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L'OSPITE
09.03.2018 - 08:440

Abrogare la Lia? Un rischio da evitare

Daniele Casalini, Consigliere comunale a Lugano e deputato in Gran Consiglio per la Lega dei Ticinesi

Tra non molto il Parlamento Ticinese sarà chiamato a votare un Messaggio del Consiglio di Stato avente a oggetto l’abrogazione della “LIA”. La stessa legge che non molto tempo fa era stata votata a larga maggioranza dal parlamento (89 su 90), oggi la si vuole abrogare con il rischio di lasciare un vuoto normativo potenzialmente lesivo degli interessi Ticinesi, rischioso da un punto di vista della qualità del servizio e non per ultimo lasciando incertezze non da poco sul versante della giustizia ed equità sociale. La discussione sarà essenzialmente un confronto politico che dovrà avvenire nell’ambito del Parlamento Ticinese andando a soppesare gli interessi dei nostri cittadini e soprattutto delle nostre imprese. Chi vi scrive pensa fermamente che, in coerenza con la sentenza del TRAM e del testo della Legge, sia preferibile la strada di apporre modifiche alla legge esistente e i suoi elementi in contrasto con la Costituzione ed eventualmente con i trattati internazionali, andando a bilanciare e mitigare possibili effetti negativi sull’ economia territoriale e soprattutto in difesa dei nostri artigiani. Comunque ritengo che l’impianto principale e i valori fondamentali della “LIA” debbano essere preservati evitando di lasciare pericolose voragini nel sistema regolatore di settore, lacune che potrebbero aprire nuovamente la diga a invasioni di pseudo professionisti. In sintesi, ritengo che la “LIA” debba essere migliorata, innanzitutto a favore degli artigiani Ticinesi ma che una regolamentazione ferma, seria e ispirata alla qualità e serietà svizzera sia imprescindibile.

In tutti casi, dopo lettura delle ultime prese di posizione da parte di partiti Ticinesi e di settori economici di oltre confine, la discussione è e deve rimanere nell’alveo del Parlamento Ticinese e assolutamente entro i confini nazionali, nel rispetto della nostra autonomia e sovranità; a mio avviso, le opinioni su testate giornalistiche di oltre confine non siano altro che evitabili ingerenze nella nostra sovranità nazionale, sbagliate nel merito, nella forma e nei modi. Noi rispetteremo, come sempre abbiamo fatto, i Trattati Internazionali, gli italiani, pensino a rispettare i loro doveri e a governare il loro territorio nel meglio possibile senza preoccuparsi di questioni che sforano i loro confini Nazionali.

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