Si è conclusa la Plan ₿ Summer School: “Un’esperienza Illuminante”

Titoli di coda sull'edizione 2026, la più ambiziosa della scuola estiva dedicata a Bitcoin. Abbiamo raccolto i feedback di alcuni tra i 42 studenti selezionati e arrivati a Lugano da ogni angolo del mondo.
Titoli di coda sull'edizione 2026, la più ambiziosa della scuola estiva dedicata a Bitcoin. Abbiamo raccolto i feedback di alcuni tra i 42 studenti selezionati e arrivati a Lugano da ogni angolo del mondo.
Si è ufficialmente conclusa la Plan ₿ Summer School 2026. Un cammino avvincente di ben undici giorni, intensissimi, tra lezioni, workshop, escursioni e momenti di condivisione. Era, questo, l’anno del ritorno alla Franklin Switzerland, là dove l’iniziativa aveva trovato sede nella sua genesi, nel 2022. Il percorso, iniziato il 21 giugno con alcuni eventi inaugurali che abbiamo raccontato in questa rubrica, si è concluso al culmine di una seconda settimana altrettanto densa quanto lo era stata la prima.
Lunedì e martedì scorso, infatti, gli studenti si sono divisi tra due esperienze parallele. Intanto l'hackathon - due giorni, quasi “no-stop”, di lavoro sui propri progetti Bitcoin, affiancati da mentor tra cui Efrat Fenigson, OrangeSurf, Rahim Taghizadegan e Tiero - con premiazione finale nel pomeriggio del secondo dei due giorni; poi, ancora, la Bitcoin Educators Academy: in sostanza, un percorso guidato - da Dušan Matuska e Marek Feder - per imparare a comunicare Bitcoin, rivolgendosi a qualsiasi tipologia di pubblico, ospitato negli spazi della Plan ₿ Expo, in Via Motta.
L’1 luglio, poi, il gran finale: dopo il check-out dai dormitori della Franklin, si sono tenute, in sequenza, la cerimonia di consegna dei diplomi al Municipio di Lugano, l'inaugurazione del consolato onorario di El Salvador - presso il PoW.Space in Contrada di Sassello - e, in chiusura, un boat party sul lago con cena finale al Bitcoin Hotel di Brusimpiano.
Gli studenti, l’anima della Summer School
In questo scenario estremamente vivo e articolato, sono stati chiaramente loro, gli studenti, la vera anima di questa esperienza, come del resto accade ogni anno. In 42 sono arrivati a Lugano da ogni parte del mondo. Da quattordici paesi diversi, per l’esattezza, tra cui Germania, Stati Uniti, El Salvador, Taiwan, Norvegia e Italia, solo per citarne alcuni.
Divisi tra i due percorsi previsti quest'anno - quello dedicato ad economia e finanza (“Biz”) e quello riservato agli sviluppatori (“Tech”) - sono stati in tanti tra donne e uomini che hanno scelto la Plan ₿ Summer School per provare a fare quello scatto sperato - e definitivo - dentro l'universo Bitcoin e iniziare a costruire quel futuro in cui molti di loro vorrebbero fondare (o ridefinire) la propria carriera professionale.
Nel corso degli ultimi giorni abbiamo intervistato alcuni di loro, per chiedere quali fossero, a caldo, le rispettive impressioni su questa edizione. In questa breve raccolta di sensazioni, di parole e di riflessioni, ci sono storie che si incrociano e distanze che si accorciano grazie a una visione condivisa. C'è chi si è approcciato da poco alla "folgorazione" di Bitcoin e chi, invece, in questo contesto ci lavora ormai da anni. C'è chi ha scelto di tornare alla Summer School, dopo l'esperienza - evidentemente positiva - dello scorso anno (e dopo, magari, aver completato il percorso Biz ha scelto, quest’anno, di esplorare quello tech), e chi è arrivato per la prima volta, magari attratto da un semplice annuncio visto sui social. C'è chi è rimasto letteralmente ammaliato dalle lezioni più tecniche, tra crittografia e Lightning Network, e chi porterà a casa soprattutto le amicizie nate lungo il cammino, cementate persino durante la salita al Monte San Salvatore.
Un mosaico di provenienze, età e aspirazioni diverse che, per undici giorni, ha trovato un unico, comune denominatore: Bitcoin.
Marco, Germania
«Qui a Lugano abbiamo accesso a persone molto competenti, altrimenti difficili da incontrare, e questa è una grande opportunità. Lavoro al restyling dell'interfaccia dello Spectre, un hardware wallet open source, e per me è stato speciale vedere chi opera professionalmente nella self-custody: persone come Francis di Bull Bitcoin o Kevin di WizardSardine, capire come lavorano e come ragionano, è stato davvero utile».
