Il futuro dell'internet immersivo passa da Bitcoin

Al Plan ₿ Forum di El Salvador, la designer Ryta ha immaginato l'internet che verrà: un mondo sempre più immersivo, in cui visori, sensori e interfacce spaziali diventeranno parte della quotidianità. Con un avvertimento: se non lo costruiremo con protocolli aperti, apparterrà a poche grandi aziende
Al Plan ₿ Forum di El Salvador, la designer Ryta ha immaginato l'internet che verrà: un mondo sempre più immersivo, in cui visori, sensori e interfacce spaziali diventeranno parte della quotidianità. Con un avvertimento: se non lo costruiremo con protocolli aperti, apparterrà a poche grandi aziende
«Bitcoin è noioso?». La domanda con cui Ryta de Crypt ha aperto il suo intervento alla seconda edizione del Plan ₿ Forum di El Salvador - la conferenza gemella di quella luganese, andata in scena a fine gennaio a San Salvador - è certamente tra le più provocatorie. E la risposta, per certi versi, è affermativa: «Sì, e va bene così, perché deve essere semplice, programmabile e sicuro. Del resto, se fosse troppo complicato per una persona normale, questa tecnologia non avrebbe molto futuro». Ma non per tutti, avverte la designer, attiva da anni nel comparto Bitcoin e in quello delle tecnologie immersive: «Se siete persone creative, o volete costruire cose divertenti, allora dovreste guardare da vicino a Bitcoin, perché può diventare uno strumento incredibilmente utile e versatile».
Un'internet in cui immergersi
Il campo in cui Ryta lavora è quello della "realtà estesa": l'insieme di realtà virtuale, aumentata e mista, tutte tecnologie, queste, che permettono di immergersi in ambienti digitali attraverso visori, guanti e sensori. In particolare, lei si occupa di WebXR: uno standard web che consente di creare e vivere esperienze immersive direttamente attraverso browser compatibili, senza dover passare dagli store di Apple o Meta. Il problema, spiega, è che in quel mondo Bitcoin è quasi assente: «Come fai a pagare mentre indossi un visore? Devi toglierlo, tirare fuori il telefono dalla tasca e compiere tutta una serie di passaggi noiosi. È scomodissimo». Uno spazio ancora tutto da riempire, e per questo decisivo: se nessuno lo occuperà con strumenti aperti e verificabili, finirà in altre mani. «La realtà estesa apparterrà a Meta e ad Apple, e il WebXR sarà praticamente morto».
La manipolazione della percezione
Ed è qui che il ragionamento si fa più inquietante. Nel mondo immersivo, osserva la relatrice, non c'è soltanto ciò che si vede: esistono già tute che restituiscono sensazioni fisiche, guanti, perfino dispositivi capaci di riprodurre o diffondere odori. «Siamo sulla soglia della fusione tra digitale e fisico», sintetizza. Con rischi, secondo Ryta, altrettanto rilevanti: una privacy sempre più ridotta, la possibilità di monitorare una quantità crescente di movimenti e comportamenti e, in prospettiva, persino nuove forme di manipolazione della percezione. «Quando tutti i sensi sono coinvolti, chi può sapere come si potrebbe venire manipolati?». Da qui la lezione che, secondo lei, Bitcoin insegna a chiunque voglia costruire il prossimo internet: nessuna regola imposta dall'alto, nessun padrone. E la frase destinata a restare: «Chi controlla il protocollo, controlla la realtà». La ricetta passa da quattro pilastri - Bitcoin come moneta globale, il WebXR come spazio aperto agli sviluppatori, i protocolli sociali decentralizzati e l'intelligenza artificiale - e da un principio, fondamentale a suo dire: solo protocolli e hardware aperti e codice verificabile. «Bitcoin è il fondamento: è “open”, senza confini e inarrestabile».
Un tema, quello del rapporto tra Bitcoin e altre nuove tecnologie, che tornerà certamente alla quinta edizione del Plan ₿ Forum di Lugano, in programma venerdì 23 e sabato 24 ottobre 2026 al Palazzo dei Congressi. Per ulteriori informazioni e biglietti, visita la pagina ufficiale.Vuoi guardare la versione integrale del panel di Ryta? La registrazione integrale è disponibile sul canale Rumble della manifestazione, insieme a tutti gli altri momenti clou della seconda edizione salvadoregna.







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