Washington si prepara: «I militari sono praticamente ovunque»
Reuters
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STATI UNITI
20.01.2021 - 08:130
Aggiornamento : 08:43

Washington si prepara: «I militari sono praticamente ovunque»

C’è chi descrive la città come una zona di guerra: «È semplicemente scioccante» racconta un'abitante.

«Quest’anno la pandemia in primis e il timore di disordini in aggiunta hanno praticamente distrutto il nostro business» spiega un ristoratore della capitale.

di Redazione
Manuela Cavalieri e Donatella Mulvoni

WASHINGTON - È una città sotto assedio quella che saluta Donald Trump e accoglie il nuovo presidente, Joe Biden. A presidiare le strade, i monumenti, i palazzi istituzionali ed i luoghi del potere di Washington ci sono 25mila donne e uomini della guardia nazionale, oltre alle forze di polizia, i servizi segreti ed ai corpi speciali federali.

C’è chi descrive la città come una zona di guerra. Gli abitanti della capitale non avevano mai visto una concentrazione così imponente di misure di sicurezza. Il rischio di nuovi disordini - come quello del sei gennaio, quando un’orda impazzita di supporter di Donald Trump ha invaso e vandalizzato Capitol Hill, la sede del Congresso degli Stati Uniti – resta alto. Le fronde più estreme dell’ex presidente continuano a rappresentare una minaccia reale durante questo delicato periodo di transizione.

«Le truppe sono arrivate anche qui a Georgetown. Non avrei mai immaginato di vedere i militari in questo quartiere. È semplicemente scioccante». A parlare è Marie, che nello storico rione del quadrante nord ovest della capitale vive dagli anni Ottanta. Ed effettivamente il colpo d’occhio è straordinario. Scuote il capo, mentre per un attimo appoggia sul marciapiede la spesa della giornata. «Guardate, i militari sono praticamente ovunque. Io davvero non mi capacito. Spero, almeno, che serva a scongiurare il pericolo di disordini», continua Marie. Non è questa la Washington che conosce ed ama. Il periodo dell’insediamento è solitamente un momento straordinario in città, invasa da eventi, party esclusivi, celebrazioni con tutti i protagonisti del jet set americano giunti in città per festeggiare il nuovo inquilino della Casa Bianca. «Non quest’anno, purtroppo. Per il nostro settore il danno è enorme» racconta Frank, che lavora come manager in un ristorante locale. «Negli anni passati abbiamo ospitato eventi con centinaia di persone. Quest’anno la pandemia in primis e il timore di disordini in aggiunta hanno praticamente distrutto il nostro business». Tempi anomali, che si spera non torneranno più.

Cavalieri/Mulvoni
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