Toma, Stati Uniti
«Mi sono avvicinato a Bitcoin solo lo scorso anno, quindi per me questa è stata una seconda "orange pill": ogni sessione mi ha lasciato qualcosa. Se devo sceglierne una, quella sulla power law con Giovanni Santostasi mi ha colpito particolarmente, perché trovo affascinante il parallelo tra il modo in cui evolve la natura e il funzionamento della rete Bitcoin. Ma quello che porto a casa di più sono le amicizie nate qui: siamo arrivati qui che eravamo dei perfetti sconosciuti e, poi, siamo saliti insieme fino in cima al Monte San Salvatore, condividendo le nostre storie».
Rodrigo, El Salvador
«È stata un'esperienza intensa, a tratti impegnativa, ma proprio per questo interessante. Le lezioni su Lightning Network e crittografia mi hanno aperto la mente, forse più di ogni altra cosa vista qui: essendo appassionato di matematica, scoprire quanto Bitcoin sfrutti una molteplicità di algoritmi complessi per il suo funzionamento è stato uno shock positivo. E poi la sensazione di poter contribuire, un giorno, a rendere il protocollo più veloce o più solido è una motivazione fortissima».
Albert, Taiwan
«Arrivando dal mondo tech, per me è stato utile scoprire il "segreto" dietro tante tecnologie diverse, raccontato direttamente da chi le ha create o le guida ogni giorno. Ma la cosa più bella è stata condividere questi giorni con altri 41 studenti: ogni giorno incontri persone con background, culture e opinioni su Bitcoin completamente diverse dalle tue, ed è proprio da questo confronto che nascono le riflessioni più interessanti».
Lisbeth, El Salvador
«Molte delle persone che ho incontrato qui le conoscevo solo attraverso i social o le conferenze: poter finalmente parlare con loro di persona o condividere il mio progetto, è stata una grande opportunità. Ogni paese vive Bitcoin in modo diverso: in El Salvador abbiamo un presidente che ci ha creduto fin da subito, in altri contesti l'adozione è più difficile. Confrontare queste esperienze è stato illuminante. Durante l'hackathon ho lavorato con un gruppo di studenti di Taiwan: all'inizio comunicare non è stato semplice, perché nessuno di noi parla inglese come lingua madre, ma proprio da quelle differenze sono nate le idee più originali».
Sert (pseudonimo), Italia
«Sono in Bitcoin da circa cinque anni, e posso dire che questa Summer School è andata davvero bene: si è spaziato dalle basi on-chain ai livelli successivi, dalle soluzioni di scalabilità alla sicurezza, con un filo conduttore chiaro. Le prime giornate con Peter Todd, più teoriche, sono state tra le più interessanti, ma abbiamo anche lavorato concretamente su transazioni e livelli superiori nei workshop. Il rapporto con gli altri studenti, arrivati da tre o quattro continenti diversi, è stato però l'aspetto più prezioso: la sensazione di essere tutti concentrati nello stesso posto, a un passo dai relatori, ha un valore enorme».
Leslie, El Salvador
«Quello che porto a casa sono soprattutto le persone che ho conosciuto, alcune delle quali sono diventate vere amicizie. Le lezioni sono state ottime, ma senza le persone con cui le ho condivise l'esperienza non sarebbe stata la stessa. Ho partecipato anche all'hackathon: con il mio gruppo abbiamo presentato un progetto di eredità digitale basato su multi-sig, oltre a una funzionalità agentica pensata per aziende, capace di far risparmiare tempo e denaro in ambiti come contabilità o marketing. Non abbiamo vinto, ma è stata comunque un'esperienza che ci ha arricchiti».
Jose Saenz, El Salvador
«Questa è la mia seconda Summer School: l'anno scorso avevo seguito il percorso business, quest'anno invece ho scelto quello per sviluppatori, quindi le lezioni sono state decisamente più tecniche. La novità più grande, però, è stata partecipare all'hackathon: un lavoro durissimo, con alcuni gruppi che non hanno dormito pur di completare il progetto. Il mio team ha lavorato su un sistema di micro-prestiti garantiti da Bitcoin: non abbiamo vinto, ma sono orgoglioso di quello che abbiamo costruito insieme, e chissà che un giorno non possa diventare qualcosa di concreto».
Diana, Romania (residente in Norvegia)
«È stata un'esperienza incredibile dall'inizio alla fine. Ogni lezione, ogni mentor, persino le cene hanno avuto qualcosa di speciale, tra divertimento, confronto e apprendimento continuo. Seguivo già il percorso online da mesi, ma poter finalmente incontrare di persona i docenti, parlare con loro, fare domande, è stato impagabile. E soprattutto ho trovato delle amicizie che sono certa dureranno ben oltre questi giorni a Lugano».







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