la sua sovranità.

Durante la sessione, e più precisamente nel pomeriggio di lunedì 16 settembre, il Parlamento si esprimerà in merito all’iniziativa dell’UDC, appoggiata dalla Lega dei Ticinesi, contro la libera circolazione delle persone. Gli schieramenti sono chiari, ma da questa votazione emergeranno indicazioni molto chiare in vista della votazione popolare del prossimo mese di maggio. La misura è colma: la devastante libera circolazione delle persone sta mettendo sempre più in ginocchio il Ticino e gli altri cantoni di frontiera. I numeri relativi al nostro Cantone parlano chiaro: il numero di frontalieri ha ormai superato le 66mila unità e ai ticinesi, se sono “fortunati”, quando le trovano rimangono solo le briciole. Non possiamo più tollerare questa situazione. I numeri sono chiari e le domande, purtroppo, sono sempre quelle e rimangono senza risposta: nessuno dei nostri giovani o disoccupati aveva le competenze per essere assunto in almeno uno dei  duemila posti nel terziario che, negli ultimi tre mesi (!) sono stato occupati da frontalieri? Cifre spaventose che la partitocrazia si rifiuta di vedere. Il “timore” (le virgolette sono obbligatorie) è infatti quello che la libera circolazione delle persone metta a rischio l’economia e gli impieghi in Svizzera. Ma per chi?

Ovviamente per coloro che quotidianamente ci invade da sud e che in qualche – e per fortuna sporadico – caso ha pure il coraggio di sputare nel piatto dove mangia. L’immigrazione nel nostro Paese è troppo elevata e la Confederazione deve poter decidere in modo autonomo. È questo lo scopo dell’iniziativa che voteremo la settimana prossima. L’inutile ‘preferenza indigena light’ votata dalla partitocrazia deve essere sostituita subito dalla preferenza indigena voluta dal Popolo.

Abbiamo già perso troppo tempo e la situazione è sotto gli occhi di tutti. Ricordatelo quando farete le vostre scelte in ottobre. E ricordatelo il prossimo mese di maggio, perché votare ‘sì’ all’iniziativa ‘per un’immigrazione moderata’ significherà salvare quel che resta del mercato del lavoro del nostro Cantone.

#votalegaoleuropatifrega

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