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Plan ₿ Summer School, la parola ai docenti: «Educare è la priorità»

Abbiamo raccolto le impressioni a caldo di alcuni tra i protagonisti “saliti in cattedra” nel corso della scuola estiva luganese dedicata a Bitcoin, che si è svolta nelle scorse settimane per la quinta edizione consecutiva.
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Abbiamo raccolto le impressioni a caldo di alcuni tra i protagonisti “saliti in cattedra” nel corso della scuola estiva luganese dedicata a Bitcoin, che si è svolta nelle scorse settimane per la quinta edizione consecutiva.

Dopo undici giorni tra lezioni, workshop e un hackathon finale, la Plan ₿ Summer School 2026 si è conclusa la scorsa settimana, nell'edizione segnata dal ritorno alla Franklin Switzerland, dove la scuola luganese dedicata a Bitcoin aveva avuto la sua prima sede nel 2022. Un “viaggio” che su queste pagine abbiamo ricostruito da varie angolazioni, dando anche voce ad una nutrita rappresentanza di studenti - una decina tra i 42 partecipanti in totale - che ha raccontato sensazioni e dettagli di questa immersione nel cuore tecnologico e culturale dell’invenzione di Satoshi Nakamoto. I percorsi di formazione, però, assumono un sapore ancora più particolare se a riviverli, condividendo le proprie impressioni, è anche chi contribuisce a costruirli dall'altra parte della cattedra.

La selezione come fase fondamentale

A partire dall'ossatura di questo ecosistema volto alla conoscenza, su cui ha voluto porre l’accento Rogzy, regista, con Giacomo Zucco, del percorso formativo. Alle spalle degli studenti arrivati a Lugano, divisi tra track business e tech, c'era infatti una lunga selezione: «I partecipanti sono stati scelti tra i 600 candidati che avevano iniziato il programma a gennaio», dopo mesi di masterclass online e incarichi in aziende del settore. Con loro, prima dell’esperienza in riva al Ceresio, aveva costruito un rapporto tutto a distanza, tra lezioni «su Discord e Telegram» ed esami: «Non avevo mai visto le loro facce, mentre loro vedevano la mia», ricorda. E ritrovarseli in aula è stata la sua soddisfazione più grande: «Quando fai educazione non conosci mai davvero il risultato: vederli qui è ciò che, alla fine, alimenta la nostra passione». La forza del progetto Summer School, manco a dirlo, sta anche nella caratura dei nomi dei docenti protagonisti in tutte le edizioni, compresa l'ultima. Negli anni, infatti, dalla famosa scuola Bitcoin nata a Lugano sono passati protagonisti assoluti dell'ecosistema, da Adam Back a Elizabeth Stark, o ancora Paolo Ardoino e Mathias Buus (presenti anche in questa edizione, insieme all’“esordiente” Peter Todd). Accanto ai “big”, tra l'altro, si è mossa una costellazione di specialisti di alto livello. A quattro di questi abbiamo chiesto un bilancio a caldo.

L'educazione prima di tutto

Il primo dato comune? È la centralità della formazione. Per Efrat Fenigson - giornalista indipendente, ex direttrice marketing e ideatrice del podcast «You're The Voice», alla seconda partecipazione all’iniziativa - non ci sono dubbi: «L'educazione, nell'ecosistema Bitcoin, è l’aspetto numero uno». Così, nella lezione su marketing e personal branding, ha ricordato che, in un settore che «esiste soltanto da diciassette anni», sapersi raccontare può fare la differenza. Messaggio chiaro, quello rivolto a quei destinatari che l'hanno letteralmente conquistata, come ha sottolineato la stessa Fenigson: «Adoro il team di Plan ₿ e gli studenti, e soprattutto il fatto che arrivino così affamati di imparare».

Sulla stessa linea Kevin Loaec, CEO di Wizardsardine (l'azienda dietro il wallet Liana) ed esperto di sicurezza e self-custody. Chi oggi si avvicina a Bitcoin da zero rischia di annegare tra le informazioni, «comprese tutte quelle truffaldine e tutti quegli esperti improvvisati che fanno i podcaster da sei mesi»: da qui il valore di un percorso curato, tanto più «nell'era dell'intelligenza artificiale, in cui l'esperienza in presenza varrà molto più che fidarsi di ciò che si trova online». Dall’esperienza luganese, Loaec si porta a casa anche un ricordo caloroso: «La città è molto bella, sono felice di essere qui», ha evidenziato, avendo apprezzato un clima «più rilassato di una normale conferenza», in cui i relatori, che il più delle volte sono anche amici, si possono ritrovare con calma.

Imparare facendo… in un'aula internazionale

L'imparare "sul campo" è un concetto che risuona anche nelle parole di Ryta de Crypt, sviluppatrice attiva nel mondo WebX, protagonista - al fianco del già citato Peter Todd - di un workshop sul ruolo di Bitcoin nel web immersivo (WebXR). Tra le sue convinzioni ce n’è una che merita, poi, particolare attenzione: la complessità percepita allontana troppe persone, quindi «il modo migliore per imparare è costruire davvero qualcosa con quello strumento che vuoi apprendere». Anche per questo, apprezza una scuola capace di portare «tutte le leggende di Bitcoin al suo interno: «Persone in carne e ossa a cui puoi rivolgere domande dal vivo», e infatti auspica che iniziative come la Summer School di Plan ₿ diventino un appuntamento ricorrente, in sempre più contesti nel mondo.

A chiudere il giro di impressioni raccolte tra i docenti della scuola è stato Gianmarco Guazzo, Product Manager Enterprise di Blockstream. Ha parlato di Simplicity, un linguaggio per creare "smart contract" su Bitcoin - contratti che si eseguono da soli in automatico, quando si verificano le condizioni prestabilite, senza bisogno di intermediari -, ma il suo messaggio coincide, nei concetti chiave, con quello dei colleghi: «L'adozione dipende essenzialmente dall'educazione, che quindi è assolutamente il primo grande step che dobbiamo tenere in seria considerazione». Alla sua prima esperienza da docente della Summer School, ha apprezzato soprattutto la platea: «Mi è piaciuto tanto il fatto che fosse composta da profili molto internazionali», studenti da tutto il mondo. E rivendica, a proposito del peso della formazione, il ruolo del territorio: «A Lugano stiamo spingendo tanto». Cinque prospettive diverse, insomma, che convergono su un'idea centrale: prima di tutto, anche prima della tecnologia, viene la conoscenza: quella da cui nasce la consapevolezza.


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