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L'OSPITE
25.06.2019 - 12:270

Prima i nostri… à la carte

Lea Ferrari, deputata in Gran Consiglio per il Partito Comunista

Il concetto di "Prima i nostri!" - cioè di preferenza della manodopera residente - è entrato già ampiamente nel settore pubblico e para-pubblico, trova infatti applicazione per i dipendenti di Ente Ospedaliero Cantonale, Banca Stato, i poli accademici USI e SUPSI e l'Azienda cantonale dei rifiuti e dell’Azienda elettrica ticinese. 

Nell’ultima sessione di Gran Consiglio siamo giunti al punto della regolamentazione della preferenza indigena in campo privato, nel caso specifico delle cliniche private, dove di fatto l'interpretazione di "Prima i nostri!" viene un poco annacquata, permettendo una procedura ridotta rispetto all'EOC, che è sia meno costosa sia più semplice da aggirare. 

I dubbi esposti dal Partito Comunista durante la votazione del settembre 2016, concomitante a quella per il salario minimo, si stanno rivelando molto chiaramente: "Prima i nostri!" è applicata à la carte a beneficio dei datori di lavoro e del settore privato rispetto al pubblico, senza in nessun modo essere decisiva nel risolvere il problema del dumping salariale. 

Quest'ultima modifica della legge, adottata dal Granconsiglio nella seduta del 24 giugno 2019, rende un favore alle cliniche private, che possono agire sul mercato del lavoro con strumenti più concorrenziali e speculativi nei confronti delle strutture pubbliche, non da ultimo anche le competenze potranno essere un atout che le cliniche private, più agili nelle assunzioni, attireranno a sé. 

Purtroppo continuando in questo solco si sta infierendo in un settore dove le condizioni di lavoro sono difficili, dove si verificano spesso casi di mobbing, dove la mobilità e l'insoddisfazione dei dipendenti è molto alta. 

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Ultimo aggiornamento: 2019-07-23 18:56:58 | 91.208.130.85