Cerca e trova immobili
Lugano's Plan ₿

Bitcoin e pagamenti: due ostacoli e una risposta

Bitcoin e pagamenti: due ostacoli e una risposta
Lugano's Plan ₿
Bitcoin e pagamenti: due ostacoli e una risposta

NEWSBLOG
Rubriche argomentali a pagamento curate da aziende e inserzionisti esterni

Al Plan ₿ Forum di El Salvador, Hannah Rosenberg di Lightning Labs ha spiegato perché Bitcoin è ancora poco utilizzato nei pagamenti quotidiani e come i "dollari digitali" che viaggiano sulla rete Lightning possano sbloccare finalmente l'uso quotidiano dell'infrastruttura costruita attorno all’invenzione di Satoshi Nakamoto.

Bitcoin è denaro? La domanda con cui Hannah Rosenberg ha aperto il suo intervento nel corso della seconda edizione del Plan ₿ Forum di El Salvador può apparire retorica, ma in realtà stimola una risposta che è più sfumata di quanto ci si aspetterebbe da chi lavora in Lightning Labs, una delle principali società che sviluppano tecnologie per la Lightning Network. Economista di formazione, developer advocate dell'azienda e da oltre un decennio nell'ecosistema, Rosenberg è partita da una definizione “da manuale”: perché qualcosa possa essere considerato denaro deve svolgere tre funzioni, ovvero essere riserva di valore, mezzo di scambio e unità di conto.

«Una funzione e mezzo su tre»

Il verdetto è impietoso. Come riserva di valore Bitcoin funziona eccome: «Negli Stati Uniti credo sia l'uso più diffuso». E come mezzo di scambio? «A volte», ha ammesso la speaker: esistono catene di ristoranti che lo accettano, sistemi di cassa che lo integrano e realtà come Lugano ed El Zonte, a El Salvador. Ma non è certo l'impiego prevalente. Quanto all'unità di conto - il momento in cui si comincia a ragionare in Bitcoin, anziché convertire mentalmente in dollari o franchi - Rosenberg ha evidenziato quanto segue: «Non credo proprio: questo appartiene al futuro». Il bilancio, dunque, è arrivato poco dopo: «Credo che, al momento, possiamo contare circa su una funzione e mezzo rispetto alle tre esposte prima. Ma anche che davvero ci siano ampi margini per migliorare». Tanto più che lo strumento esiste già: la rete Lightning, costruita “sopra” Bitcoin, la quale consente pagamenti istantanei con commissioni tipicamente “inferiori a un centesimo” e, a differenza dei circuiti delle carte, senza un meccanismo di chargeback - cioè la possibilità di stornare un pagamento e restituire i fondi al cliente - che un soggetto terzo può imporre, in una rete centralizzata. «Perché non la usano ancora più persone?», è la domanda che si è posta, sul palco della conferenza gemella di quella luganese, andata in scena lo scorso gennaio a San Salvador.

I due ostacoli (e la soluzione)

La risposta, ha spiegato, risiede in due ostacoli. Il primo richiama un principio antico: la legge di Gresham, che Rosenberg stessa ammette di applicare qui in maniera non perfettamente ortodossa, secondo cui “la moneta cattiva scaccia quella buona”. Se Alice entra in un negozio per comprare una bicicletta con in tasca sia pesos che bitcoin, convinta che i primi perderanno valore e i secondi lo guadagneranno, spenderà i pesos e terrà i Bitcoin. Il secondo ostacolo riguarda invece chi vende: «Bob ha una famiglia da mantenere e bollette da pagare. Bitcoin può salire molto di valore, ma può anche scendere altrettanto bruscamente. Ed è di questo che Bob ha paura». Da qui la proposta di Rosenberg, che è poi la tecnologia su cui lavora: Taproot Assets, il protocollo sviluppato da Lightning Labs che consente di emettere asset su Bitcoin e trasferirli attraverso la Lightning Network, a partire dalle stablecoin. Il risultato? La dissoluzione dei due problemi: «Alice può usare Lightning, tenere i suoi Bitcoin e spendere dollari», mentre Bob può incassare in dollari o in euro senza temere gli sbalzi di prezzo, pur beneficiando di una rete rapida ed economica.

E con un dettaglio non da poco: nell'esempio mostrato da Rosenberg, il pagamento parte in dollari, attraversa il cuore della rete sotto forma di Bitcoin e arriva convertito in euro al destinatario. «Molte persone potrebbero stare usando la rete Lightning senza nemmeno saperlo», ha concluso. Ed è così, secondo lei, che Bitcoin entrerà finalmente nella sua era di mezzo di scambio.

Un tema, quello dei pagamenti in Bitcoin e della Lightning Network, che tornerà al Plan ₿ Forum di Lugano, in programma venerdì 23 e sabato 24 ottobre 2026 al Palazzo dei Congressi. Per ulteriori informazioni e acquistare i tuoi biglietti, visita la pagina ufficiale.


Questo articolo è stato realizzato da Lugano's Plan ₿, non fa parte del contenuto redazionale.

Sappiamo quanto sia importante condividere le vostre opinioni. Tuttavia, per questo articolo abbiamo scelto di mantenere chiusa la sezione commenti.

Su alcuni temi riceviamo purtroppo con frequenza messaggi contenenti insulti e incitamento all'odio e, nonostante i nostri sforzi, non riusciamo a garantire un dialogo costruttivo. Per le stesse ragioni, disattiviamo i commenti anche negli articoli dedicati a decessi, crimini, processi e incidenti.

Il confronto con i nostri lettori rimane per noi fondamentale: è una parte centrale della nostra piattaforma. Per questo ci impegniamo a mantenere aperta la discussione ogni volta che è possibile.

Dipende anche da voi: con interventi rispettosi, costruttivi e cortesi, potete contribuire a mantenere un dialogo aperto, civile e utile per tutti. Non vediamo l'ora di ritrovarvi nella prossima sezione commenti!
POTREBBE INTERESSARTI ANCHE