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VENEZUELA

Si scava ancora, ma ora i morti sono più di 3000

Continua ad appesantirsi il bilancio dei terremoti che hanno colpito il Venzuela
Si scava ancora, ma ora i morti sono più di 3000
AFP
Fonte Ats Ans Afp
Si scava ancora, ma ora i morti sono più di 3000
Continua ad appesantirsi il bilancio dei terremoti che hanno colpito il Venzuela

CARACAS - Il bilancio delle vittime dei due terremoti che hanno colpito il Venezuela il 24 giugno è stato rivisto al rialzo e si attesta ora a 3'342 morti, secondo una nota del governo diffusa nella serata di domenica.

«Bilancio ufficiale al 5 luglio: 3'342 morti, 16'740 feriti», si legge nel comunicato. Le autorità non fanno riferimento ai dispersi, ma le Nazioni Unite stimano che tale cifra potrebbe raggiungere quota 50'000, mentre alcune proiezioni indicano un numero più vicino a 10'000. Il bilancio precedente, risalente a ieri, contava 2'954 vittime.

Intanto le autorità venezuelane hanno sepolto oltre 150 corpi non identificati in una lunga fila di fosse individuali.

La presidente ad interim del Venezuela ha dichiarato che il Paese non sprofonderà nel disordine sociale in seguito ai due terremoti che hanno causato oltre 3'000 vittime e lasciato migliaia di dispersi.

«Qui non ci saranno disordini sociali; ciò che abbiamo è una profonda solidarietà sociale», ha affermato Delcy Rodriguez durante una cerimonia militare per la festa dell'indipendenza nazionale.

Molti venezuelani hanno espresso indignazione per quella che considerano una risposta inadeguata da parte del governo - sostenuto dagli Stati Uniti - al disastro del 24 giugno, prima dell'arrivo delle squadre internazionali.

Rodriguez ha difeso la gestione dell'emergenza, sottolineando che migliaia di funzionari erano stati mobilitati per prestare soccorso.

Nel frattempo, El Salvador ha inviato domenica altre cinque tonnellate di aiuti umanitari in Venezuela. Il carico, che include cibo, attrezzature e medicinali, si aggiunge alle 24 tonnellate già consegnate. Il volo ha trasportato anche 120 specialisti per dare il cambio a una parte del personale impiegato a La Guaira, lo stato più colpito.

El Salvador è stato il primo Paese ad atterrare in territorio venezuelano a 24 ore dalla tragedia, partecipando al salvataggio dalle macerie di almeno nove persone. «Molti membri della nostra missione sono esausti. Per questo abbiamo deciso di inviare un settimo aereo con 120 specialisti per dare il cambio a chi ne ha più bisogno», ha comunicato sui social il presidente Nayib Bukele. Il leader ha inoltre precisato che «gli altri 180 componenti del contingente originale continueranno sul campo, per cui manterremo in ogni momento una squadra di 300 soccorritori, medici, paramedici, psicologi, veterinari, vigili del fuoco e altri specialisti».

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