PRIME IMPRESSIONI
27.08.2018 - 06:000

Honda CR-V, nel segno dell’evoluzione

Più espressiva nel look, la rinnovata SUV giapponese cresce in accoglienza e qualità della vita a bordo. Affidandosi solo a motorizzazioni benzina 1.5 VTEC turbo, anche con trazione integrale.

È stata la SUV più immatricolata al mondo per cinque anni consecutivi, dal 2013 al 2017, ed ora torna in edizione totalmente rivista con il compito non certo leggero di proseguire la striscia di successi: la nuova Honda CR-V “firma” il nuovo corso attraverso linee più personali e ricercate, insieme a numerose evoluzioni ed al definitivo abbandono delle motorizzazioni a gasolio, con il futuro affidato unicamente a unità benzina ed ibride. La nuova gamma sarà in vendita da ottobre con prezzi nella forbice compresa tra 37'000 e 55'000 CHF.

Che “vuoto” lascia la nuova scelta Honda in tema di motorizzazioni?
In realtà nessuno o quasi, anche se sulla carta il 1.6 a gasolio che pure muove la Civic ultima generazione – il pianale è ora comune – potrebbe far gola specie in ottica di lunghe percorrenze. È pur vero che al vertice della gamma arriverà ad inizio 2019 la versione ibrida i-MMD con motore base 2.0, mentre le due moderne unità benzina 1.5 VTEC turbo che accompagnano il debutto del modello (le stesse, anche qui, della Civic) appaiono pienamente titolate per l’impiego a tutto campo. Tanto più che i due livelli di potenza previsti, 173 oppure 193 cavalli, risultano combinabili con la trazione anteriore oppure quella integrale, così come con il cambio manuale oppure l’automatico a variazione continua CVT: tenuto conto della disponibilità dell’allestimento a sette posti, la versatilità di configurazione della CR-V 2019 non fa certo difetto. La linea della nuova nata è moderna, fresca e ricercata, mentre proiettori affilati e passaruota muscolosi aggiungono tocchi di espressività insieme alla coda con gruppi ottici a contorno del lunotto; secondo la Casa, l’aerodinamica è più efficiente tra le concorrenti dirette. L’aumento di 4 cm del passo rispetto alla precedente Honda CR-V (266 cm anziché 262) si traduce in maggior spazio disponibile nell’abitacolo per le cinque persone dell’equipaggio standard, ma la lunghezza totale del modello resta immutata con un ingombro pari a 4,61 m.

Non è un po’ piccolo un 1.5, seppur turbo, per la mole della CR-V?
No, senza dubbio. Diversi costruttori, da tempo, riducono drasticamente le cilindrate delle proprie unità e Honda non fa eccezione; le due versioni del quattro cilindri da un litro e mezzo di cubatura sono entrambe capaci ma anche dotate di coppia adeguata (220 Nm per il meno potente, 243 Nm per la versione ad alte prestazioni), seppur lontana dai 360-400 Nm di un moderno 1.6 turbodiesel. Versatile, inoltre, la trazione integrale Real Time AWD con Intelligent Control System, che in condizioni di scarsa aderenza invia fino al 60% della potenza alle ruote posteriori, mentre l’altezza minima da terra è stata innalzata fino a 20 cm (+ 35 mm) per meglio favorire il disimpegno della vettura su fondi sconnessi. Al volante, spicca senza dubbio per piacevolezza d’insieme la combinazione di punta con i 193 cv combinati al cambio CVT e alla trazione 4x4. Complice anche un peso dell’auto piuttosto contenuto (1663 kg), il motore benzina si rivela infatti non soltanto docile e rotondo nel funzionamento, ma anche vivace a tutti i regimi nonché brillante nella zona alta del contagiri, consentendo prestazioni di buon “respiro” anche in accelerazione pura (0-100 km/h in 10 secondi) e, più in generale, una marcia reattiva senza mai alcun affanno, nemmeno in fase di sorpasso. Con consumi dichiarati piuttosto contenuti, stante la media di 7,1 l/100 km. Buona la silenziosità di marcia ad andatura costante, simpatica la rombosità del 1.5 sui toni acuti quando si accelera a fondo; soddisfa anche il cambio CVT, che trascina giusto con discrezione il rapporto fornendo una piacevolezza d’impiego non troppo distante dalle soluzioni di trasmissione più convenzionali. La guida è docile, ben controllabile ed affidabile, con tanta stabilità unita ad una buona precisione in curva, con movimenti contenuti del corpo vettura. Per maggior relax e protezione, non mancano poi gli ormai consueti ausili attivi alla guida compresi il regolatore di velocità adattivo e la correzione attiva di traiettoria.

Nell’abitacolo c’è spazio per tanta accoglienza.
Certamente. Il passo maggiorato si ripercuote favorevolmente sull’abitabilità, in special modo longitudinale con incremento di 50 mm di libertà di movimento a favore dei passeggeri in seconda fila. L’ambiente di bordo è arioso e piuttosto ben rifinito, pur con qualche lieve ingenuità – le finte cuciture in pelle sull’imbottitura di plancia e fianchi superiori delle portiere –, mentre l’arredo è razionale ma anche scenografico e arioso, con quadro strumenti digitale, schermo centrale per infotainment e navigazione (schermo in plastica) e comoda leva del cambio rialzata. Molto generosi e ben studiati i vani portaoggetti disposti strategicamente nell’abitacolo. I sedili sono piuttosto morbidi ma confortevoli, dietro ci si sistema davvero agevolmente e non mancano le bocchette centrali di aerazione. I sette posti richiedono qualche manipolazione per metterli in posizione ed accedervi: da scegliere solo se servono realmente. Altrimenti meglio puntare sull’ampio vano bagagli della versione a cinque posti che offre una cubatura rilevante, da 561 a 1756 litri; gli schienali posteriori sono abbattibili con un solo gesto mentre il fondo del piano di carico è regolabile su due livelli, con superficie piana o più profonda. L’ampio portellone si apre automaticamente con movimento del piede.

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