TEST DRIVE
16.02.2018 - 06:000
Aggiornamento 22.02.2018 - 14:27

Alfa Romeo Stelvio, leggera e reattiva come nessun’altra

Persino con il propulsore d’ingresso, un turbodiesel da 2.2 litri, il primo SUV nella storia centenaria del marchio sa impressionare per le qualità dinamiche.

Un SUV marchiato Alfa Romeo. Era proprio necessario?
La mia risposta vi sorprenderà, ma… sì: era necessario. Per sopravvivere un’azienda deve produrre prodotti che è in grado di vendere, e dato che la richiesta per i SUV non accenna a diminuire in tutti gli angoli del mondo, Alfa Romeo ha fatto bene. Anche perché, come vedremo, non sembra nemmeno di essere alla guida di un SUV. E poi diciamoci la verità: l’impatto estetico non è male, vero? Dovreste vederlo di notte, con le luci di posizione che riprendono la curvatura del celebre scudetto…

Certo, va bene. Ma è un’auto ideale per le famiglie?
Lo spazio a bordo è ampio per quattro persone e il bagagliaio ha una capienza (525 litri) più che adeguata, corredata oltretutto da una serie di ausili come presa 12V, occhielli di fissaggio e sgancio rapido dei sedili posteriore che facilitano non poco la vita. L’abitacolo è invece traslato dalla Giulia mantenendo un’impostazione di guida molto automobilistica ed ereditano i materiali di buon livello che peccano solo in qualche lieve sbavatura in fase di assemblaggio. Ma niente di grave: al pari della Giulia la Stelvio è l’Alfa Romeo meglio rifinita e meglio costruita di cui si abbia memoria. A centro plancia troviamo lo stesso Infotainment, il quale eredita a sua volta pregi e difetti già riscontrati sulla Giulia. Vale a dire che ha una bella logica di funzionamento e una grafica accattivante, sebbene manchino alcune funzioni per la connettività. Ma siamo sicuri che il 95% degli automobilisti riesca anche a vivere senza un hotsport per 7 dispositivi. In fondo con la Stelvio quello che conta è ciò che si prova alla guida.

Ecco: cosa si prova alla guida?
Il suo più grande pregio è senza dubbio la leggerezza: nonostante i “soli” 210 cavalli della motorizzazione d’ingresso (un turbodiesel 4 cilindri da 2,2 litri) ha buone prestazioni rettilinee (215 km/h di punta massima, 0-100 km/h in 6,6 secondi), frena in spazi brevi ed è agile come nessun’altra. Ma andiamo con ordine. Il motore è ricco di coppia e spinge bene già in basso, e sebbene non abbia un grande allungo il suo temperamento è piuttosto vivace. Nella modalità “Dynamic” il cambio automatico è velocissimo, tanto da essere secondo il sottoscritto una delle migliori interpretazioni dello stranoto ZF a 8 rapporti. Nel quotidiano è una vettura morbida, godibile e maneggevole, che non trasmette mai una sensazione di grande ingombro o di massa elevata. Anche perché in effetti il largo uso di alluminio e addirittura la fibra di carbonio per l’albero di trasmissione tengono bene in basso l’ago della bilancia. Al pari dell’abitacolo, lo schema meccanico e le soluzioni progettuali adottate quasi pari-pari rendono la Stelvio pressoché identica alla Giulia nonostante quei centimetri di altezza e qualche chiletto in più. Lo sterzo anche in questo caso è un riferimento per prontezza e precisione, tanto da infilarsi in curva meglio di qualsiasi altro SUV sostenuto da un retrotreno saldo. E la buona notizia è che lo sterzo reattivo non porta irrequietezza alle alte velocità. L’assetto è frenato ma mai rigido, e non si scompone mai nemmeno sul veloce anche perché le reazioni tra avantreno e retrotreno sono ben coordinate. Dal punto di vista della messa a punto è davvero difficile poterle muovere qualche critica, se non per i controlli di stabilità. La trazione integrale Q4 è infatti fantastica in quanto privilegia il retrotreno, accennando al sovrasterzo in uscita di curva qualora si scelga il differenziale posteriore autobloccante. Un peccato, visto il potenziale divertimento, che l’elettronica non sia disinseribile nemmeno parzialmente.

Sembra di capire che vale i soldi che costa…
Senza dubbio. Per 55’250 CHF ci si porta a casa una vettura spaziosa per la famiglia, capace di muoversi tra le curve come nessun’altra senza richiedere grandi spese in termini di consumi (7 l/100 km l’ottima media rilevata), con una qualità costruttiva adeguata al prezzo e alle concorrenti nonché una dotazione più che completa. Non gioca il ruolo di pioniera, ma non è neanche questo che deve essere. Perché anche “solo” essere il SUV più capace sul piano dinamico è un complimento non da poco considerando che - ricordiamolo - questo è solo il loro primo tentativo.

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