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L'OSPITE
25.07.2019 - 08:560

La libertà economica di generare sempre più precari

ForumAlternativo

“Con il divieto di subappalto nella nuova legge sulle commesse pubbliche in Ticino, diventa praticamente impossibile per i prestatori di personale fornire la propria manodopera per gli appalti pubblici. Ciò rappresenta una grave interferenza nella libertà economica delle imprese di lavoro temporaneo e dei loro clienti. Per questo abbiamo inoltrato ricorso al Tribunale federale” (dal comunicato del 16 luglio 2019 di Swisstaffing, associazione padronale delle agenzie interinali in Svizzera). 

Invocare la libertà economica per continuare a accumulare profitti generando sempre più precari. Anche ai tempi dello schiavismo, chi traeva vantaggio dalla vendita o dallo sfruttamento del lavoro prodotto dagli schiavi, invocava la libertà economica di accumulare soldi per giustificare l’abominevole mercato della carne umana. La miglior resa del sistema capitalista fondato sul pagamento della forza lavoro con la creazione dei nuovi consumatori, ebbe poi la meglio sull’economia parassitaria dei proprietari dei campi di cotone, portando all’abolizione della schiavitù negli Stati uniti. 

Ma nulla si distrugge, tutto si trasforma. Lo sfruttamento persiste nel tempo, assumendo forme diverse, a volte meno disumane ma altrettanto ciniche. Una di queste è senza dubbio il precariato del lavoratore a prestito. Per il ForumAlternativo l’unica vera soluzione sarebbe la sua abolizione. 

Naturalmente, lorsignori che traggono profitto dal precariato, si oppongono con forza anche alla timida limitazione prevista dalla nuova Legge cantonale sulle commesse pubbliche. Li spaventa qualsiasi minaccia alla costante espansione del mercato dei lavoratori a prestito da cui traggono profitto. 16'137 è il nuovo record d’interinali in Ticino, stabilito lo scorso anno. Erano meno di 3mila solo dieci anni fa. 

La favola del lavoro interinale che consente la reintroduzione nel mondo del lavoro è una balla a cui non crede più nessuno. Quando a cinquantanni ti licenziano dall’impresa edile dopo avervi lavorato per decenni, per poi reimpiegarti negli stessi cantieri da interinale, non si tratta di reinserimento professionale, ma di cinica presa per i fondelli. Per dire un esempio tra i tanti. «Nonostante le proiezioni economiche cautamente positive per il 2019, verso la fine del 2018 la ricerca di personale da parte delle aziende ha continuato a crescere. Il mercato del lavoro svizzero ha quindi dimostrato uno sviluppo estremamente soddisfacente nel corso del 2018: Il valore medio annuo del Job Index Adecco per il 2018 è risultato superiore del 6% rispetto all’anno precedente. Paragonato alla media del 2017, tale risultato rappresenta il maggiore incremento registrato sin dal 2014», commenta Nicole Burth, CEO del Gruppo Adecco Svizzera. 

Nel primo trimestre di quest’anno, Adecco ha registrato un utile netto di 133 milioni di euro, superando le attese degli analisti. 
Questa, signore e signori, è una buona notizia solo per gli azionisti di Adecco, mentre è una pessima notizia per chi lavora. Altro che limitarli, questi vanno aboliti. 

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