Investire in Bitcoin? Se ne è parlato al Plan ₿ Forum di Lugano

Quattro investitori e imprenditori hanno discusso a Lugano su come approcciarsi all'ecosistema Bitcoin, quanto agli investimenti: dal risparmio in self-custody al venture capital, passando per le treasury company. Un punto fermo condiviso da tutti «prima di tutto, è comprare Bitcoin».
Quattro investitori e imprenditori hanno discusso a Lugano su come approcciarsi all'ecosistema Bitcoin, quanto agli investimenti: dal risparmio in self-custody al venture capital, passando per le treasury company. Un punto fermo condiviso da tutti «prima di tutto, è comprare Bitcoin».
Come si entra nell'ecosistema Bitcoin da investitori? Comprandolo direttamente, investendo in azioni di aziende che lo accumulano o finanziando le startup che ne costruiscono l'infrastruttura? Sono le domande sulle quali si è incentrato il panel "The Bitcoin Mindset: Investment Strategies", andato in scena nel corso della quarta edizione del Plan ₿ Forum di Lugano. A moderare la discussione è stato Matt Odell, co-fondatore di OpenSats e partner del fondo venture Ten31. Con lui sul palco c’erano quattro profili complementari: Sean Bill, CIO di Blockstream e tra i volti del progetto BSTR, la Bitcoin Standard Treasury Company annunciata nel 2025 per una futura quotazione al Nasdaq, con l’obiettivo dichiarato di debuttare con oltre 30.000 BTC in bilancio; Oleg Mikhalsky, partner di Fulgur Ventures, uno dei fondi venture più attivi nell'ecosistema Bitcoin con decine di aziende in portafoglio; Allen Farrington, co-fondatore di Axiom, fondo venture Bitcoin-only, e autore di “Bitcoin is Venice”; e Julian Liniger, CEO di Relai, exchange svizzero specializzato in Bitcoin, che negli ultimi anni ha registrato una forte crescita.
«Bitcoin non è un investimento: è risparmio»
Andando subito al cuore del dibattito, il passaggio più incisivo del panel è arrivato da Farrington, che ha proposto una distinzione semplice ma al contempo radicale: «Non mi piace usare il termine "investire in Bitcoin". Per me, comprare Bitcoin è semplicemente risparmiare, perché si tratta in effetti della più grande tecnologia di risparmio mai inventata. Investire è un'altra cosa, e comporta rischi molto maggiori: è quello che facciamo noi, finanziando le startup che costruiscono l'infrastruttura di cui Bitcoin ha bisogno per crescere».
La logica è chiara: se si crede che Bitcoin stia diventando il denaro globale, allora serve un'enorme quantità di lavoro infrastrutturale per arrivarci, e chi lo affronta per costruirla ha bisogno di capitali. Ma il punto di partenza, per tutti, resta lo stesso. Liniger ha inquadrato la questione come una scala di rischio crescente: «Si parte da Bitcoin in self-custody, senza rischio di controparte. Poi, volendo, si sale: exchange, ETF, azioni di aziende legate a Bitcoin, venture capital. Per chi non possiede ancora Bitcoin, il primo passo è quello più semplice e sicuro». Odell ha rincarato senza mezzi termini: «Tutti i nostri investitori hanno una posizione significativa in Bitcoin, prima ancora di considerare di collocare altri capitali con noi». Farrington ha anche ricordato che una parte del successo delle treasury company nasce da un dato molto semplice: esiste capitale che comprerebbe Bitcoin direttamente, se potesse, ma che a causa di vincoli interni o regolamentari può farlo solo attraverso strumenti quotati.
Dalla custodia alla «Berkshire Hathaway di Bitcoin»
La conversazione si è poi spostata sulle opportunità più “avanzate”. Mikhalsky ha infatti raccontato come il venture capital in Bitcoin offra un vantaggio unico: «Investendo in startup infrastrutturali, otteniamo una comprensione profonda di come Bitcoin stia effettivamente cambiando il mondo e di quali siano le applicazioni reali della tecnologia». Tra le aree più promettenti ha citato la custodia istituzionale (ovvero i servizi che permettono a banche, fondi e grandi società di conservare Bitcoin in modo sicuro e conforme alle normative), i prestiti garantiti da Bitcoin e la tokenizzazione di asset.
Bill, invece, ha presentato una visione diversa ma complementare: BSTR non si limita ad accumulare Bitcoin, ma punta a gestirlo attivamente, generando rendimento e cosiddetto “alpha” - cioè risultati, delta superiori a quelli ottenibili semplicemente detenendo Bitcoin - con l'obiettivo dichiarato di diventare «la Berkshire Hathaway di Bitcoin», prendendo a modello il celebre conglomerato di investimenti fondato da Warren Buffett, una delle società più redditizie al mondo. Una formula che, se dovesse funzionare, rappresenterebbe un modello del tutto nuovo nel panorama delle treasury company. La chiusura del panel ha restituito un messaggio unanime e cristallino. Mikhalsky l'ha sintetizzato così: «Nessuno di voi sta accumulando abbastanza Bitcoin». Odell ha voluto salutare con un plauso alla città del Ceresio: «Lugano sta rapidamente diventando una delle capitali Bitcoin del mondo. È un onore essere qui».
Il Plan ₿ Forum tornerà a Lugano venerdì 23 e sabato 24 ottobre 2026. Per ulteriori informazioni e acquistare biglietti, visita la pagina ufficiale.
Vuoi ascoltare il panel completo sull’argomento? La registrazione integrale è disponibile sul canale Rumble della manifestazione, insieme a tutti gli interventi della quarta edizione della rassegna.







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