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TEST DRIVE
27.05.2019 - 09:000

Toyota RAV4, evoluzione globale

Rinnovato in profondità, il SUV giapponese spicca per spaziosità interna con buone qualità di guida. Relax e buona vivacità per la meccanica ibrida fino a 222 cv, anche con trazione 4x4 elettrica.

Una infarinata di storia per tenere a mente le radici di un’evoluzione tanto profonda, seppur lineare, per il Suv orientale: nell’ormai lontano 1994, quando fa la sua comparsa, la RAV4 getta scompiglio nell’allora classico mondo 4x4. Non solo, è la prima 4x4 ad adottare una costruzione più automobilistica per puntare sul lato divertente e piacevole della guida, su strada come fuori. Già con la seconda generazione del 2000, il modello inizia l’avvicinamento verso contenuti più famigliari, con qualità stradali che via via “ammorbidiscono” il dinamismo e l’agilità iniziali in favore di stabilità e confort, per approdare verso ulteriori lidi con dimensioni ingrandite fino ad aggiungere, dal 2015, anche la motorizzazione ibrida. Contemporaneamente, anche lo stile si fa sempre meno particolare per adottare i canoni più internazionali della produzione Toyota; come per quest’ultima generazione fresca di introduzione sui mercati, ancor più “global” nel look, seppur contraddistinto da una certa vivacità e presenza d’insieme. L’originalità delle prime versioni appare però ancor più diluita, per un modello sempre più indicato per la famiglia con la sua lunghezza di 4,60 metri combinata alla notevole spaziosità interna.

Che soluzioni tecniche adotta la nuova generazione RAV4?
La vettura poggia le proprie basi tecniche sul nuovo pianale GA-K appartenente alla piattaforma modulare TNGA e nella versione con meccanica ibrida, che sarà la più diffusa anche in Svizzera con oltre l’80% delle preferenze, adotta ad esempio la stessa configurazione propulsiva della rinnovata berlina Camry. Nel caso del SUV, però, la variante a trazione integrale AWD-i (da 45'900 CHF) arriva ad erogare una potenza di sistema di 222 cv, 4 in più rispetto alla versione Hybrid standard. La trazione 4x4, a richiesta sulla Hybrid, viene realizzata elettricamente: un secondo motore elettrico provvede infatti alla spinta sulle ruote posteriori, che viene azionata dall’elettronica di gestione del veicolo soltanto in caso di bisogno. Il motore a benzina di base è in ogni caso un 2.5 aspirato ad alta efficienza, con un rendimento termico in grado di raggiungere il ragguardevole traguardo del 41%, mentre il cambio automatico è il consueto tipo a variazione continua, per la verità poco incisivo anche su questa Toyota: va benissimo per l’uso quotidiano, ma è lontano dalla piacevolezza offerta da altre soluzioni di trasmissione poiché, se servono sportività o grinta, continua a trascinare l’ultimo rapporto ad alto regime con una certa rumorosità, bypassando la stessa preselezione dei rapporti fissi che in modalità Sport dovrebbe assicurare una guida più diretta.
Cosa possibile (non mancano i paddles al volante) ma a patto, per l’appunto, di conservare sempre una progressione docile con l’acceleratore, vanificando dunque la stessa grinta. Un peccato, perché la RAV4 non ha certo un’anima sportiva, ma tra le curve è in ogni caso in grado di mettere in campo un piglio piacevole, tra l’altro agevolato dalle carreggiate più larghe in questa nuova generazione. Rendimento del cambio a parte, la spinta di questo ibrido 2.5 è ad ogni modo brillante (bastano 8,1 secondi per il passaggio 0-100 km/h) ed in genere è sufficiente poco acceleratore per muoversi con sveltezza. Valido il comfort, con insonorizzazione curata (qualche fruscio nella zona del parabrezza) e molleggio non troppo soffice ma in grado di assicurare in generale un buon isolamento stradale; quanto ai consumi, nella media d’uso del nostro test abbiamo più frequentemente rilevato valori di 7,5-8 l/100 km. Correttore attivo di corsia meno sofisticato nel funzionamento e negli avvisi al conducente rispetto alle soluzioni più raffinate del mercato. Quanto all’off-road, con il crossover giapponese si può affrontare del fuoristrada moderato, con altezza da terra discreta (19 cm) ma angolo di attacco un po’ limitato dall’estensione verso il basso del paraurti.

Com’è l’accoglienza interna offerta ai passeggeri?
Tra i punti forti della RAV4 c’è l’abitacolo, realmente spazioso ed accogliente, oltre che rifinito con buona cura impreziosita dal rivestimento con materiali pregiati per plancia e zona superiore dei fianchetti delle portiere. I sedili anteriori di foggia piuttosto sportiva, sull’allestimento di prova, offrono sedute comode con un contenimento laterale sufficiente, seppur giustamente non eccessivo, mentre l’ampiezza delle regolazioni permette pressoché ogni impostazione: anche la sistemazione piuttosto bassa e slanciata, col volante basso che può essere convenientemente avvicinato. Altrettanto convincente l’accoglienza posteriore, dove il divano largo, molto ben distanziato dagli schienali anteriori e la presenza di un pianale quasi piatto permettono un’eccellente libertà di movimento a chi siede dietro; manca però, incomprensibilmente, il passaggio per carichi passanti, piuttosto importante su un SUV che si utilizza tanto più d’inverno per gli sport invernali. Valida la cubatura del bagagliaio, 580/1690 litri. Il design degli arredi punta, qui come su altre Toyota, sull’effetto moderno e hi-tech, con comandi leggermente minimalisti seppur razionali. Lo schermo principale si trova in posizione rialzata, ben raggiungibile; molto spesse però le cornici esterne, che finiscono col limitare la reale dimensione della schermata attiva.

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