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Quale sarà il futuro del Lightning Network?

Nell'ultimo panel del P2P Stage, il palco più tecnico del Plan ₿ Forum di Lugano, gli esponenti di Lightning Labs, Breez, Blockstream e Synonym si sono confrontati sulla direzione della rete che rende più efficienti i pagamenti in Bitcoin.
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Nell'ultimo panel del P2P Stage, il palco più tecnico del Plan ₿ Forum di Lugano, gli esponenti di Lightning Labs, Breez, Blockstream e Synonym si sono confrontati sulla direzione della rete che rende più efficienti i pagamenti in Bitcoin.

Un panel che si è rivelato un confronto serrato e decisamente interessante, e che ha chiuso al meglio il cartellone di interventi andati in scena sul palco più tecnico della quarta edizione del Plan ₿ Forum di Lugano, il P2P Stage, nel corso di un’edizione che ha segnato l’ennesimo record di presenze. “Inside Lightning Implementations”, il titolo di questo confronto tra visioni diverse del futuro dei pagamenti Bitcoin, è stato un’occasione per mettere attorno “allo stesso tavolo” quattro figure che, ogni giorno, lavorano concretamente sull'infrastruttura del Lightning Network, il protocollo che consente di usarli per fare transazioni in modo istantaneo e con commissioni bassissime.

A moderare l’evento, anche in questo caso, è stato Matt Odell, co-fondatore e membro del board di OpenSats; sul palco, al suo fianco, c’erano Olaoluwa Osuntokun, CTO e co-fondatore di Lightning Labs, una delle principali realtà che sviluppano, appunto, infrastrutture Lightning; Roy Sheinfeld, CEO di Breez, che costruisce strumenti per integrare Lightning nelle applicazioni di uso quotidiano; Christian Decker, Lead Engineer di Blockstream e autore della prima tesi di dottorato su Bitcoin al mondo (all’ETH di Zurigo); e John Carvalho, CEO di Synonym e creatore del wallet Bitkit.

«Un utente non dovrebbe sapere di usare Lightning»

La discussione ha preso il via da una domanda solo apparentemente scontata: chi usa un'app per pagare in Bitcoin dovrebbe sapere che dietro c'è il Lightning Network? Sheinfeld, in tal senso, non ha alcun dubbio: «Gli utenti non devono conoscere l'implementazione sottostante. Quanti tra quelli che navigano su internet sanno cos'è il TCP/IP? Nessuno, ed è giusto così. Il nostro lavoro, in sostanza, è rendere tutto il più semplice e trasparente possibile». Decker ha concordato nella sostanza, aggiungendo però una sfumatura interessante: «Se la complessità trapela e arriva all'utente, è un nostro fallimento. Dobbiamo fare un lavoro migliore per evitare che ciò accada». Carvalho, a sua volta, ha invece offerto una lettura meno ottimistica: «Non possiamo ancora nasconderla davvero, questa complessità. Nei momenti critici - quando un pagamento fallisce, quando qualcosa non funziona - la complessità riemerge e l'utente non è preparato. E, in quel momento, cosa dovremmo dirgli? "Errore"? No, non è sufficiente».

Fidarsi, ma quanto?

La discussione si è poi spostata su un terreno più articolato e profondo: quanta fiducia richiedono i sistemi costruiti sopra Bitcoin? Carvalho ha sostenuto che tutti i protocolli di secondo livello, Lightning incluso, aggiungono un livello di fiducia necessaria rispetto al solo Bitcoin, e che la comunità dovrebbe essere più onesta su questo aspetto.

Osuntokun, però, ha ribattuto con un principio che ha messo in luce, in modo ancora più evidente, la frattura al centro del dibattito: «La fiducia è difficile da costruire da zero. È proprio per questo che servono sistemi che ne richiedono il meno possibile: perché permettono a chiunque di partecipare senza dover conoscere nessuno nel sistema. Non servono identità, e non serve una conoscenza pregressa. È ciò che rende Bitcoin e Lightning decentralizzati».

Sheinfeld ha sintetizzato la sua posizione con un'affermazione che non è passata inosservata: «Bitcoin non è solo una tecnologia, ma è (anche) un brand. E quel brand funziona perché implementa soluzioni a fiducia minimizzata. Costruiamo su quello e vediamo chi vincerà». Un panel molto interessante - tutto da gustare nel video integrale disponibile sul canale Rumble - senza vincitori né vinti, ma che ha reso visibili, con una franchezza rara, le tensioni reali tra chi costruisce, ogni giorno, il futuro dei pagamenti in Bitcoin.

Il Plan ₿ Forum tornerà a Lugano venerdì 23 e sabato 24 ottobre di quest’anno. Per ulteriori informazioni e biglietti visita la pagina ufficiale.


Questo articolo è stato realizzato da Lugano's Plan ₿, non fa parte del contenuto redazionale.

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