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L'OSPITE
18.04.2019 - 11:510

Stampa farlocca o portavoce di parte?

Paola Casagrande, Bellinzona 

Sia Corriere del Ticino che laRegione riportano uno spaccato, omettendo di contestualizzarlo, delle questioni che con il mio intervento ho posto durante il dibattito di Modem al Teatro Sociale. Serata incentrata sulla votazione che il 19 maggio porterà alle urne per esprimersi sul futuro delle Officine di Bellinzona. Appunto, il futuro!

Un futuro alquanto aleatorio se non lo si costruisce sulle fondamenta di un passato storico che coinvolge, non solo la città, ma un intero cantone e una fetta di quello confinante.

Un passato rievocato con ipocrita enfasi da coloro che lo stanno mercificando in nome di non so quali opportunità irrinunciabili, che si possono riassumere in tre punti non obiettabili: la soppressione di almeno trecento posti di lavoro, la devastazione di una zona agricola che serve a garantire sussistenza alla popolazione e una stratosferica speculazione immobiliare.

Appunto, è proprio alla questione dell'utilizzo che verrà fatto del sedime dello stabilimento, nel caso venga smantellato, che erano rivolte le mie domande. Interrogativi a cui è stato, in un gioco di squadra, evitato di dare risposta. 

La parte che diventerà proprietà pubblica non si presta a speculazione, essendoci ubicata la "cattedrale" e per cui vengono propinate soluzioni che portano alla memoria ritornelli in stile "Polo della moda". E sappiamo dove ci ha portato. 

Per quanto riguarda la proprietà che resterà in mano alle Ffs? 

In primis l'evidente convergenza con i propositi di quello che a suo tempo era definito "Progetto Area", e cioè le trattative parallele intavolate da chi si era visto sfumare l'affare milionario a causa dello sciopero. Trattative che, con l'attuale rappresentanza politica compiacente (interessata?), si è riuscito a riesumare. E non da meno la messa a concorso della pianificazione della Nuova Bellinzona, che comprende l'intero comprensorio con la sola eccezione del comparto Officine.

Sulla pianificazione Branda ha articolato un discorso complesso con un fiume di parole che non dicono nulla. Su "Area" silenzio assordante che dice tutto. 

Sospetti che diventano certezze!

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