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Bitcoin USI Club, il "modello Lugano" vola a Tokyo

Il 21 agosto l'associazione studentesca dell'Università della Svizzera italiana sarà protagonista di un incontro alla Tokyo Bitcoin Base, per raccontare l'esperienza luganese. Ne abbiamo parlato con Vittorio Ricatto, manager del club.
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Il 21 agosto l'associazione studentesca dell'Università della Svizzera italiana sarà protagonista di un incontro alla Tokyo Bitcoin Base, per raccontare l'esperienza luganese. Ne abbiamo parlato con Vittorio Ricatto, manager del club.

Da Lugano a Tokyo il passo, quando si parla di Bitcoin, è più breve di quanto le distanze suggeriscano. E il prossimo 21 agosto quel legame conoscerà un nuovo capitolo: il Bitcoin USI Club - l'associazione nata in seno all'Università della Svizzera italiana, di cui ci siamo occupati più volte su questa rubrica - sarà infatti protagonista di "Bitcoin Beyond Borders - Lugano to Tokyo", un incontro ospitato dalla Tokyo Bitcoin Base, l'hub di riferimento per la community della capitale giapponese.

L'appuntamento, gratuito e in lingua inglese, è in programma dalle 17 alle 19 (ora locale) nel quartiere di Shinjuku e si rivolge a un pubblico eterogeneo, composto da docenti universitari, ricercatori, studenti ma anche semplici appassionati. Tra i partecipanti già annunciati figurano rappresentanti della Sophia University, mentre sono in corso contatti con altri prestigiosi atenei della capitale giapponese.

Al centro dell'intervento, il cosiddetto "modello Lugano", ormai riconosciuto a livello internazionale come uno dei casi di studio più interessanti in tema di educazione e adozione della moneta creata da Satoshi Nakamoto. A rappresentare l'associazione ci sarà Vittorio Ricatto, manager del club, con cui abbiamo fatto il punto alla vigilia della trasferta.

Il Bitcoin USI Club sbarca in Giappone: come nasce questa opportunità?

«Avrò innanzitutto il piacere di ripercorrere la storia del Bitcoin USI Club: come è nato, come si è sviluppato all'interno dell'Università della Svizzera italiana e quali risultati abbiamo raggiunto in poco più di un anno e mezzo di attività. Presenterò poi il modello Lugano, oggi riconosciuto a livello internazionale come uno degli esempi più interessanti di educazione e adozione di Bitcoin, approfondendo la Plan ₿ Initiative e il ruolo che hanno avuto programmi come la Plan ₿ Summer School e nel creare un ecosistema capace di unire università, imprese e istituzioni. Infine, parlerò delle collaborazioni che abbiamo sviluppato con aziende e partner del territorio e delle opportunità di scambio tra il mondo accademico svizzero e quello giapponese».

Quali temi toccherai nel corso del tuo intervento?

«Soprattutto grazie al network internazionale costruito da Plan ₿ Network che, dalla sua sede di Lugano presso il PoW.space, da tempo collabora ed è gemellato con la Tokyo Bitcoin Base. È un esempio concreto di come la comunità Bitcoin riesca a creare connessioni autentiche tra realtà geograficamente lontane ma accomunate dagli stessi valori. C'è anche un aneddoto curioso, che racconta bene questo legame: la statua di Satoshi Nakamoto esposta a Lugano è presente anche alla Tokyo Bitcoin Base. Si tratta di due dei pochissimi esemplari esistenti al mondo, insieme a quelli in El Salvador e in Vietnam. È un simbolo che rappresenta perfettamente la rete globale di persone che ogni giorno contribuiscono alla diffusione della cultura Bitcoin. In questo senso, ci piace pensare che la community funzioni proprio come il protocollo stesso: una rete di nodi indipendenti ma profondamente connessi, capaci di collaborare e condividere conoscenza oltre ogni confine».

Vi presenterete a una platea culturalmente diversa rispetto a quelle a cui siete abituati: come pensate di approcciarvi?

