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Stark a Lugano: «Lightning è la luce in fondo al tunnel»

La CEO di Lightning Labs, ospite al Plan ₿ Forum, ha raccontato come la rete di pagamenti istantanei in Bitcoin stia crescendo in modo spontaneo nei mercati emergenti e si prepari a integrarsi con le piattaforme di milioni di esercenti.
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Stark a Lugano: «Lightning è la luce in fondo al tunnel»

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La CEO di Lightning Labs, ospite al Plan ₿ Forum, ha raccontato come la rete di pagamenti istantanei in Bitcoin stia crescendo in modo spontaneo nei mercati emergenti e si prepari a integrarsi con le piattaforme di milioni di esercenti.
La sua tesi? Non è Bitcoin che sale, è il dollaro che perde valore.

«Ho comprato due caffè espressi qui a Lugano utilizzando il Lightning Network. E il venditore era entusiasta»: ha esordito così Preston Pysh, investitore e fondatore di The Investor's Podcast Network, aprendo lo scorso ottobre, alla quarta edizione del Plan ₿ Forum, la fireside chat con Elizabeth Stark. Un aneddoto che racchiude il senso dell’intera conversazione: la tecnologia per pagare in Bitcoin in modo istantaneo e a costo quasi zero esiste già. Ma andiamo con ordine.

Ospite di questo attesissimo panel della più importante conferenza Bitcoin d’Europa era, quindi, la CEO e co-fondatrice di Lightning Labs, azienda che sviluppa software per il Lightning Network, il protocollo di secondo livello che consente transazioni Bitcoin istantanee e con commissioni molto basse. Dal palco principale del Palazzo dei Congressi, Stark ha offerto spunti concreti da una prospettiva di primissimo piano, aggiornando il pubblico sullo stato dell’arte dell’adozione e sui possibili scenari futuri.

La conversazione è partita da un concetto che Stark ha sintetizzato con un suo celebre motto: «It's not number go up, it's dollar go down». Il quale, detto in altre parole, significa che la crescita del valore di Bitcoin riflette soprattutto la progressiva perdita di potere d'acquisto del dollaro. «Ne parliamo dal 2016 e nessuno ci ascoltava. È un po' come accadeva con Bitcoin ai suoi esordi: nessuno ci faceva caso né prendeva sul serio il fenomeno. Ora le cose sono cambiate e il mondo si sta finalmente svegliando», ha osservato, inquadrando il suo ragionamento nel contesto del cosiddetto debasement trade: la tendenza, sempre più diffusa, a spostarsi verso asset a offerta fissa come Bitcoin e oro.

Da La Paz a Santo Domingo (senza che qualcuno l'abbia pianificato)

Per dare maggiore sostanza al quadro illustrato nella prima parte del suo intervento, Stark ha condiviso alcuni casi di adozione spontanea nei mercati emergenti. «Non sono mai stata in Bolivia e non credo che nessuno del nostro team ci sia mai andato. Eppure, abbiamo registrato processi di adozione organica», ha spiegato, citando un articolo di Bloomberg che documentava la presenza di codici QR per pagare via Lightning sulla bancarella di un venditore di caffè a La Paz.

Dinamiche simili sono, peraltro, emerse nella Repubblica Dominicana, dove alcuni commercianti di Santo Domingo accettano pagamenti Lightning. E poi, sul fronte delle grandi piattaforme, Block - l'azienda fondata da Jack Dorsey (il fondatore di Twitter, poi venduto a Elon Musk e oggi chiamato X) - sta integrando il protocollo nei terminali di milioni di esercenti. Il passaggio più significativo ha riguardato l'integrazione di Tether (USD₮) su Lightning attraverso Taproot Assets, un protocollo sviluppato da Lightning Labs.

Stando a quanto spiegato da Stark, le persone possono scambiare nativamente stablecoin e Bitcoin in un’unica transazione, senza passare da DEX o bridge, cioè da piattaforme di scambio decentralizzate o da sistemi che trasferiscono asset da una blockchain all’altra. «Le commissioni sono solo quelle legate alla transazione», ha osservato. Il neologismo coniato per l'occasione è rebasement network: ricostruire, in sostanza, le fondamenta del sistema monetario consentendo il passaggio nativo dal dollaro digitale a Bitcoin reale. In questo contesto, la CEO ha lanciato una provocazione: «Bitcoin è la vera stablecoin. È decentralizzato, nessun governo lo controlla e da oltre un decennio la rete ha avuto il 100% di uptime» (vale a dire che non si è mai interrotta, nemmeno per un istante, ndr). «Proprio questa settimana c’è stato un grosso disservizio di AWS e molti siti sono andati offline. Bitcoin no», ha sottolineato, riferendosi all'interruzione dei servizi di Amazon Web Services, società di cloud computing, del 20 ottobre 2025.

«Lo strumento definitivo di libertà finanziaria»

In chiusura, Stark ha tracciato un parallelo tra due modelli antitetici. Da un lato l'industria dell'intelligenza artificiale, quel contesto in cui servono miliardi di dollari per acquistare GPU, costruire data center e competere con le big tech che dominano il settore: un modello che, secondo la CEO di Lightning Labs, consolida il potere degli attori già dominanti e chiude la porta ai nuovi entranti. Dall'altro, ha contrapposto il segmento Bitcoin, in cui la rete decentralizzata è aperta a chiunque.

«Pensate al costo di avviare una startup Bitcoin: non servono miliardi e la rete è aperta a tutti», ha sottolineato. Stark ha quindi definito Bitcoin «lo strumento definitivo di libertà finanziaria», collegando la sua diffusione all’idea di offrire alle persone un’opportunità che prima non avevano.

Il Plan ₿ Forum tornerà a Lugano venerdì 23 e sabato 24 ottobre 2026. Per ulteriori informazioni e per acquistare i biglietti, visita la pagina ufficiale.

Vuoi ascoltare la fireside chat completa con Elizabeth Stark? La registrazione integrale è disponibile sul canale Rumble della manifestazione, insieme a tutti gli interventi della quarta edizione dell’evento.


Questo articolo è stato realizzato da Lugano's Plan ₿, non fa parte del contenuto redazionale.

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