«Con grande rispetto e umiltà. Sappiamo di essere ospiti in un paese con una cultura ricchissima e vogliamo anzitutto ascoltare, comprendere e confrontarci, oltre che raccontare la nostra esperienza. Sarò l'unico rappresentante del Bitcoin USI Club presente all'evento e sento la responsabilità di dover condividere al meglio il lavoro svolto da tutta l'associazione. Il nostro obiettivo, però, non è quello di andare in Giappone per insegnare qualcosa, ma di raccontare quello che abbiamo costruito a Lugano e confrontarci con una comunità che ha molto da offrire. Credo che questo scambio sarà naturale perché, al di là delle differenze culturali, la comunità Bitcoin condivide valori profondi: curiosità, collaborazione, responsabilità individuale e apertura al dialogo. Quando incontri un altro bitcoiner, anche dall'altra parte del mondo, scopri spesso di avere già un linguaggio comune. Sono convinto che proprio da questa base nascerà un confronto autentico e, mi auguro, l'inizio di nuove collaborazioni».

Sarà, quindi, anche l'occasione per recitare il ruolo di "brand ambassador" di Lugano nel mondo: cosa pensi di questa prospettiva? «È un'opportunità che ci rende davvero orgogliosi. Lugano è diventata, negli ultimi anni, uno dei principali punti di riferimento a livello internazionale per l'educazione e l'adozione di Bitcoin, e poter raccontare questa esperienza in Giappone è un grande privilegio. Ci tengo però a sottolineare che il Bitcoin USI Club rappresenta solo un tassello di un ecosistema molto più ampio. Il merito va innanzitutto alla visione che ha dato vita alla Plan ₿ Initiative e a tutti gli attori che, negli anni, hanno contribuito a trasformarla in una realtà concreta: dalle istituzioni, come la Città di Lugano guidata dal sindaco Michele Foletti, a Tether, da Plan ₿ Network al Proof of Work Space, fino alle tante aziende e ai membri della community Bitcoin locale che ogni giorno investono tempo ed energie per far crescere questo progetto. Un ringraziamento particolare va anche a chi ha reso possibile questo collegamento con il Giappone, come S₿AM, Giacomo Zucco e Mir Liponi, oltre a tutto lo staff del Proof of Work space. Questa trasferta dimostra come le relazioni costruite all'interno della community Bitcoin possano trasformarsi in opportunità concrete di collaborazione internazionale. Se oggi possiamo portare il nome di Lugano fino a Tokyo, è perché esiste una comunità che da anni lavora con competenza, passione e spirito di collaborazione. Essere chiamati a rappresentarla è per noi un grande onore, ma anche una responsabilità».

Come sta evolvendo il Bitcoin USI Club e quali sono i progetti per il futuro?

«Il Bitcoin USI Club sta entrando in una nuova fase della sua crescita. Dopo un primo anno e mezzo in cui ci siamo concentrati soprattutto sull'organizzazione di eventi, workshop e attività di divulgazione, sentiamo che è arrivato il momento di fare un ulteriore passo avanti. A partire da settembre apriremo una nuova fase di recruiting, con l'obiettivo di coinvolgere nuovi membri attivi che abbiano voglia di contribuire concretamente alla vita dell'associazione. Allo stesso tempo vogliamo rafforzare anche la nostra dimensione accademica, affiancando agli eventi un'attività più scientifica attraverso la pubblicazione di articoli e contenuti di approfondimento sul mondo Bitcoin. Il bilancio, finora, è estremamente positivo: abbiamo trovato grande entusiasmo sia tra gli studenti sia tra i professori, e questo ci dà ancora più motivazione per continuare a crescere. I progetti in cantiere sono molti. Alcuni rappresentano la naturale evoluzione delle iniziative che abbiamo già avviato, mentre altri sono così ambiziosi che fanno tremare le ossa solo a pronunciarli ad alta voce. Posso però anticipare che uno degli appuntamenti più importanti sarà ancora una volta il Plan ₿ Forum di Lugano: se l'anno scorso abbiamo avuto un ruolo significativo, quest'anno puntiamo a essere ancora più protagonisti. La nostra ambizione rimane la stessa: migliorare continuamente, coinvolgere sempre più persone e contribuire a fare del Bitcoin USI Club un punto di riferimento per l'educazione e la divulgazione di Bitcoin, dentro e fuori l'università».


Questo articolo è stato realizzato da Lugano's Plan ₿, non fa parte del contenuto redazionale.

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